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Carlo Levi (Torino, 29 novembre 1902 - Roma, 4 gennaio 1975) è stato un pittore e uno scrittore italiano tra i più significativi del nostro tempo.

Nato da una famiglia borghese, studiò medicina all'Università di Torino. Fu amico e discepolo di Piero Gobetti, collaborando a "Giustizia e libertà".

Nel 1934 subì un primo arresto per antifascismo e l'anno successivo, dopo un secondo arresto, venne condannato al confino nel piccolo centro lucano di Aliano. Del paesino lucano scrisse nella sua opera più conosciuta: Cristo si è fermato a Eboli, pubblicata da Einaudi nel 1945 e tradotta nell'omomino film di Francesco Rosi.

Altre opere di grande interesse di Levi sono "Le parole sono pietre", del 1955, sui problemi sociali della Sicilia, "Il futuro ha un cuore antico" (1956), "Tutto il miele è finito" (1965), nonché "L'orologio", pensosa e inquieta cronaca degli anni della ricostruzione (1950). Nel 1963 fu eletto senatore, come indipendente, nelle liste del PCI.

La sua salma riposa nel cimitero di Aliano, dove volle essere sepolto per mantenere la promessa di tornare, fatta (e non potuta mantenere in vita) agli abitanti, lasciando il paese.

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