In morfologia la declinazione è la flessione di una nome o di un aggettivo, in modo da adattarla alle varie funzioni che la parola stessa può assumere all'interno della frase.
La declinazione è una regola grammaticale ormai decaduta nella lingua italiana, dal momento che ogni parola, che sia nome, aggettivo o avverbio assume sempre la stessa forma per qualunque funzione assolta nel periodo (soggetto, complemento). Ad esempio, in italiano, la parola cane è sempre la stessa in ogni ambito della frase: Il cane azzannò la pecora, ho dato da mangiare al cane, la cuccia del cane etc.
Vi sono invece altre lingue, sia moderne sia antiche, in cui ogni parola, a seconda della funzione svolta nella frase, assume forme diverse: una lingua moderna, ad esempio, è il tedesco, in cui la parola si flette attraverso quattro casi.
Tra le lingue antiche, il latino e il greco fanno grande uso della declinazione. Nella lingua latina sono presenti sei casi: nominativo (caso del soggetto), genitivo (caso del complemento di specificazione), dativo (caso del complemento di termine), accusativo (caso del complemento oggetto), vocativo (usato per invocazioni) e ablativo (tutti gli altri complementi, si usa anche accompagnato da preposizioni). Questi sei casi esistono al singolare e al plurale, e nella grammatica latina esistono cinque declinazioni.
Ad esempio, la frase Dedi puellae fructus significa Ho dato i frutti alla ragazza perché fructus, nel contesto è accusativo plurale.
Come si può facilmente notare dall'esempio, la stessa parola, ad esempio fructibus, può appartenere a più di un caso, sta quindi al traduttore adattarla per rendere meglio il senso della frase.
ad esempio, la frase Heri Tulliam Romae vidi è perfettamente equivalente alla formulazione Romae Tulliam heri vidi.
La costruzione della frase soggetto + verbo + complementi è di conseguenza molto difficile da trovare in un testo latino, ma in genere è preferita la costruzione che pone il verbo alla fine della frase, e il complemento oggetto che precede il verbo.
La posizione delle parole nella frase è invece fondamentale per lingue che non fanno uso delle declinazioni, coma ad esempio l'italiano o l'inglese; infatti è assolutamente necessario, tranne casi particolari, utilizzare la costruzione soggetto + predicato + complemento oggetto + complementi indiretti. L'inversione di una di queste parti del discorso potrebbe mutare, mistificando il senso della frase, il significato.
Esempio: Laura ha accompagnato Francesco al cinema. Non si può preporre il complemento oggetto (Francesco) al verbo, altrimenti sarebbe inteso che è Francesco che ha accompagnato Laura al cinema.
Nell'inglese la costruzione della frase è ancora più rigida che in italiano: anche se mutando l'ordine delle parole, il senso della frase non verrebbe modificato, è sempre necessario utilizzare la costruzione della frase sopra citata (S + P + O + C).
Deklination | Падеж | Declinació (gramàtica) | Skloňování | Deklination (Grammatik) | κλίση των ουσιαστικών | Declension | Caso (gramática) | Kazo | Déclinaison | Tuiseal | Padež | Fall (málfræði) | Eset | Падеж | Naamval | ディクレンション | ბრუნება | Przypadek | Caz | Падеж | Падеж | 格 (语法)
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"Declinazione (grammatica)".
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