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Il bilancio di esercizio è il documento contabile che ha lo scopo di rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria nonché il risultato economico della società.

Il bilancio d'esercizio si compone di tre documenti tra loro complementari:

  1. lo Stato patrimoniale
  2. il Conto economico
  3. la Nota integrativa

L'obiettivo fondamentale del bilancio è quello di fornire informazioni ad operatori esterni ed interni: fornitori, creditori, risparmiatori, analisti finanziari, Stato, soci, dipendenti. Il bilancio può essere assoggettato o meno a revisione contabile.

La disciplina del bilancio è contenuta agli artt. 2423-2435 bis del codice civile.

Le norme in materia di bilancio (all'art. 2428 c.c.) prevedono che lo stesso sia corredato da una relazione degli amministratori sulla situazione della società e sull'andamento della gestione, nel suo complesso e nei vari settori in cui ha operato, anche attraverso imprese controllate, con particModifica di Bilancio Da olare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti.

Anche se non è parte integrante del bilancio, questa relazione sulla gestione assolve ad una funzione descrittiva ed esplicativa e completa le informazioni desunte dallo Stato Patrimoniale (SP), dal Conto Economico (CE) e dalla Nota Integrativa (NI). La sua funzione è quella di:

  • rendere nota la situazione complessiva dell'azienda (scenario economico, competitivo e ambientale in cui opera e con il quale interagisce; compatibilità e coerenza dei programmi di gestione con il contesto esterno) e l'andamento della gestione, sia passata che in corso, nel suo insieme e nei vari settori in cui l'azienda ha operato;
  • illustrare l'andamento della redditività nonché gli aspetti più spiccatamente finanziari e la loro influenza sulla formazione del risultato economico dell'azienda, con riferimento non solo alle situazioni patrimoniali e finanziarie già determinatesi ma anche in relazione alle previsioni relative all'evoluzione della gestione (analisi dei dati che riguardano i costi, i ricavi e gli investimenti).
Compito degli amministratori è, infatti, quello di delineare (nella relazione sulla gestione) le prospettive di sviluppo della gestione medesima sulla base dei valori di bilancio e attraverso piani e programmi di medio-lungo e breve periodo.

In particolare, la relazione sulla gestione deve contenere indicazioni circa le attività d'investimento in ricerca e sviluppo delle società; i rapporti con imprese collegate, controllate e controllanti; il numero e il valore nominale delle azioni proprie, incluse quelle alienate nel corso dell'esercizio; i fatti di rilievo avvenuti dopo la data di chiusura del bilancio consolidato; l'evoluzione prevedibile della gestione.

Quindi, il bilancio d'esercizio non è soltanto un documento da redigere per adempiere a prescrizioni civilistiche e fiscali ma è la fonte principale d'informazione dei dati economici, patrimoniali e finanziari dell'impresa per tutte le classi di portatori di interesse nei suoi confronti: creditori, dipendenti, clienti e fornitori, organi statali di controllo, fisco, pubblica amministrazione; soggetto economico e/o management; azionisti di maggioranza e di minoranza.

È lo strumento fondamentale d'informazione per i terzi e per i soci al fine di giudicare (almeno in prima approssimazione) la convenienza a mantenere il legame con l'azienda.

È anche un utile strumento di controllo di gestione per impostare, attraverso opportune comparazioni ed analisi, un giudizio d'insieme sull'andamento della gestione svolta.

La costruzione del bilancio di esercizio


Durante l'esercizio tutte le operazioni di gestione vengono contabilizzate mediante scritture in partita doppia, i cui valori confluiscono negli appositi conti.

Le operazioni vanno registrate nel libro giornale.

I sottoconti vanno inseriti nel piano dei conti, che a sua volta può essere suddiviso in diversi livelli di aggregazione/classificazione, ad esempio i sottoconti possono essere raggruppati sotto conti detti "di mastro"

Nel bilancio confluiranno tutti i saldi di ciascun conto dopo aver effettuato un apposito inventario e le rettifiche di valore.

Al termine del periodo amministrativo occorre redigere il bilancio di esercizio per evidenziare la composizione del capitale d'impresa; determinare il reddito prodotto dalla gestione.

Lo Stato Patrimoniale


Lo Stato Patrimoniale rappresenta gli investimenti esistenti in un determinato momento e chiarisce in che modo essi sono stati finanziati, attraverso le passività ed il capitale netto. In concreto:

  • fotografa ad una certa data (solitamente nelle aziende italiane è il 31 dicembre di ogni anno) la situazione dell'azienda;
  • evidenzia i diritti che gravano sul patrimonio;
  • rileva l'effettiva ricchezza (capitale netto) dell'azienda.

Nello Stato Patrimoniale vengono inseriti tra le attività, gli investimenti (o impieghi) dell'azienda e tra le passività, le fonti di finanziamento:

Attività o Investimenti:

  • Liquidità immediate
  • Liquidità differite
  • Disponibilità (che possono essere riassunte con la voce Attività correnti o attivo circolante)
  • Immobilizzazioni tecniche (materiali e immateriali)
  • Immobilizzazioni finanziarie, che possono essere riassunte nella voce Attività fisse (o attivo immobilizzato)

Fonti di finanziamento:

  • Passività a breve scadenza
  • Passività a media e lunga scadenza (che rappresentano le fonti esterne)

Schema dello Stato patrimoniale

Lo Stato patrimoniale ha la seguente forma:

  • Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, con separata indicazione della parte già richiamata
  • Immobilizzazioni
    1. Immobilizzazioni immateriali
      1. costi di impianto e di ampliamento;
      2. costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità;
      3. diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno;
      4. concessioni, licenze, marchi e diritti simili;
      5. avviamento;
      6. immobilizzazioni in corso e acconti;
      7. altre.
    2. Immobilizzazioni materiali:
      1. terreni e fabbricati;
      2. impianti e macchinario;
      3. attrezzature industriali e commerciali;
      4. altri beni;
      5. immobilizzazioni in corso e acconti.
    3. Immobilizzazioni finanziarie:
      1. Partecipazioni in imprese;
      2. Crediti verso imprese;
      3. Altri titoli;
      4. Azioni proprie.
  • Attivo circolante
    1. Rimanenze
      1. materie prime, sussidiarie e di consumo;
      2. prodotti in corso di lavorazione e semilavorati;
      3. lavori in corso su ordinazione;
      4. prodotti finiti e merci;
      5. acconti.
    2. Crediti
      1. verso clienti;
      2. verso imprese controllate;
      3. verso imprese collegate;
      4. verso controllanti;
      5. crediti tributari;
      6. imposte anticipate;
      7. verso altri.
    3. Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni
      1. partecipazioni in imprese controllate;
      2. partecipazioni in imprese collegate;
      3. partecipazioni in imprese controllanti;
      4. altre partecipazioni;
      5. azioni proprie, con indicazioni anche del valore nominale complessivo;
      6. altri titoli.
    4. Disponibilità liquide:
      1. depositi bancari e postali;
      2. assegni;
      3. danaro e valori in cassa;
    5. Ratei e risconti, con separata indicazione del disaggio su prestiti

    6. ____________________________
      (Totale)

  • Patrimonio netto:

    1. Capitale.
    2. Riserva da sovrapprezzo delle azioni.
    3. Riserva di rivalutazione.
    4. Riserva legale.
    5. Riserva per azioni proprie in portafoglio.
    6. Riserve statutarie.
    7. Altre riserve, distintamente indicate.
    8. Utili (perdite) portati a nuovo.
    9. Utile (perdita) dell'esercizio.
    10. Fondi per rischi e oneri
      1. per trattamento di quiescenza e obblighi simili;
      2. per imposte, anche differite;
      3. altri.
    11. Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato
    12. Debiti, con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo:
      1. obbligazioni;
      2. obbligazioni convertibili;
      3. debiti verso soci per finanziamenti;
      4. debiti verso banche;
      5. debiti verso altri finanziatori;
      6. acconti;
      7. debiti verso fornitori;
      8. debiti rappresentati da titoli di credito;
      9. debiti verso imprese controllate;
      10. debiti verso imprese collegate;
      11. debiti verso controllanti;
      12. debiti tributari;
      13. debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale;
      14. altri debiti.
    13. Ratei e risconti, con separata indicazione dell'aggio su prestiti

    14. ____________________________
      (Totale)

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    Attività Passività
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    Attivo

    L'ammontare complessivo degli investimenti in essere in un dato momento (attivo circolante + attivo immobilizzato) determina il fabbisogno finanziario dell'azienda.
    Le attività e cioè gli investimenti o impieghi dell'azienda, si distinguono in circolanti e immobilizzati, a seconda della loro attitudine a trasformarsi in liquidità, direttamente o indirettamente, entro un breve o lungo periodo di tempo.

    Le attività circolanti sono rappresentate dal complesso degli investimenti che permangono nell'azienda per un breve arco di tempo, in quanto, essendo destinati ad un rapido impiego produttivo o ad essere prontamente venduti e/o riscossi, ritornano in forma monetaria in tempi brevi, comunque non superiori all'anno.
    Nell'ambito di tale aggregato si opera una distinzione tra:

    • Liquidità immediate
    • Liquidità differite
    • Disponibilità

    Le liquidità immediate sono impieghi liquidi d'esercizio costituiti generalmente da disponibilità liquide in cassa o equivalenti

    Le liquidità differite sono impieghi non liquidi d'esercizio in attesa di realizzo. Comprendono le attività che presumibilmente saranno trasformate in contante entro breve tempo (crediti verso clienti, cambiali commerciali, prestiti di prima riscossione) ovvero titoli acquisiti per temporaneo investimento di eccedenze di mezzi monetari. La trasformazione in contanti avverrà: a scadenza; mediante la vendita; mediante ricorso ad operazioni di sconto.

    Le disponibilità sono impieghi di esercizio in attesa di utilizzo o di realizzo. Rappresentano investimenti che saranno venduti (prodotti finiti) o consumati (materie prime e semilavorati) durante il normale ciclo economico-produttivo (o operativo) dell'azienda (di solito pari all'anno).

    Le attività immobilizzate (o fisse) rappresentano investimenti di durata pluriennale in immobilizzazioni tecniche, materiali e immateriali, e immobilizzazioni finanziarie, che si prevede resteranno vincolati all'azienda per lungo tempo, generando flussi monetari in entrata in un periodo di tempo superiore all'anno.
    Le immobilizzazioni tecniche riguardano impieghi in fattori produttivi che costituiscono la struttura operativa dell'impresa; si distinguono in materiali ed immateriali in relazione alla presenza o meno per le stesse del requisito della materialità.
    Le immobilizzazioni finanziarie riguardano impieghi durevoli a carattere finanziario, quali i crediti di finanziamento a medio e lungo termine, le partecipazioni di controllo e di collegamento.

    Passivo e Capitale Netto

    L'azienda copre i suoi investimenti ricorrendo a diverse fonti di finanziamento, caratterizzate da diverse forme di "vincolo".
    Le passività ed il capitale netto rappresentano le fonti del capitale investito. Indicano, cioè, da chi (proprietario o terzi) e in che misura è stato fornito il capitale necessario per finanziare le Attività.
    Il totale delle passività, che insieme al capitale netto costituiscono le "fonti" necessarie al finanziamento degli "impieghi", corrisponde ai debiti contratti dall'azienda con i terzi e, dunque, rappresentano i diritti che questi ultimi vantano nei confronti dell'azienda.

    Come le attività, anche le passività sono distinte in base alla loro scadenza (esigibilità) in passività a breve termine e passività a medio-lungo termine.
    Le passività a breve scadenza sorgono in relazione a prestiti che l'azienda ottiene per finanziare gli investimenti dell'attivo circolante e rappresentano impegni da soddisfare in un periodo inferiore ad un anno.
    Le passività a media-lunga scadenza soddisfano il fabbisogno collegato agli investimenti in immobilizzazioni ed implicano un impegno al rimborso ed alla remunerazione del capitale mutuato per un periodo di tempo protratto, superiore all'anno.

    Contabilmente, il capitale netto è pari alla differenza tra le attività e le passività patrimoniali, nominalmente scomposta in molteplici componenti. In concreto, il capitale netto rappresenta la misura di quanto resta delle attività dopo che sono stati rimborsati tutti i creditori nonché i soci.
    Il capitale netto è costituito:

    • dai conferimenti, in denaro o in natura, eseguiti dal proprietario e/o dai soci al momento della costituzione dell'azienda (Capitale sociale) e/o in epoche successive (aumento del capitale sociale);
    • dall'accantonamento a riserva degli utili conseguiti e non distribuiti ai soci sotto forma di dividendi: gli utili di bilancio conseguiti e reinvestiti nell'impresa concorrono alla copertura del complessivo fabbisogno finanziario (autofinanziamento in senso stretto).

    A parità di tutte le altre condizioni, il patrimonio netto aumenta in presenza di utili non distribuiti, mentre diminuisce in conseguenza di perdite.

    Il Conto Economico


    Il Conto Economico è il documento di bilancio che, contrapponendo i costi ed i ricavi di competenza del periodo amministrativo, illustra il risultato economico della gestione del periodo considerato misurando, in questo modo, l'incremento o il decremento che il capitale netto aziendale ha subito per effetto della gestione.
    in particolare, il Conto Economico:

    1. individua tutti i fattori che hanno partecipato al ciclo gestionale e costituisce una verifica di come hanno contribuito al risultato d'esercizio le voci dello Stato patrimoniale;
    2. permette di individuare i risultati parziali di tutte le fasi gestionali in cui può essere scomposta l'attività dell'impresa;
    3. permette di individuare, in via di prima approssimazione, le responsabilità di ciascun dirigente (responsabili di funzione).

    La forma scalare consente di esporre risultati parziali progressivi, che evidenziano come si è formato il reddito d'esercizio e che indicano il contributo delle varie aree di gestione alla sua formazione:

    1. risultato della gestione caratteristica o tipica
    2. risultato dopo la gestione extra-caratteristica
    3. risultato dopo la gestione finanziaria
    4. risultato dopo la gestione straordinaria
    5. risultato prima delle imposte
    6. risultato dell'esercizio (risultato della gestione complessiva, al netto delle imposte, ottenuto tenendo conto delle opportunità offerte dalla normativa fiscale).

    Gestione caratteristica
    Comprende i ricavi e i costi della gestione tipica dell'azienda. In primo luogo, si considerano i ricavi per vendite o prestazioni di servizi, ai quali vanno sottratti i costi di produzione e le spese commerciali, amministrative e generali.

    Gestione extra-caratteristica
    Rientrano nell'ambito della gestione extra-caratteristica tutti i fenomeni e tutte le operazioni (e quindi gli oneri e i proventi) estranee alla gestione tipica ma che si verificano e si svolgono con continuità nel corso dell'esercizio.

    Gestione finanziaria
    È l'attività di gestione volta al reperimento dei mezzi finanziari necessari all'attività d'impresa e all'impiego delle risorse eccedenti. In particolare, la direzione finanziaria deve, attraverso le operazioni la gestione dei flussi di entrata e di uscita, essere in grado di assicurare la liquidità aziendale evitando una sottocapitalizzazione dell'azienda, ossia evitando un eccessivo indebitamento.

    Gestione straordinaria
    La forma scalare del conto economico consente di distinguere i componenti ordinari del reddito da quelli starordinari che, in quanto tali, sono irripetibili. Il termine straordinario è legato al concetto di non ripetitività del fenomeno considerato e dei connessi oneri e/o proventi.

    Per uno studio di carattere finanziario il bilancio viene riclassificato, unendo alcune voci e distinguendone altre. Vengono inoltre calcolati degli indici utili per il rating dei titoli azionari e la concessione del credito bancario.

    Frequenti falsificazioni dei bilanci riguardano la denuncia di giacenze a scorta non presenti a magazzino, un'errata politica di valorizzazione delle scorte che porta a sovrastimarle, la contabilizzazione di credito commerciali inesigibili che andrebbero per legge esclusi dal bilancio, un ammortamento degli immobili non a 5 ma con una vita utile fiscale di 20-30 anni, la registrazione degli acquisti di immobili alla voce "arredi", con un valore molto inferiore a quello pagato.

    Il bilancio successivamente alla pubblicazione è rivisto da società di revisione contabile, che spesso svolgono anche il ruolo di consulenti aziendali durante la stesura del bilancio, attività dalla quale traggono i maggiori profitti. Le società di revisione non sono enti di diritto pubblico e non ricevono alcuna somma di denaro dall'autorità pubblica per la loro attività di controllo.

    Il conflitto d'interesse fra consulenza e revisione contabile è un tema che ha riguardato il caso Enron-Worldcom. La società Andersen dopo la certificazione di un bilancio falso perse credibilità e fu costretta al fallimento. La legge che ne seguì in America vietò l'attività di consulenza alle società di revisione. Tale separazione non è prevista nelle normative dei Paesi UE e da alcuni esperti è ritenuta insufficiente a risolvere il rischio di collusione fra azienda e funzionario di revisione.

    Fra le altre proposte di riforma del sistema dei controlli: una revisione dei bilanci affidata ad enti pubblici, la rotazione delle società di revisione (ogni azienda dopo 2-3 anni deve cambiare la società che rivede e certifica il bilancio), la rotazione dei funzionari (il bilancio di un'azienda non può essere rivisto dal revisore che l'ha certificato l'anno precedente), in termini più restrittivi, la rotazione territoriale per la quale un revisore ogni anno è trasferito ad altra filiale o alla clientela di un'altra zona.

    Voci correlate


    Diritto societario | Ragioneria | Finanza

    Balance (regnskab) | Bilanz | Balance sheet | Bilanss | ترازنامه | Tase | Bilan | Bilanca | Laporan neraca | 貸借対照表 | Balansas | Balans (boekhouden) | Bilans | Balanço patrimonial | Бухгалтерский баланс | Balansräkning | งบดุล | Bilanço | Баланс бухгалтерський

     

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