Per campo di concentramento si intende una struttura carceraria all'aperto, per la detenzione di civili e/o militari. È solitamente provvisoria, atta a detenere grandi quantità di persone. Si usa in genere per i prigionieri di guerra, numerosi e destinati ad essere scambiati o rilasciati alla fine del conflitto.
In genere tali strutture sono costituite di file di "baracche" o container disposte ordinatamente, contenenti i dormitori, i refettori, gli uffici e le altre strutture necessarie, e circondate da reticolati di filo spinato e altre barriere per impedire la fuga. Il perimetro del campo è percorso o comunque sorvegliato da ronde di guardiani armati.
Anche se il concetto di campo di concentramento in sé e per sé non implica affatto atrocità e trattamento disumano dei detenuti, l'uso che di queste strutture è stato fatto in Unione Sovietica e nella Germania nazista ha fatto sì che per tutti l'espressione campo di concentramento è ormai divenuta sinonimo di lager o di gulag, ed è associata a torture e uccisioni.
L'uso dei campi di concentramento ebbe un ruolo non secondario nel garantire la vittoria all'esercito inglese. Alla fine della guerra si conteranno non meno di 26000 donne e bambini boeri morti nei campi di concentramento britannici, a cui vanno aggiunte le vittime della popolazione nera che viveva nelle fattorie boere, che seguirono la sorte dei loro padroni nei campi di concentramento.
L'Unione Sovietica di Stalin, durante le terribili purghe degli anni '30, aveva adottato i campi di concentramento per internare dissidenti, nemici del regime e dirigenti non politicamente affidabili, i gulag, narrati da Alexander Solzenicyn nel suo libro Arcipelago Gulag.
Il sistema dei gulag rimase attivo fino al 1970 circa, anche se dopo il terrore staliniano le condizioni di prigionia migliorarono.
Durante la seconda guerra mondiale la Germania nazista ispirandosi in un certo senso ai gulag russi, fece uso su vasta scala dei campi di concentramento (i Konzentrationslager, KZ) e dei campi di sterminio, per detenere ebrei, zingari, omosessuali e dissidenti politici e sterminarli sistematicamente.
Alcuni sopravvissuti sono diventati scrittori e hanno raccontato la vita dei lager nei loro romanzi, tra questi l'italiano Primo Levi in Se questo è un uomo e in La tregua e l'ungherese Premio Nobel per la letteratura Imre Kertész in Essere senza destino.
Il campo di concentramento nazista per antonomasia, ma non l'unico, è considerato quello di Auschwitz.
All'interno del lager nazista, la baracca (in tedesco: Block) era, generalmente, l'edificio adibito a dormitorio dei deportati. Vi erano diverse tipologie di baracche, sia per dimensioni e/o per materiali con cui erano state costruite (potevano essere in legno o in muratura), sia per lo scopo cui venivano adibite. Fra le varie tipologia di baracca ricordiamo: ricoveri per i deportati, baracche di quarantena, infermeria, infermeria speciale (chiamata anche blocco della morte, era riservata ai deportati destinati ad essere soppressi entro breve tempo), lavanderia, cucina, edificio del carcere, camere a gas, forni crematori, locali adibiti alle esecuzioni capitali ed alle torture, locali adibiti agli esperimenti nazifascisti su cavie umane, officine, baracche dei sorveglianti, edifici degli uffici interni. I deportati erano rinchiusi nelle baracche tutte le sere ed anche durante il giorno, in occasione di quelle operazioni di eliminazione che le SS volevano condurre in segreto (le esecuzioni capitali potevano essere pubbliche, ed in questo caso i deportati erano costretti a vedere tutta l'operazione, oppure segrete, ed in questo caso i deportati erano chiusi nelle baracche). Auschwitz-2.jpg, il più tristemente noto campo di concentramento nazista]]
In Cina si è a conoscenza di campi di concentramento lavorativi, i Laogai, organizzati come fabbriche schiaviste.
Come di una sorta di campo di concentramento i media hanno parlato nella primavera/estate del 2004 in occasione della scoperta dei fatti registrati nella prigione irakena di Abu Ghraib.
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