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Il gas lacrimogeno è in realtà un aerosol di composti lacrimogeni a bassa tossicità che causa forte lacrimazione e bruciore, difficoltà a tenere gli occhi aperti, tosse, difficoltà respiratorie e a volte vomito. Si usa per dissuadere aggressori o facinorosi dai loro propositi, senza causare loro ferite o danni permanenti: è quindi un'arma chimica, sia pure non letale.

Lacrimogeni per uso di polizia


Sono usati dalle polizie di tutto il mondo per controllare manifestazioni di violenza collettiva (o per reprimere e disperdere manifestazioni di protesta non autorizzate): per questo scopo si usano sotto forma di candelotti lacrimogeni, proiettili da sparare con appositi fucili. Sono cilindri con una piccola carica termica che, innescata dal lancio o dall'impatto con il suolo, riscalda rapidamente il contenitore e fa evaporare la sostanza lacrimogena, visibile come un fumo biancastro.

Fra le molte sostanze lacrimogene possibili, le più usate sono di gran lunga tre:

  • Orto-cloro-benzal malonitrile (gas CS)
  • Dibenzen(b,f)-1,4-ossiazepina (gas CR)
  • Cloroacetofenone (gas CN)

Fra queste, il gas CS è di gran lunga il più usato per azioni di polizia, per via della minore tossicità e della più facile decontaminazione.

Lacrimogeni per difesa personale


Negli ultimi anni si sono diffusi degli spray lacrimogeni per difesa personale, da tenere in tasca o nella borsa: questi spray, essendo destinati a fronteggiare un aggressore molto più motivata di un generico manifestante, hanno additivi che provocano un effetto irritante e doloroso oltre che lacrimogeno.

I primi spray messi in commercio erano basati sul gas CN ed erano denominati Mace, ma attualmente si stanno affermando i cosiddetti spray al peperoncino, basati su derivati della capsicina, il principio attivo del pepe, del peperoncino e altre piante del genere Capsicum: questi spray (detti gas OC, da Oleoresin Capsicum) agiscono come potenti infiammatori ed irritanti, aumentando la trasmissione nervosa degli stimoli dolorosi della pelle e delle mucose, ed hanno un effetto molto più rapido del gas CN.

Giuridicamente, l'art 585 c.p. assimila alle armi proprie (non comuni da sparo) i gas asfissianti o accecanti; l'art. 704 c.p. (e l'art. 30 TULPS) dice che sono armi i gas asfissianti o accecanti. L'art. 1 L. 110/1975 infine precisa che gli aggressivi chimici sono da considerarsi armi da guerra. Il che significa che il porto e la detenzione di bombolette di gas CS o assimilate costituisce reato in Italia; così invece non è per le bombolette contenenti oleoresin capsicum (olio di perperoncino).

Pronto soccorso


Raramente, se non ci sono ulteriori complicazioni, la contaminazione da lacrimogeni è tanto grave da far perdere i sensi: i colpiti rimangono generalmente coscienti e in grado di muoversi, sia pure con difficoltà. In caso di contaminazione da lacrimogeni (di qualunque tipo) la prima cosa da fare è restare calmi e non farsi prendere dal panico: per quanto dolorosi e sgradevoli, il bruciore, la rinorrea, i conati di vomito e il senso di soffocamento sono solo temporanei e destinati a sparire nel giro di mezz'ora o di un'ora al massimo.

Lasciate immediatamente la zona contaminata e dirigetevi all'aria aperta, e cercate una fontana o un altro luogo all'aperto per lavarvi il viso e gli occhi abbondantemente e a lungo: se possibile usate del sapone naturale (non neutro) o della soda, che essendo basici accelerano l'idrolizzazione degli agenti lacrimogeni del gas. Non usate olii o creme grasse, perché trattengono le sostanze lacrimogene, che sono spesso lipofile. Restate all'aria a braccia aperte e non avvicinate le mani al viso, per non ricontaminarvi di nuovo, se prima non le avete perfettamente lavate e pulite.

Se indossavate maglioni, camicie o altri indumenti traspiranti e non impermeabili toglieteli, perché hanno senz'altro assorbito una parte del gas e vanno decontaminati anch'essi.

Collegamenti esterni


Armi chimiche

Slzný plyn | Tränengas | Riot control agent | Gaz lacrymogène | גז מדמיע | Traangas | Tårgas | 催淚彈

 

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