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L'hashish è una sostanza stupefacente psicoattiva. Fa parte delle cosiddette "droghe leggere".

Sostanza costituita dalla resina della pianta della canapa i cui effetti sono dovuti principalmente al Δ9-tetraidrocannabinolo (THC) in essa contenuto (in quantità maggiore rispetto alla marijuana).

Cannabis sativa


Tale composto è ricavato dalla lavorazione della cannabis, pianta che cresce in numerose zone (i principali produttori sono il Marocco, il Pakistan, il Libano, l'India, il Nepal), ma può essere comunque coltivata in qualsiasi luogo tramite serre e colture idroponiche con luce artificiale.

Effetti indotti


Gli effetti indotti dall'uso di tale sostanza, che viene generalmente fumata assieme al tabacco (ma può essere anche ingerita), sono svariati, hanno differente intensità a seconda del soggetto, dalle circostanze psico-fisiche in cui la si assume, e dell'assuefazione del fumatore; i principali effetti sono:

  • distorsione del reale (capacità recettive), sensazione di aumento delle percezioni
  • attenuazione della reattività fisica e mentale
  • opacità cognitiva
  • temporaneo abbassamento di pressione sanguigna
  • ilarità incondizionata
  • focus cognitivo verso la distorsione del reale
  • distorsione temporanea della memoria

Oltre agli effetti collaterali comuni col fumo del tabacco, l'uso di tali sostanze può provocare anche effetti quali:

  • repentini cali di pressione
  • nausea
  • senso di smarrimento
  • disorientamento e forte opacità cognitiva
  • apatia (in caso di assunzione prolungata)

L'assunzione di derivati dalla canapa può avere inoltre pericolose interazioni farmacologiche quando, in concomitanza all'assuzione, si è sotto terapia medico-farmacologica di qualsiasi tipo. Alcuni studi affermano la possibilità del verificarsi di infarto miocardico, specie nei 60 min. seguenti all'uso della sostanza, in particolare in soggetti predisposti; tuttavia non sono noti casi di mortalità dovuta a complicanze cardiache causate dall'hashish.

I vari effetti possono essere condizionati in maniera influente anche da due fattori psicologici: il set (lo stato d'animo di chi consuma) e il setting (la compagnia con cui si trova ed il luogo dove si trova il consumatore).

Usi terapeutici


La cannabis è usata per contrastare la diminuzione dell'appetito nei pazienti affetti da AIDS e da cancro e per diminuire la nausea derivata dai trattamenti chemioterapici e dalle irradiazioni. Inoltre causa probabilmente un effetto positivo sui soggetti affetti da dolori cronici, da sclerosi multipla (diminuzione del rigore muscolare) e sulla sindrome di Gilles de la Tourette.

Ad oggi sono ancora in corso studi che accertino la validità di questi effetti. Al momento, infatti, non esiste alcuna prova definitiva che dimostri l'efficacia dell'impiego medico della cannabis. In Canada e in 19 nazioni negli Stati Uniti, l'uso della cannabis a scopo medico è già consentito. In vari paesi europei ed extraeuropei l'argomento è al centro di accesi dibattiti.

Concentrato delle resine


L'hashish è generalmente un concentrato dei principi attivi della Cannabis. Per ottenere l'hashish ogni cultura ha sviluppato un proprio processo. Si possono, però, distinguere tre principali tecniche di estrazione:

  • quella dei paesi islamici
  • quella della zona intorno al sub continente indiano
  • quella olandese.

Nei paesi islamici, come il Marocco o l'Egitto, si tagliano e si raccolgono le piante mature; successivamente, in una stanza chiusa, vengono scosse e sbattute raccogliendo la resina, il polline, i cristalli ed i tricomi in un telo di plastica sul pavimento; questa polvere viene poi in parte pressata e lavorata a mano, da successive battiture si otterrà nuova polvere da pressare a macchina, per la fabbricazione di Hashish commerciale detto appunto "Marocchino", "Libanese", ecc. a seconda della provenienza, dal quale a sua volta viene "estratta" la parte migliore, detta anche "Crema".

La tecnica "Indo-Hymalayana", invece, non prevede il taglio delle piante. Durante il periodo di fioritura, a più riprese, si sfregano le infiorescenze tra le mani, direttamente nei campi, per poi raschiare le mani stesse con apposito coltellino sulla cui lama resta la resina gommosa detta "Charas".

La tecnica olandese, invece, prevede che le infiorescenze seccate e spezzettate vengano immerse in una bacinella d'acqua e ghiaccio, frullate assieme al ghiaccio, passate in filtri sempre più sottili fino ad ottenere una polverina, che, compressa ed essicata, prende il nome di Ice Charas o Bubble Hashish.

Voci correlate


Collegamenti esterni


Droghe

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