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Un colletto blu (o una tuta blu) è un impiegato della classe operaia che esegue un lavoro manuale o tecnico, come ad esempio in una fabbrica, al contrario di un colletto bianco, che svolge lavoro non-manuale ad una scrivania.

Questo termine ha una connotazione stereotipa, dovuta alla prospettiva storica. Trae origine dal codice di abbigliamento dei luoghi di lavoro. In passato, ma spesso ancora oggi, gli operai indossavano "abiti da lavoro" tra cui una resistente camicia di colore blu chiaro e la tradizionale tuta di colore blu.

Alcuni elementi distintivi dei colletti blu sono una minore richiesta di educazione accademica formale. L'apprendimento avviene spesso direttamente sul posto di lavoro. Il capo di questi lavoratori viene usualmente chiamato caporeparto, il cui compito è di assegnare e controllare il lavoro dei subordinati. Solitamente il caporeparto è egli stesso un lavoratore manuale. Un'altro aspetto del colletto blu è il cartellino usato per registrare il numero preciso di ore lavorate su cui calcolare ala paga. In genere, le ore di impiego sono fissate rigidamente (si veda lavoro a turni). Ma dopo aver "timbrato l'uscita", il lavoratore non ha altri obblighi fino al giorno lavorativo seguente.

In genere la paga per tali impieghi è inferiore a quella dei colletti bianchi, anche se più alta rispetto a molte occupazioni di ingresso nel mondo del lavoro. Talvolta le condizioni di lavoro possono essere sfaticanti o rischiose.

Comunemente il "colletto blu" appartiene ad un sindacato. Queste associazioni usano un processo di negoziazione chiamato contrattazione collettiva, per stabilire i diritti e le responsabilità dei lavoratori e per negoziare il salario e i benefit ricevuti. Inoltre esistono leggi e organizzazioni che regolano la sicurezza sul posto di lavoro che sono associate alla condizioni dei colletti blu.

Voci correlate


Lavoro | Sociologia del lavoro | Sociologia economica

Arbeiter | Blue-collar worker | Ouvrier | ブルーカラー | Arbeider | Blåsnipparbeider | Arbetare | 藍領

 

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