L'hashish è una sostanza stupefacente psicoattiva. Fa parte delle cosiddette "droghe leggere".
Sostanza costituita dalla resina della pianta della canapa i cui effetti sono dovuti principalmente al Δ9-tetraidrocannabinolo (THC) in essa contenuto (in quantità maggiore rispetto alla marijuana).
Oltre agli effetti collaterali comuni col fumo del tabacco, l'uso di tali sostanze può provocare anche effetti quali:
L'assunzione di derivati dalla canapa può avere inoltre pericolose interazioni farmacologiche quando, in concomitanza all'assuzione, si è sotto terapia medico-farmacologica di qualsiasi tipo. Alcuni studi affermano la possibilità del verificarsi di infarto miocardico, specie nei 60 min. seguenti all'uso della sostanza, in particolare in soggetti predisposti; tuttavia non sono noti casi di mortalità dovuta a complicanze cardiache causate dall'hashish.
I vari effetti possono essere condizionati in maniera influente anche da due fattori psicologici: il set (lo stato d'animo di chi consuma) e il setting (la compagnia con cui si trova ed il luogo dove si trova il consumatore).
Ad oggi sono ancora in corso studi che accertino la validità di questi effetti. Al momento, infatti, non esiste alcuna prova definitiva che dimostri l'efficacia dell'impiego medico della cannabis. In Canada e in 19 nazioni negli Stati Uniti, l'uso della cannabis a scopo medico è già consentito. In vari paesi europei ed extraeuropei l'argomento è al centro di accesi dibattiti.
Nei paesi islamici, come il Marocco o l'Egitto, si tagliano e si raccolgono le piante mature; successivamente, in una stanza chiusa, vengono scosse e sbattute raccogliendo la resina, il polline, i cristalli ed i tricomi in un telo di plastica sul pavimento; questa polvere viene poi in parte pressata e lavorata a mano, da successive battiture si otterrà nuova polvere da pressare a macchina, per la fabbricazione di Hashish commerciale detto appunto "Marocchino", "Libanese", ecc. a seconda della provenienza, dal quale a sua volta viene "estratta" la parte migliore, detta anche "Crema".
La tecnica "Indo-Hymalayana", invece, non prevede il taglio delle piante. Durante il periodo di fioritura, a più riprese, si sfregano le infiorescenze tra le mani, direttamente nei campi, per poi raschiare le mani stesse con apposito coltellino sulla cui lama resta la resina gommosa detta "Charas".
La tecnica olandese, invece, prevede che le infiorescenze seccate e spezzettate vengano immerse in una bacinella d'acqua e ghiaccio, frullate assieme al ghiaccio, passate in filtri sempre più sottili fino ad ottenere una polverina, che, compressa ed essicata, prende il nome di Ice Charas o Bubble Hashish.
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