Il termine divinità ha diversi impieghi nel campo e nello studio delle credenze religiose.
La divinità come entità
Una
divinità, o
essere divino, è un entità con caratteristiche divine. Quando il termine viene usato per riferirsi ad un singolo essere supremo, prende l'articolo determinativo e la maiuscola:
la Divinità. Anche se il termine «divinità» viene talvolta usato semplicemente come sinonimo di
dio,
[Si veda ad esempio The Great Stag: A Sumerian Divinity di Bobula Ida (Yearbook of Ancient and Medieval History 1953)] viene usato anche per indicare tipi di entità delle
religioni non-abramitiche che ricadono tra la usuale nozione di «dio» e quella di «santo». Ad esempio, alcune correnti del
buddhismo prevedono la venerazione di esseri che non sono umani, e che hanno uno status soprannaturale e una importanza religiosa, ma che non ricadono naturalmente sotto il concetto di dio.
[Immagine di una divinità buddhista dalla British Library]
Similarmente, alcune società hanno considerato i loro governanti umani come divinità (oggetto di venerazione, e con uno status sovraumano), ma li hanno attentamente distinti dagli dei e dee del loro pantheon religioso.[Questo è talvolta un argomento controverso, comunque si veda *, ad esempio, per lo status dell'imperatore del Giappone.]
La divinità come proprietà
La
divinità è anche la natura di un dio, o lo status dell'essere una tale entità. Per questo c'è molto dibattito nella
teologia cristiana circa la divinità di
Gesù — la sua natura e la relazione con la divinità della
trinità.
[Si veda ad esempio The Divinity of Alpha's Jesus di Peterson & McDonald (Media Spotlight 25:4, 2002)] In alcune teorie religiose, in particolare quelle associate al
panteismo e al pensiero
New Age, tutti gli esseri umani hanno una divinità, che deve essere tirata fuori tramite meditazione, studio, uso di droghe, comportamento corretto, ecc.
[Si veda ad esempio Twelve Signs of Your Awakening Divinity di Geoffrey Hoppe e Tobias]
Voci correlate
Note
Antropologia religiosa | Divinità
Divinity | Teotl