Le Cronache anglosassoni sono una grande raccolta, in forma annalistica, degli eventi storici del popolo anglosassone. Coprono il periodo che va dall'1 d.C al 1154. Gran parte delle informazioni in questi documenti consistono di voci di eventi accaduti altrove e possono essere quindi inaffidabili. Tuttavia per alcuni periodi e luoghi la cronologia è l'unica fonte di informazioni a noi pervenuta. I manoscritti furono prodotti in posti differenti, e ciascuno rappresenta le opinioni degli estensori. In due manoscritti c'è scritto - erroneamente - che nel 60 a.C. Giulio Cesare invase la Bretagna. Il termine Anglo-Sassone sembra essere un aggiunta successiva, la prima edizione stampata (1692) fu intitolata "Chronicum saxonicum."
Dopo che l'originale cronologia fu scritta, le copie furono conservate in vari monasteri dove furono aggiornate independentemente. Talvolta, fatti importanti per la gente del luogo, come la fertilità di un raccolto o la scarsità di api, venivano riportate con prontezza, mentre venivano trascurati eventi politici distanti. Una combinazione dei singoli annali ci permette di sviluppare un quadro d'insieme, un documento che fu la prima storia continua scritta da europei nella loro lingua. Così le varie versioni delle cronache sono un importante sviluppo nella storiografia oltre che degli utili documenti storici di per se.
Nove manoscritti ci sono pervenuti a oggi (incluse due copie) di cui otto sono scritti completamente in Anglosassone mentre il nono è in Anglosassone con una traduzione di ogni annale in Latino. Uno (la Cronaca di Peterborough) è scritto in Inglese medioevale oltre che in Anglosassone. Il più vecchio (Corp. Chris. MS 173) è conosciuto con il nome di Cronaca di Parker, da Matthew Parker che un tempo lo possedette, o di Cronaca di Winchester.
I manoscritti soppravissuti sono:
La versione A è di particolare importanza per la datazione della cronaca. Il manoscritto è stato redatto da tredici o quattordici scrivani e il primo scrisse attorno all'891. Per questa ragione la composizione della cronaca è generalmente datata al regno di Re Alfredo.
Alcuni degli annali sono derivati da fonti precedenti, come Prospero e Beda, come dimostrato dall'annale del 430:
Prospero di Aquitania scrisse nel 430: "Palladio fu mandato da Papa Celestino agli scoti che credevano in Cristo, e fu ordinato vescovo (il primo per loro)". Bede seppe di questa storia che fu ripetuta da lui: "Nell'anno 430 Palladio fu mandato da Papa Celestino agli scoti che credevano in Cristo per diventare il loro primo vescovo". Questo annale venne poi copiato nella prima versione delle Cronache Anglosassoni (versione A, scritta nel 891): "430. In questo anno il vescovo Palladio fu mandato da Papa Celestino agli scoti per rafforzare la loro fede". Ma durante il dodicesimo secolo il manoscritto fu modificato: "… Palladio (vel Patrizio)…". In un altra versione delle cronache (versione E, scritta nel 1121) Palladio scompare e viene sostituito da Patrizio: "430. In questo anno Patrizio fu mandato da papa Celestino per predicare il battesimo agli scoti".
È da notare come con ogni scrivano la storia cambi un poco, così partendo da Palladio inviato tra gli irlandesiche già erano cristiani, si arriva ad una storia su Patrizio inviato a convertire gli irlandesi.
Altri annali vennero semplicemente inventati. Sotto il 477 leggiamo che Wlencing era figlio di Ælle, ma Wlencing è un patronimico che significa "figlio di Wlenca", e quindi non poteva essere anche figlio di Ælle! Chiaramente il cronista ha inaccuratamente estratto Wlencing da una vecchia forma del nome di luogo Lancing. Passando al 501, Portsmouth è posizionata alla bocca di un porto; non prende il nome da un porto. Quindi sotto il 508 Natanleag significa ‘collina umida’, non venne quindi chiamata così per via di un re gallese assassinato, chiamato Natanleod; egli è un invenzione. E sotto il 514 troviamo Wihtgar, cui nel 534 viene data l'Isola di Wight, e nel 544 viene sepolto a Wihtgaraburg. Ma Wihtgaraburg non significa 'Fortezza di Wihtgar', bensì 'la fortezza degli abitanti di Wight', e Wight stesso è derivato dal romano-britannico Vectis (Ekwall 1947). Chiaramente, se questi annali sono inventati, è lo sono chiaramente, allora anche gli altri annali precedenti sono sospetti.
I testi tradotti (assieme al materiale esplicativo) sono disponibili su carta e su Internet, così che gli studiosi di qualsiasi livello possono consultarli direttamente.
Si veda Genealogia del Regno Anglosassone per un confronto delle genealogie dei manoscritti di Canterbury e di Winchester con quella data da Snorri Sturluson nel suo Edda.
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