Il Jūjutsu (柔術), conosciuto anche come Jujitsu, è un'arte marziale giapponese il cui nome significa letteralmente jū: flessibile, cedevole, morbido e jutsu: arte,tecnica,pratica. Veniva talvolta chiamato anche taijutsu (arti del corpo) oppure yawara (sinonimo di jū).Il jūjutsu era praticato dai bushi (guerrieri) che se ne servivano per giungere all'annientamento fisico dei propri avversari provocandone anche la morte,a mani nude o con armi.
Si distingevano perciò le scuole dedite all'uso del tachi, la spada tradizionale giapponese, quelle maggiormente orientate alla lotta corpo a corpo, fino alle scuole di nuoto con l'armatura, tiro con l'arco ed equitazione. Quest'ultime costituivano la base dell'addestramento del samurai, espressa dal motto Kyuba No Michi, la via (michi) dell'arco (kyu) e del cavallo (ba), che più tardi muterà nome in bushido. Una caratteristica che accomunava tutte queste scuole era l'assoluta segretezza dei propri metodi e l' eterna rivalità reciproca, poiché ognuna professava la propria superiorità nei confronti delle altre. Ancora oggi, alcuni Maestri del luogo, rifiutano l'insegnamento delle arti agli occidentali.
In un paese come il Giappone, la cui storia fu un susseguirsi di continue guerre tra feudatari, il ruolo del guerriero rivestì una particolare importanza nella cultura popolare e con esso il jūjutsu. La difesa del territorio, la disputa di una contesa, la protezione offerta dal più forte al più debole sono solo alcuni dei fattori che ne hanno permesso lo sviluppo tecnico, dettato dalla necessità di sopravvivenza.
Con l'instaurarsi della dinastia Tokugawa (1615-1867) Il Giappone conosce un periodo di relativa pace: fu questo il momento di massimo sviluppo del jūjutsu, poiché, privi della necessità di combattere e quindi di mantenere la segretezza, fu possibile per i vari Ryū organizzarsi e classificare i propri metodi.Anche la gente comune comincia a interessarsi e a praticare il jūjutsu poiché la pratica portava un arricchimento interiore dell'individuo, data la relazione intercorrente con i riti di meditazione propri del buddismo zen. Ma la cultura guerriera era talmente radicata nella vita dei Giapponesi da spingere i samurai a combattere anche quando non ve n'era l'effettiva necessita. Ciò portava a volte all'organizzazione di vere e proprie sfide chiamate Dōjō Arashi (tempesta sul dōjō) in cui i migliori guerrieri si confrontavano in modo spesso cruento.
La caduta dell'ultimo shōgun e il conseguente restauro del potere imperiale causarono grandi sconvolgimenti nella vita del popolo: i giapponesi, che fino a quel momento avevano vissuto in completo isolamento dal resto del mondo, ora si volgevano avidamente verso la cultura occidentale che li stava "invadendo". Ciò provocò un rigetto da parte del popolo per tutto ciò che apparteneva al passato ivi compreso il jūjutsu. La diffusione delle armi da fuoco fece il resto: il declino del jūjutsu era in atto.
Il nuovo corso vide la scomparsa della classe sociale dei samurai, che avevano dominato il Giappone per quasi mille anni e il jujitsu da nobile che era scomparve insieme ad essi; i numerosi dōjō allora esistenti furono costretti a chiudere per mancanza di allievi ed i pochi rimasti erano frequentati da gente dedita a combattere per denaro, persone rozze e spesso coinvolte in crimini. Questo aspetto in particolare influenzò negativamente il giudizio del popolo nei confronti del jūjutsu poiché vedeva in esso uno strumento di sopraffazione e violenza.
Durante il periodo storico chiamato Restaurazione Meiji, si affermò grandemente in giappone il nuovo jujutsu ideato da Jigoro Kano con il nome di judo kodokan, che si proponeva come metodo educativo, insegnato nelle scuole come educazione fisica ed inserito nei programmi di addestramento della polizia giapponese. Ricordiamo infatti che la riunificazione del giappone portò alla formazione di forze armate statali al servizio dell'imperatore basate sul modello occidentale ma con caratteristiche autoctone. Nel dopoguerra però, a causa prima della proibizione del generale Mc.Arthur e poi della distorsione sportiva subita dal judo quando potè essere di nuovo praticato (1950), si riaffermò il jujutsu come tecnica di difesa personale accanto all' Aikido di Ueshiba.
Il jūjutsu si diffuse nel resto del mondo grazie a quanti, viaggiando per il Giappone (principalmente commercianti e militari) nel tardo periodo feudale, lo appresero reimportandolo nel paese d'origine.
Oggi è praticato un po' dovunque, con organizzazioni anche di carattere internazionale. In italia la FIJLKAM Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali, possiede al suo interno un settore dedicato, sebbene esistano organizzazioni di carattere privato o promozionale (ACSI, UISP, ecc.) in cui il jūjutsu è ben sviluppato.
Il jūjutsu, o Ju Jitsu è comunque un'arte di pura difesa personale. Il suo principio si basa infatti sulle radici del nome originale giapponese: HEY JYO SKIN KORE DO, ovvero "Via della morbidezza e della cedevolezza". L'avversario che sta ipoteticamente attaccando un JUTZUKA non riesce a capire quale tecnica stia subendo, trova quindi il vuoto davanti a se per poi trovare una brusca caduta. In tante arti marziali, oltre all'equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone. Nel Ju Jitsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall'avversario. Più un ipotetico aggressore cerca di colpire forte, più esso subisce un danno maggiore. Il principio, quindi, sta nell'applicare una determinata tecnica proprio nell'ultimo istante dell'aggressione ipotetica, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l'avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a se, il vuoto.
Il Ju Jitsu comprende anche il JUDO, L'AIKIDO, L'AIKIJUJITSU, LA LOTTA A TERRA e tante piccole variazioni interne che derivano tutte dal jūjutsu, che, come il Kung Fu, è un'arte a se stante.
Ad oggi esistono nel mondo molte Scuole e federazioni che praticano Ju Jitsu, proprio per questo il governo giapponese ha da tempo istituito un ente,il Nippon Budokan, con l'unica funzione di salvaguardare le arti marziali Tradizionali Giapponesi dal "possibile attacco sferrato dalla modernità e dall'avidità umana". Questo ente certifica l'effettivo collegamento tra il passato e il presente di una Scuola tradizionale, conservandone documenti e quanto altro risulti utile a certificarne l'autenticità. Una delle Scuole di Ju Jutsu tradizionale più antiche e riconosciuta dal Budokan è l'Hontai Yoshin Ryu (Scuola dello spirito del salice), che da 400 anni si tramanda tecniche di combattimento a mani nude e con armi in maniera quasi del tutto invariata. Oggi il 19° Soke (caposcuola) è Kyoichi Inoue Munenori, e alcuni dei Kata (forme) di questa Scuola sono gli unici ad essere inseriti nel programma federale della FIJLKAM(federazione italiana judo lotta karate artimarziali).
Accadde che un giorno, durante un' abbondante nevicata, osservò che il peso della neve aveva spezzato i rami degli alberi più robusti che erano così rimasti spogli. Lo sguardo gli si posò allora su un albero che era rimasto intatto: era un salice, dai rami flessibili. Ogni volta che la neve minacciava di spezzarli, questi si flettevano lasciandola cadere riprendendo subito la primitiva posizione.
Questo fatto impressionò molto il bravo medico, che intuendo l' importanza del principio della non resistenza lo applicò alle tecniche che stava studiando dando così origine ad una delle scuole più antiche di jujutsu, la Yoshin ryu (scuola del cuore del salice).
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