Il ciliegio è una pianta da frutto.
In America la coltivazione si sta diffondendo nel Cile e Argentina dove la maturazione avviene a dicembre-gennaio e per questo motivo questi paesi stanno avviando una fiorente esportazione verso i mercati europei. In Asia il più grosso produttore è la Turchia (1.500.000q) che basa l'esportazione sulla precocità. La produzione è calata in Francia, Italia e Germania, ed è aumentata in Bulgaria e Spagna. In Italia c'è stato un calo in tutte le regioni tranne che in Puglia dove c'è stato un incremento del 200 %. In Italia il ciliegio è diffuso su tutto il territorio nazionale con decisiva prevalenza del ciliegio dolce (90%). La Campania produce di più (16 %), seguita da Puglia (53 %), Veneto e Emilia con 9 % e 8 %. La coltura del ciliegio acido in Italia è poco sviluppata a causa della grande concorrenza della Jugoslavia.
Appartiene alla famiglia delle Rosacee, genere Prunus, sottogenere Cerasus, e comprende tre specie di importanza colturale:
Gli alberi di ciliegio dolce hanno grande sviluppo, foglie caduche, corteccia scura, con lenticelle grosse, evidenti e soggetta a sfaldarsi orizzontalmente. I fiori sono pentameri, bianchi, ricchi di nettare molto zuccherino, riuniti in corimbi visibili anche da lontano (impollinazione entomofila). Le cv tradizionali coltivate sono autoincompatibili, per cui negli impianti specializzati è indispensabile disporre impollinatori e pronubi. Il ciliegio dolce fruttifica prevalentemente sui dardi e in alcune cv anche sui rami misti. I frutti sono drupe di peso variabile fra i 7 e i 14 g, portate da un peduncolo piuttosto lungo. Le cv sono classificate in base alla consistenza della polpa in ciliegie tenerine a polpa molle, e ciliegie duracine a polpa soda; ognuno dei 2 gruppi viene poi distinto in ciliegie a polpa di colore chiaro e ciliegie a polpa di colore scuro. L'epicarpo dei frutti, a seconda della cv, presenta colorazione rosata, nera, o a volte gialla screziata di rosso. Il ciliegio acido presenta un portamento più cespuglioso e andamento policaule perché molto pollonifero. I fiori sono piccoli riuniti in corimbi che anche essendo autocompatibili si avvantaggiano dell'impollinazione incrociata. Il ciliegio acido fruttifica sui rami misti e sui brindilli.
La coltivazione presenta dei problemi: "lo spacco" (assorbimento dell'acqua piovana sulla cuticola in maturazione); cv resistenti allo spacco non ce ne sono però ci sono cv con indice di spacco basso (Arianna, Lapis< 10 %). L'indice di spacco è calcolato con la seguente formula:
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In pratica si prendono 50 ciliegie e si mettono in acqua per 2-4-6 ore e si valuta il n° di ciliegie spaccate. Si potrebbe risolvere il problema con i sali di calcio (ispessiscono l'epidermide); si possono usare anche antitraspiranti o sali di Cl e Al. Ci possono essere anche danni da ungulati (mangiano la corteccia) e danni da uccelli (reti antiuccelli). Ma ci sono danni anche che derivano dalla formazione di più pistilli (ciliegie doppie) che dipende da condizioni di stress (temperatura e umidità) durante il periodo di differenziazione delle gemme che però sporcano i frutti.
Per il ciliegio è stata studiata la possibilità di ottenere densità di impianto notevoli (1000 piante/ha) con sesti di 5 X 2 m, la gestione di tali impianti richiede notevoli interventi di potatura estiva per sfoltire le parti alte della chioma. La potatura di produzione dovrebbe essere fatta soprattutto dopo la raccolta dei frutti e deve assicurare una buona illuminazione delle parti basse della chioma. La potatura invernale è limitata alla sola asportazione dei rami secchi e diradamento delle branche. La raccolta è un problema che incide per il 50-60 % sulla PLV. Mediamente 1 operaio raccoglie 10-12 kg/h se gli alberi non sono alti. L'uso dei carri raccolta a piattaforme laterali ha migliorato leggermente la situazione. Per il ciliegio acido da industria si fa la raccolta meccanica con rendimenti di 50 alberi/h (i frutti si distaccano senza peduncolo).
Le ciliegie destinate alla lavorazione industriale non sono lavorate subito dopo la raccolta ma vengono conservate in una soluzione di anidride solforosa, oppure surgelate. Ci sono varie utilizzazioni industriali e per ognuna di esse viene scelta la cv che presentano idonee caratteristiche tecnologiche (canditi, boeri, succhi, sciroppi, confetture).
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