Il delirio è un termine psichiatrico che indica una costruzione intellettuale patologica, senza rapporti con il mondo reale, che si accompagna ad una convinzione assoluta.
Figurativamente indica una agitazione estrema con turbamento, esaltazione o entusiasmo.
Medicina
La parola deriva dal latino
delirium (
de = fuori,
lira = solco tracciato dall'
aratro).
Possono essere distinti due fenomeni distinti:
- il vero e proprio delirio o delirio confuso
- l'idea delirante o delirio lucido.
Delirio confuso
Il delirio confuso è consistente in uno stato delirante dovuto a perturbamento della coscienza, ricca di
allucinazioni e di rappresentazioni oniriche.
È conseguente a stati di avvelenamento, traumi cerebrali, malattie infettive (
malaria,
tifo,
polmonite),
epilessia, ecc.
Delirio lucido
Le idee deliranti sono spesso in rapporto con altri disturbi psichici. Le
allucinazioni costituiscono spesso il punto di partenza per la costruzione di idee deliranti.
Potremmo pensare, ad esempio, ad un paziente che senta delle voci che lo insultano o lo minacciano (allucinazione); il soggetto cercherà un motivo a questo fenomeno ed attribuirà queste voci a presunte persone che lo odiano: egli si sente perseguitato. Attorno a questo pensiero si forma, lentamente e progressivamente, l'idea delirante. I suoi "persecutori", attraverso apparecchi particolari, gli fanno giungere le loro minacce. All'inizio il paziente ha qualche dubbio, nutrendo incertezza sull'effettiva realtà delle proprie idee, ma alla fine la sua convinzione si radica profondamente e diviene irriducibile e incorreggibile. Il delirio si delinea così completamente a partire da allucinazioni iniziali.
Può verificarsi anche il fenomeno inverso, ovvero da idee deliranti, il soggetto crea allucinazioni che lo suffragano.
Esistono deliri che non prendono spunto né da allucinazioni né da fatti esterni, ma nascono all'improvviso e sono già praticamente sviluppati, il paziente vi crede ciecamente, senza bisogno spiegazioni o giustificazioni. Deliri di questo tipo sono tipici della
schizofrenia.
Il delirio, oltre al suo significato di disturbo mentale, può assumere anche un valore protettivo: attraverso questo il paziente cerca di ricostruire un mondo nel quale gli sia consentito vivere, tanto che Sigmund Freud scrive «la formazione delirante che noi consideriamo il prodotto della malattia costituisce in verità il tentativo di guarigione, la ricostruzione». Occorre quindi prestare molta attenzione nel distruggere un delirio, in quanto può essere l'unico nucleo intorno al quale, sebbene alterato, il paziente riesce a vivere.
Un aspetto del delirio da considerare è la modalità di espressione che sottintende a tale modo di esprimersi da parte del soggetto.Il delirio è l'emersione del rimosso, di cui non si ha conoscenza, essendo inconscio, dove il contenuto verbale assume i contorni di un linguaggio retorico che si esprime attraverso figure allegoriche, metaforiche, cioè nella costruzione delirante il contenuto ha una base di realtà interiore, che si confonde in una modalità di pensiero che aggrega associazioni apparentemente incongrue ma che riflettono il vissuto del soggetto, sconosciuto agli altri, ma che si avvale dei significanti oggettivi reali attuali per esprimere il proprio rimosso,
attraverso parallelismi, similitudini dove si coniuga il presente con il passato,non solo remoto ma anche recente del soggetto.
L'interpretazione di tale costruzione mentale presume la conoscenza del vissuto del paziente,
della personalità, un'indagine conoscitiva approfondita, tale compito è arduo, con gli psicofarmaci
sicuramente si attenua tale manifestazione,i sintomi positivi, ma il nucleo delirante rimane intatto, nel linguaggio e nel comportamento del soggetto rimane sullo sfondo comunque un contenuto
psicologico che riflette la condizione.
Tipi di delirio
Si conoscono diverse tipologie di delirio:
- delirio da collasso:deriva da disturbi psichici rilevati al momento della cessazione dello stato febbrile nelle malattie acute
- delirio di influenzamento:consiste in una idea delirante nei riguardi di persone o di cose vicine al malato
- delirio di querela:reazione psicogena a traumi di tipo paranoico
- delirio da toccamento:consiste nella mania eccessiva di toccare alcuni oggetti
- delirio nichilista:si riscontra nelle depressioni melanconiche, è costituito da un ammasso incoerente di idee tutte negative
- delirio onirico:consiste in un perturbamento incoerente e fantastico della coscienza che conduce ad emozioni simili a quelli presenti nella fase onirica
- delirio professionale o di occupazione:consiste nel ricreare da parte del paziente le condizioni e i luoghi abituali di lavoro
- delirio residuale:rappresentato dal perdurare di rappresentazioni deliranti a livello del pensiero, anche dopo la cessazione del perturbamento
- delirio interpretativo:il soggetto interpreta fatti casuali come fatti a lui legati, sentendosi l'attore principale o sentendosi indicato come parte in causa
- delirio di persecuzione:in questo delirio il paziente ritiene che tutto e tutti siano contro di lui, che tutto sia fatto e detto per sfavorirlo.
Delirio di persecuzione
Il soggetto è convinto che l'ambiente esterno gli sia ostile, vede ovunque nemici. I persecutori vengono spesso indicati in categoria particolari (guardie, familiari, colleghi di lavoro) o in individui specifici (il padre, la sorella, il medico). Il delirante attribuisce a questi la volontà di recargli danno fisicamente (aggressioni, avvelenamento) o psicologicamente (calunnie, diffamazioni).
Il delirante sostiene le proprie ipotesi con prove e indizi immaginari che cadono nell'assurdo. Ad esempio, un annuncio radiofonico, una pubblicità su un giornale nascondo una parola d'ordine che farà scattare il complotto contro di lui.
Spesso richiede l'intervento delle autorità (giudiziaria, politica o religiosa) affinché condannino i suoi persecutori. Non ottenendo risultati, il delirio si accresce ulteriormente, con l'accusa alle autorità di essere corrotte e vedendo nei corruttori proprio i suoi nemici.
L'esasperazione può condurre il delirante al delitto: non ottenendo giustizia, si farà giustizia da solo, arrivando all'
omicidio.
Questa tipologia di delirio si osserva frequentemente nella paranoia. In questa malattia, non esiste altra alterazione psichica se non quella del delirio. Il paranoico, con esclusione delle idee riguardanti il delirio, è perfettamente lucido nel pensiero, la volontà e l'intelligenza sono normali. Inoltre sono mancanti le allucinazioni.
Il delirio di persecuzione è una costruzione mentale, che trova un suo retaggio nella formazione del carattere permeato da sentimenti di inferiorità, di castrazione psicologica, cui consegue un comportamento vittimistico e difensivo. La formazione del pensiero subisce un processo di aggregazione di associazioni interpretative a sfondo persecutorio, cioè i vari significati dei significanti, si associano inevitabilmente con un orientamento prestabilito, per cui il soggetto
anche in codizione di cosidetta normalità, stabilisce, inconsapevolmente, dei collegamenti tendenti alla dimostrazione di una tesi persecutoria, in pratica è tutto il sistema di pensiero che si orienta in tal senso.
Delirio di grandezza
Nel delirio di grandezza (o megalomania) il soggetto esalta le proprie capacita con modi stravaganti o paradossali. Ad esempio può considerarsi un grande atleta (pretendendo di essere invitato alle competizioni) o di essere un capo di stato estero (pretendendo gli onori che competono alla sua supposta carica).
Anche questa è una tipologia tipica del paranoico.
In questo delirio, può essere fatto rientrare anche il
delirio erotico, nel quale il soggetto vanta l'amore di una persona importante, basato su segni impercettibili e che in persone normali, non avrebbero lo stesso significato: un sorriso, un gesto della mano, una frase qualunque.
Il delirio di grandezza è spesso legato al delirio di persecuzione. Il paranoico affetto da mania di grandezza, non vedendo riconosciuto il proprio valore, costruisce una persecuzione nei suoi confronti da parte di chi non ha le sue capacita.
Delirio di colpa
I deliri di colpa o di autoaccusa, si incontrano frequentemente negli stati di depressione e di melanconia.
Un tipico esempio di delirio di colpa è quello che deriva alla morte di una persona cara per incidente o per malattia. La moglie si autoaccusa della morte del marito o il padre per quella del figlio, in quanto ritengono di non aver fatto tutto il possibile per salvarli, sebbene le cause della morte siano completamente indipendenti dal loro operato. Il melanconico può incolparsi dello stato di miseria della famiglia. Questi malati possono ritenersi responsabili anche di eventi naturali, quali terremoti e inondazioni, o per lo scoppio di guerre e carestie.
Questo stato di delirio può portare al
suicidio, come atto di espiazione, o all'autolesionismo.
Un delirio di colpa può portare ad un delirio di persecuzione, in quanto, il delirante, ritenendosi spregevole e colpevole di quanto succede, arriverà a credere di essere disprezzato e odiato e quindi perseguitato.
Delirio di negazione
Nel delirio di negazione, il soggetto nega, in parte o totalmente, la realtà, sia della propria persona che dell'ambiente esterno.
Un soggetto simile può affermare di non avere più dei sentimenti, oppure di mancare di una parte del corpo (cuore, polmone, intestino, ecc) o addirittura di non avere più un corpo. Può negare il suo stato civile: non ha età, non ha nome né parenti.
La negazione può interessare anche il mondo esterno, coinvolgendo uomini e cose: viene negata l'esistenza di una persona proprio mentre questa è presente o la realtà di oggetti di uso comune. Nei casi estremi, non vi è nulla che il delirante non possa negare.
Delirio di rapporto o di riferimento sensitivo
Questo delirio si presenta in soggetti con una personalità particolare: si tratta di soggetti definiti sensitivi, nei quali, ad una elevata sensibilità nei confronti di esperienze emotive si accompagna una capacita di scarica e di reazione (o sfogo) insufficiente, con una tendenza eccessiva all'elaborazione intima delle impressioni ricevute.
Le persone sensitive, sono soggette ad irrequietudini interiori, che derivano dal contrasto tra un sentimento di inferiorità, sempre presente, e un sentimento positivo del proprio valore che assume la forma di ambizione cosciente. L'ambizione può essere di natura etica (morale) ed allora la persona diviene molto scrupolosa ed intransigente con sé stesso. Non si perdona niente, intimamente si mette sotto un continuo processo, non soltanto sui propri atti ma anche sui propri desideri e intenzioni.
Il sensitivo vive quindi in uno stato di angoscia. Ogni sua azione, suscita in lui il timore che gli altri la interpretino in modo errato o amorale. Su questa base si può sviluppare una costruzione delirante, un delirio di rapporto o di riferimento sensitivo.
Psicologia
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