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La notte dei morti viventi, USA 1968, è il primo lungometraggio scritto e diretto da George A. Romero.

Per sceneggiare questo film Romero si è ispirato al romanzo fantastico Io sono leggenda (I am legened) di Richard Matheson, in cui un solo uomo è rimasto sulla terra dominata dai vampiri. Romero ha trasformato gli astuti succhiatori di sangue in creature prive d'intelligenza e affamate di carne viva.

Il film è una critica alla guerra del Vietnam.

La trilogia dei morti viventi


La notte dei morti viventi è il primo film di una trilogia sui morti viventi.

La trilogia inizialmente non era stata pensata come tale. Dieci anni dopo il primo film, Romero ha reinterpretato l'invasione dei morti viventi con Zombi del 1978, e nel 1985 con Il giorno degli zombi.

I tre film

Nel luglio 2005 è uscito La terra dei morti viventi, che amplia ulteriormente il ciclo trasformandolo in una quadrilogia.

La trama


In una cittadina della Pennsylvania i morti ritornano in vita con un'insaziabile fame di carne umana. Ben si rifugia in un casolare isolato con Barbara, il cui fratello è stato sbranato dai morti. Qui però hanno già trovato rifugio altre persone con cui non si trovano d'accordo sul da farsi. La casa è circondata dai morti e la lotta per la vita è resa ancora più difficile dai contrasti tra i vivi.

Uno spartiacque nel genere?


Molti critici hanno affermato che il cinema horror possa essere diviso in epoca AR (Ante Romero) e PR (Post Romero): l'allora giovanissimo regista infatti firmava, sfruttando unicamente il tempo libero suo e del resto della troupe, con budget bassissimo e con attori non professionisti (con l'eccezione degli interpreti di Ben e Barbara) quello che sarebbe stato un vero capolavoro. Al di là della critica alla guerra in Vietnam, alle pretese accuse contro il razzismo (Ben, di colore, alla fine viene ucciso dalla squadra dello sceriffo perché viene scambiato per uno zombie, ma Romero ha sempre affermato di aver affidato il ruolo del personaggio a Duane Jones solo perché era il miglior attore di cui disponesse), vengono rovesciati tutti i cliché narrativi dell'horror classico. Dall'ambientazione, una tranquilla casetta della provincia americana, dove la tranquillante porticina in legno sul retro e le finestre addobbate con eleganti tendine si riveleranno solo mortali vie di accesso per i mostri; alla scelta del "cattivo" che non è qualcosa di "altro" e lontano da noi come un conte transilvano o un mostro creato da uno scienziato pazzo, ma è rappresentato dai nostri stessi morti, i morti che la società è come se vomitasse da sola (critica questa ancora più acuita in Zombi del 1978. Ma anche i protagonisti sono rivoluzionari: il "buono" - Ben - alla fine è quello che sbaglia tutta la tecnica difensiva; la giovane coppia di innamorati, che in film più tradizionali, con il loro amore avrebbe potuto sconfiggere ogni cosa, viene allegramente "abbrustolita" per poi essere divorata. La famiglia americana tipica e apparentemente perfetta si divorerà a vicenda, Barbara si desterà dal suo stato di shock solo verso la fine, ma farà una fine miserrima. Il cinema dell'orrore non avrebbe potuto più fare a meno di ricordare che nel 1968 un giovane cineasta di Pittsbourgh aveva "cambiato le regole".

Curiosità: Il regista Romero lo ritroviamo nel film nei panni del giornalista tv che intervista un generale.

Collegamenti esterni


La notte dei morti viventi.jpg

Film horror

Die Nacht der lebenden Toten | Night of the Living Dead | La Noche de los Muertos Vivientes | Elävien kuolleiden yö | La Nuit des morts-vivants | ナイト・オブ・ザ・リビングデッド | Night of the Living Dead | Noc żywych trupów | Ночь живых трупов (фильм) | Night of the Living Dead (1968)

 

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