Con il termine di carsismo si indica l'attività chimica dell'acqua su rocce calcaree e gessose a opera di precipitazioni rese leggermente acide dall’anidride carbonica presente nell’atmosfera. La parola ha origine dal nome della regione dove inizialmente questo fenomeno è stato studiato, il Carso Triestino. Questa regione si estende grosso modo dal Golfo di Trieste verso nordest fino alla valle del fiume Vipacco (Vipavska dolina, Slovenia) e dal fiume Isonzo verso sudest fino o poco oltre la sorgente del torrente Rosandra.
Ma i fenomeni carsici, o semplicemente “il carso” (con l’iniziale minuscola) certamente non si fermano qui. Con il progredire degli studi sul carsismo è diventato evidente che questo tipo di terreno è in effetti una delle tre maggiori formazioni topografiche del suolo terrestre, assieme a quella di origine vulcanica e quella di origine glaciale. Le varie espressioni del carso si distinguono principalmente per il sostrato sul quale avvengono. Da noi si conoscono principalmente le forme di carsismo su rocce calcaree e dolomitiche, ma altrove esso si manifesta nel sale, nel gesso, in vari tipi di anidride. C’è dell’attività carsica persino in alcune rocce vulcaniche.
È importante, ovviamente, la costituzione primaria del terreno sul quale questi fenomeni si realizzano, in quanto il gesso, ad esempio, certamente è più malleabile della roccia calcarea, il che incide notevolmente sui tempi e sullo sviluppo del processo. Ma l'azione decisiva è sempre e soltanto quella dell’acqua. Ecco perché i terreni carsici si trovano prevalentemente nella fascia climatica temperata, dove le condizioni atmosferiche sono più favorevoli, sia per le temperature che per la quantità di precipitazioni. All’infuori di questa fascia il carso si trova solo sporadicamente.
Nel sottosuolo le acque di penetrazione formano veri e propri fiumi sotteranei, i quali contribuiscono poi ad ampliare ed approfondire le grotte stesse. Il gocciolìo dell’acqua che penetra dalla superficie crea fantastiche strutture calcaree. Le forme più caratteristiche sono stalattiti, stalagmiti e cortine che ornano le grotte sotterranee.
Una diversa spiegazione del carsismo fu presentata nel 1778 dal francese Baltasar Hacquet che insisteva sulla teoria della corrosione. E’ da notare che egli sosteneva la presenza di un acido nella pioggia, acido che andava a corrodere la calce latente nella pietra. Era la teoria giusta, ma gli scienziati dell’epoca non accettarono né l’acido nella pioggia né la calce nella pietra. Anche Hacquet fu dimenticato.
Oggi sappiamo che avevano ragione sia i Gruber sia Hacquet: il carsismo è la conseguenza di movimenti tettonici e crolli, dell’erosione e della corrosione.
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