Il Brasile (República Federativa do Brasil) è una repubblica federale (8.514.876 km² 180.000.000 abitanti, capitale Brasilia) di tipo presidenziale dell'America meridionale.
Confina a nord con Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana Francese, a est con l'Oceano Atlantico, a sud con l'Uruguay, a ovest con Argentina, Paraguay, Bolivia e Perù.
Comprende 26 stati e un distretto federale.
Il suo nome deriva da quello del legno tintorio chiamato "pau brasil" (Caesalpinia echinata).
Nel 1533 re Giovanni III del Portogallo adottò la prima struttura politica ed amministrativa per il Brasile basata sulle Capitanias: queste erano concessioni terriere di tipo feudale date dal sovrano ad un nobile,
I coloni di origine portoghese si armarono per opporsi all'invasione olandese, inducendo il governo olandese ad inviare in Brasile il principe Giovanni Maurizio di Nassau (1637), nel tentativo di rendere possibile la coabitazione tra olandesi, portoghesi e indigeni. Giovanni sembrò aver successo, ma quando il Portogallo riacquistò la sua indipendenza e quindi la supremazia sul Brasile, venne accusato di accordi con i portoghesi per staccare la Nuova Olanda dalla madrepatria e fu costretto a dimettersi.
Il dominio spagnolo ebbe come conseguenza la crescita della coscienza nazionale tra i portoghesi che tornarono ad occuparsi delle proprie colonie con rinnovato impegno. Da una parte i Gesuiti erano penetrati all'interno per convertire gli indigeni, dall'altra gli abitanti della zona di San Paolo, costituitisi in squadroni denominati "Bandeirantes" (portatori di bandiera) si diedero alla rapace ricerca di nuove ricchezze e ad una feroce campagna di sterminio e schiavizzazione degli indios per sfruttarli come mano d'opera nelle le loro piantagioni.
Alla fine del XVII secolo i coloni portoghesi si riunirono per combattere la Repubblica di Palmares, formata da schiavi neri fuggiti dalle piantagioni, costituiti in comunità autonoma ed indipendente, che sconfissero solo nel 1695. Molte altre le imprese dei coloni portoghesi, che penetrarono nel Minas Gerais, nel Mato Grosso e nel Goias, aprendo queste terre alla civilizzazione occidentale e procurando al Portogallo grandi quantità d'oro e di gemme preziose.
Nel periodo di regno di Giuseppe I (1750-1777), il governo fu nella mani del Marchese di Pombal, che introdusse riforme che riguardavano il Brasile. Diminuì i donatori locali, creò due corti di giustizia, portò la capitale a Rio de Janeiro (1763).
Sul piano sociale abolì nel 1758 la schiavitù degli indios, ma il decreto venne praticamente annullato dall'espulsione dei Gesuiti, molti degli indios che vissero nelle loro comunità preferirono tornare alla vita della foresta piuttosto che sottostare alla dominazione bianca. I vantaggi delle riforme di Pombal, vennero annullati dopo la sua morte dalla politica dura e reazionaria della nuova regina Maria I, che sollevò le ostilità dei coloni. Nel 1789 un gruppo di patrioti di Minas Gerais provocò una rivolta per creare una repubblica democratica ed indipendente, ma fu duramente repressa.
Nel 1831 scoppiò una conflitto con l'Argentina sulla provincia dell'Uruguay, che porto ad un accordo sull'indipendenza della regione. I brasiliani si rivoltarono (7 aprile 1831) e costrinsero Pedro I ad abdicare in favore del figlio Don Pedro de Alcantara (Pedro II), che allora aveva solo 5 anni e che quindi fu affiancato ad un consiglio di reggenza.
Il periodo della reggenza fu caratterizzato da rivolte interne (Pará, Minas Gerais, Mato Grosso e Maranhão) che furono sedate concedendo poteri delegati alle singole province. Nel 1840 Don Pedro fu dichiarato maggiorenne con due anni di anticipo ed eletto imperatore col nome di Pedro II; egli fu sovrano colto e abile politico, seppe imporre una politica di grande espansione economica favorevole all'aristocrazia terriera che, dopo il 1860, intraprese su larga scala la coltivazione del caffè. Favorì l'immigrazione europea, aprendo ai principi di liberalismo. Curò molto la politica estera, cercando l'amicizia dei paesi esteri, ma non riuscì a guadagnarsi quella dell'Inghilterra, che giunse persino a bloccare i porti brasiliani (1860).
Il Brasile entrò in conflitto con l'Argentina, per assicurare l'indipendenza all'Uruguay, indipendenza che venne riaffermata, con vantaggi territoriali per il Brasile.
Il colpo di stato fu facilitato dalla circostanza che la classe dirigente e addirittura lo stesso sovrano non sembravano più credere ai valori e alla funzione della monarchia.
Con la nuova costituzione repubblicana fu creato uno stato laico e federale con istituzioni analoghe e quelle degli USA. La nuova repubblica seppe resistere alle invadenze dell'esercito e della flotta (1893) e dal 1894 (elezione del presidente Morais e Barros) al 1930, dodici presidenti si succedettero nella più rigorosa legalità mentre il paese raggiungeva notevole prosperità economica soprattutto grazie all'esportazione del caffè e all'arrivo di immigranti europei sempre più numerosi (italiani, portoghesi, tedeschi, spagnoli, etc).
La chiusura dei mercati europei, il crollo del prezzo del caucciù e soprattutto del caffè (1929), provocarono una profonda modifica nel sistema di governo e la nascita delle prime forze comuniste. Questa situazione porto il Brasile quasi alla rovina, finché, il capo dei liberali, Getúlio Vargas costituì un governo provvisorio e dittatoriale: il suo scopo era colpire i signori delle province e le loro clientele ed attuare una completa centralizzazione del potere stroncando le tendenze autonomistiche locali.
All'inizio della Seconda guerra mondiale Vargas, in virtù del proprio regime populista e conservatore, tenne un atteggiamento ambiguo, non prendendo decisamente partito né per gli Alleati, né per l'Asse.
Tuttavia, per effetto delle pressioni esercitate sul Brasile dagli Stati Uniti, desiderosi di allargare il fronte alleato e ostacolare le attività sottomarine e corsare tedesche effettuate nell'Atlantico meridionale, che affliggevano gravemente i traffici alleati, il presidente Vargas fu spinto a rompere le relazioni diplomatiche con i Paesi dell'Asse nel gennaio del 1942.
Come conseguenza una ventina di navi mercantili brasiliane furono in breve tempo attaccate o colate a picco dagli U-Boote tedeschi. Tali attacchi provocarono profonda emozione nel Paese e il montare di un forte movimento di opinione pubblica a favore dell'entrata in guerra del Brasile a fianco degli Alleati. La dichiarazione di guerra contro Italia e Germania fu decisa nell'agosto 1942, ma rappresentò poco più che un atto formale, senza alcuna immediata rilevanza militare.
Solo dopo lunghe trattative si giunse all'addestramento ed all'equipaggiamento - con il fondamentale aiuto statunitense - della FEB, Força Expedicionária Brasileira (Forza di Spedizione Brasiliana), che giunse in Italia non prima del 1944, andando ad operare nelle retrovie durante lo sfondamento della linea Gustav a Monte Cassino, senza tuttavia essere coinvolta in alcun combattimento importante.
Il clima politico creato dall'entrata in guerra a fianco degli Alleati e, prima ancora, la propaganda - sostenuta attivamente da Washington e da Londra - volta a diffondere idee democratiche ed antifasciste al fine di far pendere la bilancia dell'opinione pubblica a favore di un intervento contro il nazifascismo, furono fatali al regime autoritario e populista di Vargas, che divenne impopolare.
La contraddizione tra il combattere in Europa per il trionfo delle democrazie liberali e il mantenimento all'interno del regime sostanzialmente dittatoriale esplose alla fine della guerra e il 29 ottobre 1945 Vargas venne deposto per iniziativa di un gruppo di generali.
Nelle elezioni successive venne eletto presidente il generale Enrico Dutra, candidato del partito social-democratico. Nel 1946 fu adottata una nuova costituzione democratica e federalista.
Tra il 1950 e il 1960 si affermò una fase di prosperità nell'ambito dei governi democratici. Nel 1950 fu rieletto Vargas, al quale venne però imposto un programma democratico, che, pur mantenendo gli impegni presi, diede alla sua politica un carattere chiusamente nazionalistico, che portarono ad una campagna di protesta degli avversari politici, che culminarono con il suo suicidio nel 1954.
Gli succede alla presidenza J. Cafè Filho e quindi Juscelino Kubitschek. Egli dedicò ogni sforzo all'industrializzazione, fece costruire sull'altopiano di Goias la città di Brasilia (che diviene capitale il 21 aprile 1960). A Kubitschek succede Janio Quadros che adottò una politica interna austera, mentre sul piano internazionale affermò l'indipendenza della politica estera brasiliana. Il suo sistema di governo venne aspramente criticato, tanto da costringerlo alle dimissioni dopo solo sette mesi, sostituito da Joao Goulart nell'autunno del 1961, affiancato da un consiglio di ministri responsabile di fronte al governo. Il 3 gennaio 1963 venne ripristinato il precedente sistema e Goulart riebbe i pieni poteri.
Nell'ottobre 1966 il Congresso Federale brasiliano elesse presidente della repubblica il maresciallo Arthur Da Costa e Silva, che si insediò il 15 marzo 1967, rimanendo al potere fino al 1969. Il governo fu caratterizzato da una rilevante presenza di militari, che costrinsero il presidente a revocare le garanzie costituzionali.
Viene sostituito alla presidenza da Emilio Garrastazu Medici (1969-1974). Una crisi petrolifera mondiale segna la fine, nel 1974, del boom economico brasiliano; nel frattempo viene eletto presidente della repubblica Ernesto Geisel (1974-1979).
Con l'elezione di Tancredo Neves (1985), il governo tornò ai civili; il ritorno alla democrazia fu funestato dalla morte improvvisa del neoeletto presidente, al quale succedette il vicepresidente José Sarney (1985-1989). Questi fece approvare un emendamento per l'elezione del presidente della repubblica a suffragio universale diretto (fino ad allora gli analfabeti erano esclusi dal voto). Il nuovo governo ha comunque cercato di fronteggiare la grave situazione socio-economica, deliberando il piano per la riforma agraria (ottobre 1985). Questa doveva, entro il 1989, portare alla distribuzione di 43 milioni di ettari di terreno appartenenti allo stato o a proprietari assenteisti, al fine di creare un vasto ceto di piccoli proprietari terrieri. La riforma ha però incontrato l'opposizione, anche armata, dei latifondisti. La nuova costituzione (1988), oltre alla riforma agraria, promette ingenti spese sociali; in quest'anno fu assassinato Chico Mendes, capo del sindacato dei lavoratori della gomma.
Nel 1992 si svolge a Rio de Janeiro il summit mondiale ambientale, il presidente Mello è costretto alle dimissioni in quanto accusato di corruzione, viene sostituito ad interim dal vicepresidente Itamar Franco (1992-1994) (attuale ambasciatore del Brasile in Italia, 2004).
L'elezione a presidente di Fernando Henrique Cardoso (1995-2003) porta ad un piano di stabilizzazione monetaria che ferma l'iperinflazione del 1994-1995; il Congresso si oppone ad una modifica della Costituzione, ma approva la privatizzazione dei monopoli chiave. Una nuova crisi economica impone la svalutazione del real nel 1999.
Nel gennaio del 2003, viene eletto a presidente della Repubblica Luiz Inácio da Silva, detto Lula.
Luglio del 2005, gravi scandali coinvolgono il partito al governo (PT) e altri partiti dell´area del governo.
I due elementi orografici rappresentano le strutture arcaiche del subcontinente e affiorano per ampi tratti.
Si possono distinguere cinque grandi regioni geografiche:
Il massiccio della Guyana è costituito da un altopiano non elevato (500 m di media) sormontato da montagne granitiche che, al confine con il Venezuela, raggiungono 3.000 m (Pico da Neblina 2.994 m), massima elevazione nazionale). Gli altopiani sono metaforicamente più vari. Essi si innalzano dalla costa atlantica fino alle grandi depressioni continentali interne dell'Amazzonia e del Paraná, divise tra loro dall'altopiano del Mato Grosso che continua ad ovest dei penepiani che anticipano le pande. In genere per questi altipiani si parla di planaltos, ma le loro forme sono diverse. Non mancano le strutture tabulari (chapadas) che terminano con tipiche scarpate a cuestas e sono costituite sia da formazioni sedimentarie sia da formazioni vulcaniche. In altri casi si hanno superfici pianeggianti od ondulate dominate da residui affioramenti cristallini. Considerati nel loro insieme gli altopiani presentano una caratteristica disimmetria, sono cioè inclinati verso l'interno, terminando ad est con un orlo rilevato; qui si succedono delle sierras ben marcate e di uguale orientamento come la Sierra do Mar, la Sierra da mannera, la Sierra di maramao e la Sierra do spinacio, che toccano in media i 2.000 metri e che raggiungono le massime altezze con il Pico da Bandeira (2.890 m). Queste montagne, che rappresentano l'orlatura del subcontinente, sono prevalentemente formate da rocce granitiche e dominano da vicino il litorale. In taluni casi il rilievo termina direttamente sul mare, originando un contorno costiero roccioso e vario, con insenature come la baia di Guanabara. In altri casi la scarpata termina su brevi pianure costiere (restingas) tra le quali si aprono spesso delle lagune (lagoas) chiuse da cordoni sabbiosi: la più vasta è la Lagoa dos Patos (Laguna delle Anatre), lunga 300 km.
Le pianure costiere si fanno naturalmente ampie sul lato settentrionale, dove inizia la depressione amazzonica, morfologicamente rappresentata da un piatto territorio con substrato archeozoico, orlato dalle scarpate del massiccio della Guyana a nord e dalle chapadas dell'altopiani brasiliano e del Mato Grosso a sud. Tutta la parte centrale dove scorre il Rio delle Amazzoni è costituita da depositi alluvionali; per il resto predomino i terreni sedimentari cenozoici che lasciano il posto, intorno al massiccio guyanense ed all'altopiano del Brasile, al penepiano cristallino o alle formazioni paleozoiche. Nella parte più interna la depressione amazzonica è delimitata dal penepiano del Mato Grosso, regione archeozoica alta non più di 500 m, che continua verso ovest della Sierra do Parecis, bordo settentrionale del bacino del Paraguay-Paraná, solo in parte incluso in territorio brasiliano.
Il corso d'acqua più importante è il Rio delle Amazzoni (6.280 km con l'Ucayali), che attraversa il territorio nazionale per oltre 3.000 km, offrendo un percorso sempre navigabile; il suo bacino idrografico copre più della metà dell'area del Brasile. L'enorme quantità d'acqua sfocia nell'Oceano Atlantico, in un esteso estuario. Principali affluenti sono: Madeira (3.350 km), Rio Negro (2.150 km), Xingù (2.000 km), Purus, Tapajós; il Tocantins ha in comune con il Rio delle Amazzoni, soltanto la foce.
Un altro importante fiume è il San Francisco (2.900 km), che scorre tra gli altipiani.
Il Paraná sviluppa la parte elevata del suo bacino sugli altopiani brasiliani; il suo spartiacque orientale corre sulle sierre marginali, non lontano dalle coste atlantiche, con importanti affluenti (Paranaiba, Río Grande, Uguaçu, Uruguay; fuori dal suo confini, viene raggiunto dal Paraguay, che però nasce nell'altopiano del Mato Grosso.
Nella regione costiera è di nuovo elevata la piovosità, in quanto le scarpate continentali hanno un effetto di cattura nei confronti delle masse d'aria umide atlantiche; si ha un clima di tipo monsonico con precipitazioni complessive che superano i 2.000 mm sui rilievi (4.524 mm nella Serra do Mar); tra Salvador e il Capo São Roque, le piogge cadono da marzo a settembre, cioè durante la stagione più fresca.
Nell'interno degli stati del Nord-Est regna un clima semiarido.
Circa 20% della popolazione brasiliana è di origine italiana (25 milioni di persone). È la più numerosa popolazione di origine italiana nel mondo. (Italo-brasiliano)
Densità: 20 per km²
La popolazione brasiliana cambia nelle differenti regioni:
La maggioranza della popolazione brasiliana è di razza Bianca (53%), discendenti degli immigranti Portoghesi e al secondo posto discendenti degli Italiani. Dopo vengono i discendenti di Tedeschi, Spagnoli, Polacchi ed altri europei.
I meticci sono inoltre un gruppo molto numeroso in Brasile. La maggior parte dei meticci brasiliani sono Mulatti (Nero+Bianco), Caboclo (Índio+Bianco) e Cafuzo (Nero+Índio). Circa il 38% dei brasiliani sono meticci.
La popolazione di Índios del Brasile è composta da 700.000 persone. Circa il 10% del territorio del Brasile sono terre di índios, che vivono nelle foreste del paese.
La popolazione brasiliana di origine Asiatica è inoltre importante. Circa 3 milioni di Giapponesi e discendenti vivono nel Brasile. È la più numerosa popolazione Giapponese all'estero.
La popolazione di origine Araba del Brasile è molto importante. Circa 10 milioni di Libanesi, Siriani e discendenti vivono nel Brasile. La maggioranza di loro è cristiana.
| Stati del Brasile (dati del 2000) | Stato | Capoluogo | Abitanti | Superficie km2 | bgcolor=#FFFFFF | 1 | Acre | Rio Branco | 557.526 | 152.522 | bgcolor=#FFFFFF | 2 | Alagoas | Maceió | 2.822.621 | 27.819 | bgcolor=#FFFFFF | 3 | Amapá | Macapá | 477.032 | 142.816 | bgcolor=#FFFFFF | 4 | Amazonas | Manaus | 2.812.557 | 1.570.947 | bgcolor=#FFFFFF | 5 | Bahia | Salvador | 13.070.250 | 564.273 | bgcolor=#FFFFFF | 6 | Ceará | Fortaleza | 7.430.661 | 145.712 | bgcolor=#FFFFFF | 7 | Distrito Federal | Brasília | 2.051.146 | 5.802 | bgcolor=#FFFFFF | 8 | Espírito Santo | Vitória | 3.097.232 | 46.047 | bgcolor=#FFFFFF | 9 | Goiás | Goiânia | 5.003.228 | 340.118 | bgcolor=#FFFFFF | 10 | Maranhão | São Luís | 5.651.475 | 331.918 | bgcolor=#FFFFFF | 11 | Mato Grosso | Cuiabá | 2.504.353 | 903.386 | bgcolor=#FFFFFF | 12 | Mato Grosso do Sul | Campo Grande | 2.078.001 | 357.140 | bgcolor=#FFFFFF | 13 | Minas Gerais | Belo Horizonte | 17.891.494 | 586.552 | bgcolor=#FFFFFF | 14 | Pará | Belém | 6.192.307 | 1.247.703 | bgcolor=#FFFFFF | 15 | Paraíba | João Pessoa | 3.443.825 | 56.341 | bgcolor=#FFFFFF | 16 | Paraná | Curitiba | 9.563.458 | 199.282 | bgcolor=#FFFFFF | 17 | Pernambuco | Recife | 7.918.344 | 98.527 | bgcolor=#FFFFFF | 18 | Piauí | Teresina | 2.843.278 | 251.312 | bgcolor=#FFFFFF | 19 | Rio de Janeiro | Rio de Janeiro | 14.391.282 | 43.797 | bgcolor=#FFFFFF | 20 | Rio Grande do Norte | Natal | 2.776.782 | 53.077 | bgcolor=#FFFFFF | 21 | Rio Grande do Sul | Porto Alegre | 10.187.798 | 281.734 | bgcolor=#FFFFFF | 22 | Rondônia | Porto Velho | 1.379.787 | 237.565 | bgcolor=#FFFFFF | 23 | Roraima | Boa Vista | 324.397 | 224.118 | bgcolor=#FFFFFF | 24 | Santa Catarina | Florianópolis | 5.356.360 | 95.285 | bgcolor=#FFFFFF | 25 | São Paulo | São Paulo | 37.032.403 | 248.177 | bgcolor=#FFFFFF | 26 | Sergipe | Aracaju | 1.784.475 | 21.962 | bgcolor=#FFFFFF | 27 | Tocantins | Palmas | 1.157.098 | 277.298 |
|---|
Punti di forza. L'industria locale è ben sviluppata e assicura al paese una posizione dominante nella regione. Immense le risorse naturali. Ampi giacimenti d'oro, d'argento e di ferro. È uno dei più importanti produttori di acciaio.
Punti di debolezza. Le dissestate finanze regionali rischiano di mettere a repentaglio la stabilità economica. Gli investimenti esteri sono frenati dalle imposte sulle attività economiche e dalla corruzione. La priorità è data alla privatizzazione di compagnie statali. La vulnerabilità dell'economia è causata dalle fluttuazione dei prezzi delle materie prime.
La colonia portoghese, soggetta al regime del patto coloniale, fu aperta all'immigrazione degli stranieri solo all'inizio del XIX secolo. Il Brasile divenne per l'Europa, e in seguito per l'America Settentrionale, un fornitore di derrate tropicali ed un acquirente di manufatti. Dopo la prima guerra mondiale si verificò tuttavia un cambiamento dovuto al rapido progresso dell'industrializzazione e all'inizio degli anni settanta si è assistito al cosiddetto "miracolo economico brasiliano". Purtroppo si è anche trattato di un fenomeno più apparente che reale, cui ha fatto seguito una recessione economica che è andata sempre più aggravandosi con il passare degli anni.
Solo una porzione relativamente modesta del territorio viene sfruttata in modo adeguato. In linea di massima, fatta eccezione per le grandi piantagioni di canna da zucchero e di una gran parte di quelle di cacao, soia (attualmente primo produttore mondiale) e caffè, le grandi proprietà sono dedicate all'allevamento, mentre le piccole praticano un'agricoltura abitudinaria di colture di uso alimentare. In testa alle produzioni agricole vengono la soia, il mais (terzo produttore mondiale), quindi frumento e fagioli neri (alimento base nazionale insieme al riso). La coltura del cacao è concentrata negli stati di Bahia e di Espirito Santo. Tipica è la coltura della manioca e della batata. Largamente diffusa la coltivazione di piante oleifere come le arachidi, la soia, il ricino, il cotone e il lino; le ultime due sono anche piante tessili che si uniscono alla coltivazione di sisal e iuta. La coltivazione del tabacco è concentrata nello stato di Bahia. Ovviamente importantissima la produzione forestale con il legname dell'Amazzonia; essenza tipica di quest'area è il caucciù. L'essenza più ricercata è il pino del Paraná. Nel nord-est la pianta tipica è la palma carnauba, coltivata per la produzione della cera. Altra coltivazione tipica è quella dell'erva-mate, della quale vengono utilizzate le foglie per ricavarne infusi. E´un grande produttore di frutta tropicale.
Paesi di provenienza: Argentina 43%, Uruguay 9%, USA 9%, Paraguay 5%, Germania 5%, altri 30%
Principali poli turistici:
Rio de Janeiro, Bahia, Foz do Iguaçu, Regione Amazzonica, Nordeste, Pantanal.
Parchi nazionali:
Foz de Iguaçu, Lençois Maranhenses, Chapada Diamantina, Parco Marino Fernando de Noronha, Itatiaia, Jericoacoara, Monte Pascoal, Monte Roraima, Pau Brasil, Tijuca, Serra dos Orgãos, Sete Cidades, Serra da Canasta, Ubajara, Pico da Neblina.
L'arte coloniale si impernia soprattutto sull'architettura, spesso di stampo europeo. Pochi sono gli edifici rimasti dei primi 150 anni di colonizzazione: le prime chiese erano fatte in mattoni e rivestite di vegetazione, ben presto sostituite da quelle in pietra rivestite di calce, con la base divisa in due parti, una per i fedeli, l'altra per il presbiterio. L'arte del periodo coloniale si ricollega nell'insieme al barocco portoghese e il suo sviluppo, piuttosto tardivo, si colloca nel XVII e nel XVIII secolo. La grande architettura brasiliana risale però al XVIII secolo ed è in stile Rococò. Nella seconda metà del 1600, fu costruita la più importante chiesa di tutto il Brasile, la chiesa dei Gesuiti a Salvador: costituita da una sola navata, con cappelle laterali intercomunicanti, priva di cupola. Il maggior rappresentante dell'arte brasiliana è Antonio Francisco Lisboa, architetto e scultore, protagonista del filone detto mineiro. A lui sono attribuite chiese di notevole valore, soprattutto per le composizioni scultoree: "Il Calvario" e "I dodici profeti" del Santuario di Cngonhas, la facciata di San Francesco a Ouro Preto. I rapporti con il movimento artistico moderno si fanno risalire al 1816, quando venne chiamata in Brasile una commissione tecnica francese. La critica più autorevole pone l'inizio della architettura contemporanea nel 1930, anno in cui fu eretto il palazzo del Ministero dell'educazione e della sanità pubblica a Rio de Janeiro, sotto la direzione di Lucio Costa. La personalità più significativa dell'epoca è però Oscar Niemeyer, con la sinuosità delle piante e le audaci coperture paraboliche.
Nonostante l'attività di artisti come il pittore Eliseu d'Angelo Visconti (1866-1944), che rivela influssi dell'impressionismo e dell'Art nouveau, bisogna arrivare al 1920-1930 per ritrovare un nuovo slancio nell'arte nazionale. La pittura e la scultura contemporanea, riflettono i caratteri delle correnti artistiche più moderne, si trovano quindi elementi cubisti, astrattisti e illustrativi. I pittori più noti sono Candido Portinari, Flavio de Carvalho, Emiliano di Cavalcanti. Il pittore attualmente più interessante è Lasar Segall, appartenente al gruppo degli espressionisti
Durante il 1700 lo stile fu influenzato dai modelli italiani e il Classicismo si sostituì al barocco, furono fondate accademie e circoli culturali; nel 1728 fu pubblicata a Lisbona la prima parte del primo romanzo brasiliano "Il compendio narrativo do peregrino da America" che fu uno dei libri più letti di tutto il secolo. Verso la fine del 1700 fiorì la "Escola mineria", di tendenze arcadiche, formata da scrittori originari del Minas Gerais, autori di poemi, sonetti, patetiche poesie, canzonette e leggiadre liriche amorose.
Nei primi del 1800, la letteratura nazionale subì l'influsso delle dottrine filosofiche parigine e assorbì i principi del romanticismo europeo. Rappresentanti del nuovo indirizzo furono: Josè Domingos Gonçalves de Magalhaes, Manuel de Arujo Porto-Alegre, Antonio Gonçalves Dias. Verso il 1860 la letteratura brasiliana abbandonò i temi amorosi, i versi dolci e musicali, per affrontare i problemi sociali e nazionali, soprattutto quello dell'abolizione della schiavitù. Tale poesia si differenzia dalla precedente per l'impeto e il vigore da cui è pervasa. Esempio di questa letteratura è Antonio de Castro Alves, che si scaglia contro la schiavitù, descrivendo la profonda infelicità dei neri schiavizzati. In questo periodo ha un grande sviluppo anche il romanzo, il cui iniziatore è Antonio Gonçalves Teixeira, creatore del romanzo popolare di ambiente nazionale; altri romanzieri furono Joaquim Manuel de Macedo, che descrive la vita media durante il secondo periodo imperiale, Josè Martiniano de Alencar, che consacrò i suoi romanzi al periodo delle origini, Manoel Antonio de Almeida, precursore isolato del realismo. Verso il 1870 vi fu una reazione al romantiscimo da parte della corrente letteraria parnassiana, che proponeva come temi le nuove scoperte scientifiche e la realtà della vita urbana. A questa corrente aderì Joaquim Maria Machado de Assis, unico scrittore brasiliano di questo secolo, a godere di fama mondiale. La sua opere è varia e multiforme, si dedicò anche al teatro, ma la sua passione fu la narrativa impostata sul tema di misurato realismo, con una fine analisi psicologica. Ma la sua opera rimase isolata e, dopo di lui, la narrativa prese un indirizzo naturalistico sull'esempio di Émile Zola e di Eça de Queiroz. Contemporaneamente a parnassiani e naturalisti, operarono storiografi e critici, come Silvio Romero, che pubblicò due raccolte di letteratura popolare.
Verso la fine del 1800 si sviluppò la corrente simbolista, la cui tematica non si accordava col temperamento brasiliano. Il primo poeta simbolista fu Joao da Cruz e Sousa. Accanto ai simbolisti, i narratori regionalisti, che svilupparono la corrente sertanista già delineatasi in epoca romantica, così chiamata in quanto si ispirava al sertão, l'interno semi-arido del Brasile, solo in parte civilizzato. Rappresentante di questa corrente fu Euclides de Cunha, autore del romanzo "Os sertões", tradotto in italiano come Brasile ignoto, un grandioso documente a metà tra saggio storico-geografico e letteratura, ma anche denuncia contro la barbarie dell'esercito repubblicano contro il piccolo villaggio di Canudos che sotto la guida del fanatico religioso Antonio Conselheiro si ribellava alla neonata Repubblica. Tra il 1913-1917 sorse la poesia modernista, che si ispira ai rappresentanti dell'Esprit Nouveau come Apollinaire, Cendrars, ecc. Fra i principali modernisti, Mario de Andrade, Oswald de Andrade e Raul Bopp. Nei primi anni del 1900, operò anche Adelino Magalhaes, che adottò la tecnica del monologo interiore esprimendosi con stile personalissimo, staccandosi spesso dalle regole sintattiche. Da ricordare anche José Bento Monteiro Lobato, autore di racconti e novelle, pervase da affetto per poveri, bambini e neri.
Gli indios della foresta amazzonica presentano il maggior interesse dal punto di vista musicale. Hanno una vivissima predisposizione strumentale, conosco un gran numero di scale, alcune semplici, altre più evolute, la più frequente è quella pentatonica, derivata forse dalla civiltà Inca. La musica pentatonica è caratteristica della zona, la polifonia è quasi sconosciuta.
Molto interessante è la musica dei meticci dell'interno, in cui gli strumenti hanno una parte molto importante, come la concertina e la chitarra.
La musica importata dai coloni portoghesi è quasi del tutto tramontata, emergendo solo raramente, frammista a caratteri neri, assumendo una forma non più originale, elaborata dalla sensibilità locale.
Il più importante è l'elemento nero, che ha conferito alla musica brasiliana la sua affascinante potenza ritmica. La musica è una manifestazione collettiva, impiegata in occasione di feste e di riti magici e religiosi. Gli strumenti base sono quelli ritmici, soprattutto tamburi, di origine africana: gli atabaques, la cuica, la marimba, il ganza, il reco-reco. I neri hanno contribuito in maniera predominante ad arricchire e vivificare la musica nazionale, tanto che le canzoni moderne brasiliane sono quasi tutte di carattere nero. La musica leggera moderna ha attinto grandemente al patrimonio nero-iberico, ha ottenuto in tutto il mondo grande successo, soprattutto con il samba.
La musica classica nazionale è nata nel XVII-XVIII secolo, quando la corte portoghese si trasferì nel Nuovo Mondo. Il massimo rappresentante del romanticismo fu Carlos Gomes, che si trasferì in Europa e si vide rappresentare con successo alla Scala di Milano, la sua opera "Guaranì". Alla nascita della repubblica, la musica acquisto un carattere più nazionalistico, con Heitor Villa Lobos, il quale si prefisse il compito di creare uno stile nazionale, aprendo la strada ad una schiera di compositori.
Il 4,0% del territorio è protetto (1% parzialmente protetto).
Trattati ambientali a cui è associato: Convenzione di Ramsar, CITES, CBD (sulla biodiversità), Convenzione di Basile sui rifiuti tossici, Protocollo di Montreal (emissione CFC), Protocollo di Kyoto (effetto serra)
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| Brasile |
| Aree vegetative |
Nel Rio delle Amazzoni si trovano numerosissime specie di pesci, in particolare i caracidi (con i piranha), ed i mammiferi acquatici d'acqua dolce (inia, lamantino).
Gli anfibi sono rappresentati in gran parte da raganelle arboricole, mentre per i rettili, troviamo l'anaconda, lo jacaré e l'iguana dai turbecoli.
Ampia la varietà di uccelli, tra cui psittaciformi e tucani.
Il potere legislativo spetta al Congresso Nazionale, formato dal Senato e dalla Camera dei Deputati.
Oltre che dell'ONU, Il Brasile è membro dell'AMCC, del G24, del MERCOSUR, del Gruppo di Rio e dell'Organizzazione Stati Americani.
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