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La Beat generation fu un movimento artistico, letterario e musicale sviluppatosi attorno agli anni Cinquanta e Sessanta negli Stati Uniti, soprattutto in ambito letterario, con nomi di grande valore nella cultura americana del tempo come Allen Ginsberg, William Burroughs, Jack Kerouac, Gregory Corso, Neal Cassady e Lawrence Ferlinghetti.
Origine del nome
Il termine beat viene coniato da Kerouac nel
1947, ma l'atto di nascita ufficiale è il
1952, anno di pubblicazione di
Go di
John Clellon Holmes, che viene considerato il primo racconto beat, e dell'articolo
This is the Beat Generation (New York Times, novembre 1952), che segna l'avvio dell'esistenza pubblica del beat.
Beat è ribellione. Beat è battito. Beat è ritmo. Quello della musica
jazz, che si ascolta in quegli anni, quello del
be bop, quello della cadenza dei versi nelle poesie. Beat è la scoperta di sé stessi, della vita sulla strada, del sesso liberato dai pregiudizi, della
droga, dei
valori umani, della
coscienza collettiva.
Nel ventennio che segna l'avvento e la crescita della Beat Generation accadranno molte cose: dalla
bomba atomica alla
guerra del Vietnam. In mezzo scorreranno i fiumi della rivendicazione razziale e dei movimenti
pacifisti.
Definizione del genere
Gli autori
beat riprendono e amplificano i temi della contestazione giovanile della loro epoca che, partendo da una critica radicale alla
guerra del Vietnam, si estendono all'intero sistema americano, mettendo in discussione la segregazione razziale dei neri, la condizione subordinata della donna, le discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale.
Scrivono di viaggi mentali - anche mediante la sperimentazione psichedelica di droghe quali l'LSD - e fisici, in lungo e in largo attraverso le strade americane, come ad esempio Sulla strada di Kerouac, scritto viaggiando da una costa all'altra degli Stati Uniti.
Il Beat in Italia
Come molti altri fenomeni sociali e culturali, in Italia quello
beat è giunto solo in maniera marginale, sebbene i grandi scrittori americani visitassero la nostra penisola, alcuni per trovarvi ispirazione, altri invitati a rassegne come lo
Spoleto Festival del
1965. Ginsberg, Corso e Ferlinguetti, ad esempio, sono stati più volte in Italia (Ferlinghetti vi trovò spunti per il suo
Scene italiane).
E' stata Fernanda Pivano, con le sue traduzioni, a trasferire in Italia la Beat generation. Con lei l'atto del tradurre le opere straniere diviene un atto di creazione e non di pura riproduzione. Oltre ad essere amica degli autori beat, ha scritto molte prefazioni alle loro opere pubblicate in Italia. Durante gli anni Sessanta, la casa milanese della Pivano era un importante punto di riferimento per chi gravitava intorno al movimento beat.
Il Beat al cinema
La sceneggiatura del film
Pull My Daisy, del
1959, di
Robert Frank e
Alfred Leslie, è stata scritta da Jack Kerouac; il film è interpretato da Orlovsky, Ginsberg e Corso.
Del
1960 è
La nostra vita comincia di notte, di
Herman Rhudell McDougall, del
1987 The Beat Generation: An American Dream, con Burroughs, Cassady, Corso, Kerouac, Ginsberg e Ferlinghetti e del
1991 Il pasto Nudo (Naked Lunch), di
David Cronenberg, tratto dall’omonimo romanzo di
William Seward Burroughs, del
1959.
Bibliografia
- Beat & Mondo Beat, a cura di Matteo Guarnaccia. Stampa Alternativa, 1996.
- Gianni Milano, Il Maestro e le Margherite, millelire Stampa Alternativa, 1996.
Voci correlate
Collegamenti esterni
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