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John Dos Passos (14 gennaio 1896-28 settembre 1970) è stato uno scrittore americano.

Occupa nella letteratura (e non solo del suo Paese) un posto del tutto particolare, grazie soprattutto al grande impegno civile e politico che ne fa uno scrittore sempre ancorato ai fatti, all'osservazione sociologica, alieno da quelle evasioni, da quelle mistificazioni tra letterarie e ideologiche che tipizzano invece la narrativa americana degli anni ruggenti.

Giovanissimo, Dos Passos è un radicale, il che (negli Stati Uniti dell'epoca) significa soprattutto esere un anarchico. Non a caso, infatti, Ds Passos è stato tra i più accaniti difensori di Sacco e Vanzetti, i due emigrati italiani implicati in un clamoroso processo anche per le loro idee politiche di tipo livertario.

Dopo il college, Dos Passos inizia a studiare architettura, ma è ancora molto giovane quando decide di dedicarsi interamente al giornalismo ed alla narrativa.

I suoi romanzi sono conosciuti in tutto il mondo e tradotti in tutte le lingue. Tra i più importanti, Tom Paine, 42° parallelo, Un mucchio di quattrini, Il grande Paese, Servizio Speciale, Giorni memorabili.
La bella vita è la sua autobiografia con particolare riferimento ai suoi soggiorni in Europa dove egli frequentò, con Francis Scott Fitzgerald ed Ernest Hemingway, il circolo parigino della scrittrice Gertude Stein.

Dos Passos, durante prima guerra mondiale, fu sul fronte italiano, nei ranghi della Croce Rossa.

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