La colelitiasi o calcolosi biliare è una malattia determinata dalla presenza di calcoli nei dotti biliari o nella cistifellea.
È una malattia molto frequente; nei soggetti tra i 20 e i 70, colpisce il 9,4% delle donne e il 5,2% degli uomini. Nella maggior parte dei soggetti malati, è asintomatica (92% delle donne, 65% degli uomini). La determinazione della grande rilevanza numerica è stata possibile grazie alla diffusione dell'ecografia.
La malattia è molto presente nei paesi nordici, rara invece in quelli tropicali. Maggiore anche il rischio per le donne madri rispetto a quelle che non hanno mai partorito, in relazione ad uno spiccato aumento del colesterolo nella gravidanza.
Cause
Quando la stabilità della soluzione della bile nella
cistifellea è compromessa, le sostanze solide, quali il
colesterolo, la
bilirubina e i sali (specialmente quelli di calcio), precipitano. Precipitando formano i
calcoli e la colelitiasi è in atto.
Sintomi
Una volta che i calcoli si sono depositati sul fondo della cistifellea, il paziente può continuare a vivere in modo normale per molto tempo, purché questi non si muovano.
Non appena questi si spostano, si scatena la crisi: la
colica biliare. Il paziente avverte un dolore violento al di sotto dell'arcata costale destra, il dolore può irradiarsi a tutta la parte destra del
torace, compresi il dorso e la
spalla. Il dolore è lancinante ed immobilizza il paziente, in quanto ogni movimento non fa che accentuarlo. Spesso compare la
nausea e il
vomito. La temperatura sale rapidamente. A questi sintomi si può associare una forte
emicrania.
Nei giorni seguenti la colica, le urine divengono più scure e le
feci più chiare del solito.
Terapia
Nella calcolosi asintomatica l'approccio terapeutico è quello di attesa in quanto sostanzialmente benigna. Una eccezione è costituita da quei pazienti in cui i calcoli siano molto grandi, in quanto pare accertato l'aumento di rischio di
carcinoma.
Nella calcolosi sintomatica, lo sviluppo di complicazioni è notevole, specialmente in presenza di ulteriori coliche precedenti, pertanto è bene prendere provvedimenti terapeutici.
La terapia può essere di quattro tipi:
Trattamento medico-farmacologico
Vengono somministrati acidi biliari. Al trattamento rispondono meglio i pazienti con piccoli calcoli di
colesterolo puro, con cistifellea perfettamente funzionante. Sono il 15% circa dei casi.
Trattamento con onde d'urto
I calcoli vengono frantumati mediante litotrissia. Vengono applicate onde d'urto extracorporee, che vengono generate in un ambiente acquoso. Tramite una serie di lenti, vengono concentrate nell'area dove il calcolo è situato. Il calcolo viene spaccato in frammenti sempre più piccoli, permettendone l'eliminazione spontanea.
La terapia è molto efficace (95% dei casi) per calcoli singoli non superiori ai 20 mm. L'efficacia si riduce per calcoli tra i 20 e i 30 mm e in quelli con più di 3 calcoli (65% dei casi). La terapia richiede un trattamento adiuvante con acidi biliari.
Trattamento chirurgico
La colecistectomia classica prevede l'asportazione della cistifellea mediante apertura dell'
addome. Richiede una ospedalizzazione media di 5 giorni ed un periodo di convalescenza di 3-6 settimane. La mortalità all'intervento è alquanto bassa, dello 0,05%.
La colecistectomia laparoscopica nasce nel
1987 e consente di raggiungere gli organi addominali con un sistema ottico, passante attraverso un'apertura nell'
ombelico. Questo tipo di intervento può essere applicato sull'80% dei casi. L'intervento laparoscopico è vantaggioso, in quanto consente una ripresa più rapida del paziente: 1-3 giorni di ospedalizzazione e rapida ripresa delle normali attività.
Trattamento con solvente per via percutanea
Viene utilizzato un solvente, il
ter-butil-metil-etere, che viene somministrato per via percutanea, mediante puntura della cistifellea e posizionamento di un
catetere.
Il solvente viene applicato per circa 15 ore suddivise in 3-4 giorni. Ottenuto il dissolvimento dei calcoli, viene solitamente consigliata una terapia con acidi biliari, per disciogliere eventuali frammenti non visualizzati, da effettuarsi per almeno 3-6 mesi.
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