L'epistassi (o emorragia nasale) è la perdita di sangue dalle fosse nasali, che fuoriesce dalle narici.
Occorre distinguere tra epistassi nel bambino e nell'adulto e di come questa si sia prodotta. In ogni caso, occorre sempre prestare attenzione all'autoprotezione, evitando il contatto con il sangue di altre persone.
Cause
L'epistassi nell'adulto, escludendo i traumi, indica un certo squilibrio, sul quale è necessario condurre una indagine approfondita.
Non va sottovalutata nemmeno nel bambino, in quanto potrebbe essere rivelatrice di una malattia.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi, non c'è motivo di impressionarsi.
Cause locali
- Epistassi recidivanti giovanili, sono espressioni di uno stato di fragilità dei vasi venosi.
- Si verificano in giovani soggetti in stato di salute buono, sottoposti ad uno sforzo, ad un affaticamento o ad un'azione irritante o congestiva.
- Epistassi da traumi.
- Sono dovute a lesioni violente che interessano sia le regioni nasali che quelle paranasali; l'entità dipende dalla gravità del trauma, dal tipo di agente e dal meccanismo delle lesioni.
- Epistassi da corpi estranei.
- Generate dall'introduzione di corpi estranei che traumatizzano la mucosa direttamente o che, permanendo al suo interno, determinano infiammazioni che portano all'epistassi.
- Epistassi da variazione della pressione atmosferica, le brusche variazioni di pressione nell'ambiente provocano manifestazioni congestive ed emorragiche a carico della mucosa nasale e sinusale.
- Sono di questo genere le epistassi a carico di palombari, sommozzatori ed aviatori; vengono considerate in questa categoria anche quelle dovute a violenti starnuti, colpi di tosse, soffiate di naso, ecc.
- Epistassi da sostanze irritanti, riguardano prevalentemente la patologia professionale.
- Le sostanze nocive raggiungono la mucosa nasale, determinando uno stato irritativo ed infiammatorio, seguito da un'erosione graduale con scopertura dei piccoli vasi superficiali, che al minimo stimolo danno emorragie.
- Epistassi da processi patologici intranasali.
- Epistassi da tumori.
- È sintomo frequente nelle varie forme tumorali nasali, rinofaringee e sinusiali.
- Epistassi da rinopatia allergica.
- La rinopatia si manifesta con una sindrome congestizio-ipersecretoria di carattere temporaneo, crisi ripetute possono portare a forme emorragiche.
Cause generali
- Sintomatiche o caratteristiche secondarie di malattie infettive.
- Sintomatiche di malattie infiammatorie.
- Sintomatiche di malattie del sangue.
- Nei bambini può essere il primo sintomo di una malattia emorragica; tra le più frequenti: l'emofilia nei maschi e il morbo di Werlhof, prevalente nelle femmine.
- Presente anche nella leucemia, nell'anemia aplastica.
Altre cause
All'origine dell'epistassi può essere anche l'esposizione prolungata della
testa al sole estivo.
Nei giovani in periodo di crescita l'epistassi è spesso legata a uno squilibrio delle ghiandole endocrine.
In alcune donne, l'epistassi può precedere il flusso
mestruale.
Negli adulti può essere collegata ad
ipertensione o a malattie cardiache. Negli ipertesi, il fenomeno è spesso preceduto da mal di testa, ronzii nelle orecchie e prurito al naso, e che una perdita consistente di sangue possa provocare malessere generale, capogiri, annebbiamento della vista, fino ad arrivare alla perdita dei sensi.
Come intervenire
Forme lievi
I bambini infilano facilmente le dita nel naso, generando con esse piccoli traumi e quindi piccole ferite, da cui fuoriesce il sangue. In questa situazione, il bambino si spaventa, piangendo e strillando. Questa agitazione nel bambino, non fa che aumentare il flusso emorragico. Grumi di sangue coagulato possono arrivare alla gola, provocando il
vomito. Anche l'apprensione dei familiari può aggravare lo stato del piccolo.
Una prima cosa da chiarire è che la perdita di una modesta quantità di sangue non reca danno ad un individuo sano, quindi il primo passo da seguire è tranquillizzare il bambino, non si deve mostrare apprensione. Il passo successivo è quello di fargli tenere la testa inclinata in avanti, comprimendo per cinque minuti circa entrambe le narici, ciò di solito provoca un'interruzione dell'emorragia.
In caso di intenso pallore o capogiri, occorre farlo sdraiare nella stessa posizione indicata con molti cuscini dietro le spalle.
Far
respirare il bambino introducendo l'aria dal
naso ed espellendola attraverso la
bocca. Disponendo di un frigorifero, applicare una borsa con ghiaccio sulla
nuca, in mancanza, possono essere utili compresse di garza o un fazzoletto imbevuti di acqua fredda.
Se il flusso non è cessato, occorre invitare il paziente a soffiare leggermente con il naso, per espellere i coaguli di sangue. Quindi comprimere con il pollice la parte laterale del naso contro il setto nasale appena al di sopra della narice. La manovra, in apparenza facile, va compiuta accuratamente e con la giusta intensità per almeno 5-10 minuti.
Questi accorgimenti, alquanto semplici e senza materiale di medicazione, valgono quasi sempre a frenare l'emorragia in pochi minuti.
Casi più gravi
Se l'emorragia non è provocata da piccoli traumi o da una forte soffiata e se il sangue, invece di gocciolare lento, esce con intensità, senza essere bloccato dalle manovre sopra ricordate, è necessario l'intervento un sanitario.
In linea di massima non è opportuno tentare di bloccare l'emorragia con tamponi, adagiando il paziente semiseduto, se la fuoriuscita di sangue non cessa o è di entità rilevante è indispensabile chiamare un soccorso medico qualificato.
Se il paziente viene portato presso un ente ospedaliero, il punto sanguinante verrà cauterizzato. Nel caso il medico intervenga a domicilio, ricorre a tamponi con sostanze che producano costrizione e coagulazione oppure ad una causticazione chimica con
acido cromico,
nitrato d'argento, ecc.
Voci correlate
Emorragie dell'
apparato respiratorio:
Semeiotica
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