La banca è un'impresa i cui principali compiti sono due: fornire all'economia i mezzi di pagamento e raccogliere e impiegare il risparmio, nei limiti della riserva.
I capitali raccolti presso il pubblico vengono investiti in vari modi e di conseguenza remunerati. Il compito della banca è in questo caso quello di fare da intermediario tra chi offre capitali (soprattutto le famiglie) e chi domanda capitali (soprattutto le imprese).
I servizi offerti dalle banche vengono remunerati in vario modo. la principale fonte di entrata per le banche sono i tassi di interesse incassati investendo i capitali raccolti. A questi si aggiungono, tra i ricavi, le commissioni previste per taluni servizi resi alla clientela. Tra i costi invece, oltre ai costi per il personale e per il mantenimento di sedi e filiali, si deve segnalare l'interesse pagato a chi deposita presso la banca il proprio denaro.
Si può quindi affermare che la principale variabile economica per la banca si la differenza (spread in inglese) tra i tassi attivi pagati dalla clientela e i tassi passivi pagati alla clientela. Da tale variabile dipende la capacità della banca di coprire i costi fissi e di generare utili.
Le banche moderne offrono una gamma di servizi accessori come il cambio di valute straniere, il credito all'esportazione, l'emissione di titoli di credito (assegni, carte di credito e simili), la custodia di valori in cassette di sicurezza e il supporto a varie operazioni finanziarie, come la compravendita di azioni ed obbligazioni.
Per consentire agli utenti di poter effettuare operazioni bancarie anche al di fuori dell'orario normale di apertura degli sportelli, in tempi abbastanza recenti sono stati istituiti gli sportelli automatici bancomat e la possibilità di operare tramite computer grazie alla rete internet.
La prima banca in senso moderno nacque nel 1406 a Genova. La novità era che il "Banco di San Giorgio", questo il suo nome, fu il primo ad occuparsi di gestione del debito pubblico e venne definito dal Machiavelli uno stato nello stato, ossia una vera e propria istituzione pubblica nella quale i genovesi si riconoscevano molto più che nel governo, spesso ottenebrato dal controllo di altri stati, quali i Ducato di Milano od il Regno di Francia.
Le riserve che le banche detengono per far fronte agli obblighi nei confronti della clientela in Italia sono obbligatorie per legge. L’obbligo serve a tutelare i risparmiatori, evitando che le banche assumano rischi troppo elevati e si trovino senza la liquidità necessaria a garantire i pagamenti.
Le riserve bancarie coprono solo una frazione dei depositi dei clienti (si parla di riserve frazionali), così che nessuna banca può trasformare in contanti tutti i depositi dei clienti contemporaneamente. Se i clienti chiedessero tutti insieme la restituzione dei loro depositi, la banca sarebbe costretta a dichiarare bancarotta. Non avviene perché i clienti hanno fiducia nel fatto che ciò non accadrà e che se dovesse eventualmente accadere interverrebbero le autorità pubbliche, e tra queste la banca centrale che potrebbe stampare moneta per far fronte alle necessità di liquidità della banca. Inoltre i clienti sanno che forme di assicurazione dei depositi garantiscono loro la restituzione del denaro depositato, almeno per un certo ammontare.
Tuttavia la funzione principale delle riserve obbligatorie non è quella di rendere sicuri i depositi, ma di consentire alle autorità monetarie di controllare l’ammontare dei depositi a vista che le banche possono creare, limitando la crescita dei depositi bancari.
Una parte dei capitali dei depositanti vengono perciò versati ad altri soggetti economici. Quando, magari dopo successivi passaggi, tali capitali vengono depositati presso una o più banche (per semplicità supponiamo che sia una sola), tale banca ripete quanto ha fatto la banca precedente: trattiene una parte del denaro (la riserva) e investe il resto. Il processo si ripete con una terza banca e poi con una quarta e così via.
Alla fine del processo generato da un nuovo deposito presso una qualsiasi banca, l'intero sistema bancario avrà prodotto riserve per un ammontare pari al nuovo deposito, mentre la somma dei nuovi depositi esistenti sempre presso l'intero sistema bancario sarà pari a un multiplo del primo deposito. L'ammontare del multiplo dipende dalla percentuale di ciascun deposito che viene trasformato in riserva. Anche i nuovi prestiti e investimenti dell'intero sistema bancario risulteranno essere un multiplo del primo investimento.
Il meccanismo appena descritto ha valore se applicato all'intero sistema bancario. È invece errata, come sottolinea Samuelson (vedi la bibliografia), l'opinione diffusa che la singola banca può concedere prestiti per un ammontare multiplo dei depositi.
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