L'infarto è la necrosi di un tessuto per ischemia, cioè per una sospensione o dalla diminuzione dell'irrorazione sanguigna arteriosa, quella che porta ossigeno e nutrienti ai tessuti. Piu raro l'infarto dovuto ad interruzione del drenaggio venoso.
Cause
La causa primaria è costituita dall'occlusione di un'
arteria da parte di
trombi,
emboli, o di processi granulomatosi delle pareti. La nascita di questi processi è costituita nella quasi totalità dei casi dall'
aterosclerosi. Quando vanno incontro ad ulcerazione, le placche aterosclerotiche possono provocare occlusione arteriosa acuta (e quindi infarto), sia attraverso la formazione di emboli che attraverso la trombosi sovrapposta all'ulcerazione.
Sintomi
I sintomi sono diversi a seconda dell'organo interessato, tuttavia il sintomo principale è rappresentato da dolore acuto (ad insorgenza improvvisa), di varia intensità; è però possibile che l'infarto sia clinicamente asintomatico, soprattutto qualora sia di dimensioni molto piccole.
La regione colpita da infarto diviene necrotica (è questa necrosi che scatena i sintomi acuti): se il malato sopravvive alla fase acuta dell'infarto, l'organismo riassorbe i tessuti morti senza rigenerare la parte persa (cosa impossibile senza afflusso di sangue), ma forma in quella zona una cicatrice di tessuto connettivo fibroso, e l'organo interessato perde definitivamente una parte della sua funzionalità.
Forme
Le forme cliniche più frequenti sono:
Il più frequente fra tutti è quello del miocardio, tanto che l'uso della parola infarto indica comunemente quello a carico del cuore.
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