dove L è il lavoro e α l'angolo tra la direzione della forza e la direzione dello spostamento.
Il lavoro può essere sia positivo che negativo, il segno dipende dall'angolo compreso tra il vettore forza ed il vettore spostamento . Il lavoro svolto dalla forza è positivo se ovvero se . Un lavoro positivo è definito motore, uno negativo, invece, resistenza.
Il termine utilizzato in fisica differisce dalla definizione usuale di lavoro, che è decisamente antropomorfa. Infatti si compie un lavoro se si ha uno spostamento e se questo spostamento non è chiuso (cioè ritorna al punto di partenza). Ad esempio se si spinge contro un muro, naturalmente il muro non si sposta e, quindi, non si ha lavoro.
Casi particolari di forza lavoro.png
Quando la forza ha la stessa direzione dello spostamento, il prodotto scalare equivale al prodotto aritmetico dei moduli dei due vettori:
.
Anche nel caso di forza parallela ma opposta allo spostamento, l'espressione del lavoro si riduce al prodotto aritmetico dei moduli, ma con segno opposto:
.
Quando forza e spostamento sono perpendicolari, il lavoro è nullo:
.
Più in generale, si definisce lavoro lineare elementare di una forza dipendente dal punto associato allo spostamento elementare lungo la traiettoria , la forma differenziale:
che in termini di coordinate cartesiane, si può esprimere come:
Il lavoro lungo una curva è definito come l'integrale di linea della forma differenziale
ovvero l'integrale di linea della forza lungo la curva .
Il lavoro può essere definito anche a partire da un momento:
Il lavoro finito del momento corrispondente ai due spostamenti angolari e è formalmente uguale all'integrale:
In generale, il lavoro dipende dalla traiettoria per andare da A a B; la forza essendo un vettore dipende dalle coordinate e varia al variare del tempo. Possiamo restringerci al caso di forze per le quali il lavoro è funzioe solo delle posizioni iniziale e finale della traiettoria e non dalla traiettoria seguita.
Se il campo di forze è tale che il lavoro non dipende dal particolare cammino seguito, ma solo dalla posizione iniziale e dalla posizione finale , allora il campo è detto conservativo. In tale caso è possibile definire una funzione scalare, detta energia potenziale, la cui variazione tra i punti e rappresenta il lavoro compiuto dalle forze per andare da A a B (per quanto detto prima lungo un qualunque percorso).
Il concetto continua a valere se U non dipende dalla "posizione" ma da uno "stato", oppure da una posizione nello spazio delle fasi del sistema: ovviamente sostituendo con l'equivalente nel caso in questione. Un esempio è il diagramma Pressione/Volume usato per le macchine termiche.
Il lavoro compiuto dalla risultante delle forze agenti su un corpo è uguale alla variazione della sua energia cinetica (vedi anche Teorema dell'energia cinetica).
Tra le altre unità di misura del lavoro ricordiamo il chilogrammetro, l'erg e l'elettronvolt.
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