La dipendenza sessuale secondo alcuni sarebbe un disturbo psicologico e comportamentale caratterizzato da una necessità patologica ossessiva di avere rapporti sessuali o comunque di pensare al sesso.
Non c'è però consenso all'interno della comunità medica se la dipendenza sessuale in effetti esista e al omento non è inclusa nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (Manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali) pubblicato negli Stati Uniti. Coloro i quali ne supportano la sua esistenza, la descrivono come molto simile ad altre forme di dipendenza. L'atto, in questo caso quello sessuale, viene utilizzato per gestire stress e umore. I criteri diagnosrtici sono in questo caso simili a quelli suggeriti dal DSM per altre dipendenze.
In Italia il disturbo risulta essere relativamente diffuso, con un 6% dei maschi italiani tra i 20 e i 45 anni di età. Il soggetto tipico è un uomo di circa 30 anni, con relazioni sentimentali stabili, laureato e con un buon reddito annuo.
Il soggetto affetto da dipendenza sessuale ha livelli più alti rispetto la media della popolazione di disturbi della personalità quali ansia, depressione, aggressività e ossessione.
Le conseguenze di una dipendenza sessuale possono essere molteplici. Non necessariamente si presentano contemporaneamente in tutti i soggetti e sono più o meno accentuate a seconda del livello di dipendenza.
Tra le conseguenze che la dipendenza sessuale porta possono esservi:
Tra le conseguenze legate specificatamente alla sessualità:
La dipendenza patologica è in taluni casi progressiva, aumentando di intensità col presentarsi concomitante di una forma di saturazione sessuale. Per poter soddisfare la propria pulsione può verificarsi nel soggetto la ricerca sempre più intensa di rapporti sessuali tendenti all'osceno o al perverso. Tali aspetti vanno contestualizzati in un ambito di disagio psicologico-psichiatrico. D'altra parte ancora oggi l'interesse della psichiatria verso la sessualità e i problemi sessuali dei pazienti affetti da disturbi mentali è tiepido: da ciò consegue una “certa” impreparazione dello psichiatra nell'affrontare e nel gestire la dimensione sessuale del suo assistito. Lo psichiatra si trova quindi nella condizione disagevole di utilizzare la propria esperienza come unico metro di misura di un comportamento sessuale. L'evento sessuale rischia paradossalmente di essere "accettato" o "rifiutato" a seconda se in accordo o meno con ciò che lo psichiatra ritiene del sesso appartenere alle categorie del "buono" o del "cattivo"; viene meno quindi la capacità di una comprensione che trascenda i luoghi comuni, che, pur articolandosi e conflittualizzandosi, possa fornire paradigmi esplicativi utili ad una gestione "scientificamente" corretta della domanda e del disagio sessuale del paziente psichiatrico. Il soggetto portatore di un disturbo psichiatrico è innanzi tutto una persona sessuale con una propria identità, orientamento, preferenze e conflittualità inerenti alla sessualità che si articolano con le strutture psicopatologiche dei disturbi mentali e si declinano in “neosessualità”, la cui complessità deve essere interpretata più che diagnosticata. L'avvento di Internet, e la seguente facilità di accesso alla pornografia sembrerebbero avere influenza sull'aumento dei casi di dipendenza sessuale.
Nel caso in cui si prospetti la possiblità di un pericolo sociale, possono essere previsti ricoveri cautelativi del soggetto volti a diminuire il rischio correlato al manifestarsi delle pulsioni.
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