All'inizio della Seconda Guerra Mondiale l'unica arma che avevano i fanti contro i carri armati erano i Fuciloni Anticarro, che, tuttavia, già all'inizio della guerra erano praticamente impotenti contro i carri di fanteria e, quando nel proseguimento i carri migliorarono mobilità e protezione, diventarono solo un peso inutile per i fanti. A quel punto fu necessario utilizzare un tipo diverso di arma, il lanciarazzi. Queste armi furono sviluppate sia dai Tedeschi sia da Inglesi e Americani. L'arma americana era il M 1 Rocket Launcher 2.36 in Bazooka, che diede risultati soddisfacenti negli ultimi anni di guerra.
Il bazooka inizialmente poteva lanciare i razzi modello M6A3 (o gli equivalenti da esercitazione). Questo razzo, del peso di solo 1.54 kg, sfruttando il principio della carica cava poteva perforare fino a 119 mm di acciaio con impatto perpendicolare (altre fonti danno 100 mm, senza tuttavia specificare le condizioni). La gittata massima teorica era di circa 700 m, tuttvia la gittata utile per avere qualche probabilità di colpire il bersaglio era di circa 200 m. Considerando che la velocità alla volata del razzo era circa 80 m/s il tempo di volo fra l'arma ed il bersaglio era di più di 2 s.
Il bazooka, essendo un lanciarazzi, provocava una vampa posteriore molto pericolosa per distanze inferiori a 5 m (quindi, contrariamente a quanto fanno vedere a Hollywood, sparare un bazooka da un ambiente chiuso o da un veicolo in movimento era un modo molto complicato per suicidarsi). La modalità di impiego standard era con 2 serventi, un puntatore ed un caricatore, che potevano sparare in qualsiasi posizione (con un carro armato a meno di 200 m era consigliabile evitare di sparare in posizione eretta). Il caricatore, a fianco dell'arma, introduceva il razzo nella culatta (aperta) del bazooka e, quando il razzo era agganciato, dava un segno convenuto al puntatore. Il puntatore collimava il bersaglio nel mirino ottico e, quando lo riteneva opportuno, premeva il grilletto che innescava la combustione del propellente del razzo. A quel punto, di solito, entrambi i serventi si allontanavano con la massima velocità possibile dalla posizione di lancio, che ormai era stata chiaramente rivelata agli altri carri nemici ed alla fanteria di appoggio dalla vampa.
Il primo impiego del bazooka avvenne in Africa Settentrionale e seguì l'avanzata delle truppe statunitensi sia nel MTO (Mediterranean Operation Teatre - Teatro operativo mediterraneo) sia nel ETO (European Oeration Teatre - Teatro operativo europeo). I fanti americani si accorsero ben presto che, oltre allo scopo per cui era nato, cioè la lotta contro i carri armati, il bazooka poteva essere usato proficuamente contro ogni bersaglio "duro", come veicoli ruotati o fortificazioni in cemento armato, mentre l'utilità come arma antipersonale era invece praticamente irrilevante, dato che la carica cava presuppone il contatto con il bersaglio e non provoca schegge. Nel PTO (Pacific operation teatre - tetro operativo del Pacifico) fu usato soprattutto contro fortificazioni e, con il modello M18, anche per il lancio di proiettili fumogeni o incendiari. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale erano stati prodotti 467,628 bazooka e 15,603,000 munizioni per questa arma. Successivamente il bazooka fu usato nella Guerra di Corea, ma, anche aumentato di calibro, si rivelò insufficiente contro i carri più moderni. Il bazooka è un'arma che ha avuto una grandissima diffusione, sia in ambito NATO, sia in tutti i teatri di guerra della seconda metà del XX secolo. La sua diffusione è dovuta essenzialmente alla sua semplicità di costruzione (il componente principale è un semplice tubo di acciaio o di alluminio), che ne ha tenuto costantemente basso il costo.
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