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La banca è un'impresa i cui principali compiti sono due: fornire all'economia i mezzi di pagamento e raccogliere e impiegare il risparmio, nei limiti della riserva.

I capitali raccolti presso il pubblico vengono investiti in vari modi e di conseguenza remunerati. Il compito della banca è in questo caso quello di fare da intermediario tra chi offre capitali (soprattutto le famiglie) e chi domanda capitali (soprattutto le imprese).

I servizi offerti dalle banche vengono remunerati in vario modo. la principale fonte di entrata per le banche sono i tassi di interesse incassati investendo i capitali raccolti. A questi si aggiungono, tra i ricavi, le commissioni previste per taluni servizi resi alla clientela. Tra i costi invece, oltre ai costi per il personale e per il mantenimento di sedi e filiali, si deve segnalare l'interesse pagato a chi deposita presso la banca il proprio denaro.

Si può quindi affermare che la principale variabile economica per la banca si la differenza (spread in inglese) tra i tassi attivi pagati dalla clientela e i tassi passivi pagati alla clientela. Da tale variabile dipende la capacità della banca di coprire i costi fissi e di generare utili.

Le banche moderne offrono una gamma di servizi accessori come il cambio di valute straniere, il credito all'esportazione, l'emissione di titoli di credito (assegni, carte di credito e simili), la custodia di valori in cassette di sicurezza e il supporto a varie operazioni finanziarie, come la compravendita di azioni ed obbligazioni.

Per consentire agli utenti di poter effettuare operazioni bancarie anche al di fuori dell'orario normale di apertura degli sportelli, in tempi abbastanza recenti sono stati istituiti gli sportelli automatici bancomat e la possibilità di operare tramite computer grazie alla rete internet.

Breve storia della banca


La banca nell'antichità

Le funzioni di deposito e prestito hanno origini antichissime: i privati usavano affidare i loro averi al tesoro del tempio e ai sacerdoti già tra i sumeri, popolazione dell'antica Mesopotamia, e tra i popoli della Grecia antica, dove accanto ai templi nacquero in un tempo successivo i trapeziti, una sorta di banchieri privati. Nel medioevo, oltre alle normali funzioni di prestatori, custodi e cambiavalute, i banchieri assunsero anche quella di garanti dei pagamenti, firmando lettere di credito che li impegnavano a pagare somme per conto di chi le portava: fu la prima comparsa degli assegni, che liberavano i mercanti e i sovrani dal rischio di portare con sé grandi quantità di contanti o merci preziose. Questa nuova attività riscosse tanto successo (e fu tanto redditizia) da creare fortune immense: nelle più grandi città commerciali d'Europa (Asti,Firenze,Genova,Pisa, Venezia,Bruges,Rotterdam) famiglie di banchieri divennero ricchissime e potenti, tanto da arrivare a prestare denaro ai regnanti d'Europa, finanziando le loro guerre. Molto spesso, invece di rimborsare i prestiti, gli augusti creditori offrirono in pagamento feudi, baronie e titoli nobiliari: fu così che Cosimo de' Medici ottenne la signoria di Firenze e che due esponenti della famiglia poterono, in anni successivi, essere eletti Papa (Giovanni de' Medici, figlio secondogenito di Lorenzo il Magnifico, che assunse il nome di Leone X, e Giulio de' Medici, divenuto papa Clemente VII).

La prima banca in senso moderno nacque nel 1406 a Genova. La novità era che il "Banco di San Giorgio", questo il suo nome, fu il primo ad occuparsi di gestione del debito pubblico e venne definito dal Machiavelli uno stato nello stato, ossia una vera e propria istituzione pubblica nella quale i genovesi si riconoscevano molto più che nel governo, spesso ottenebrato dal controllo di altri stati, quali i Ducato di Milano od il Regno di Francia.

Gli orafi

In origine le banche commerciali si svilupparono dall’attività degli orafi, che custodivano dai clienti oro e altri oggetti preziosi, restituendoli quando richiesto e rilasciando in cambio una ricevuta. Poco per volta gli orafi si resero conto che i clienti erano disposti ad accettare una quantità di oro di un dato valore e non lo stesso oro che avevano effettivamente depositato. Inoltre compresero che i clienti non ritiravano tutto insieme l’oro depositato. Ogni giorno una parte dell’oro veniva ritirato mentre altro oro veniva depositato. Il saldo tra depositi e ritiri, in condizioni economiche normali, era positivo e quindi si poteva tenere a disposizione dei clienti solo una parte dell’oro complessivamente depositato, usando la parte restante per investimenti fruttiferi.

Gli orafi e la banca

Analogamente nella banca moderna il saldo tra depositi e prelievi di denaro tende a essere, in condizioni economiche normali, positivo. La banca tiene prudenzialmente una parte del denaro ricevuto sotto forma di riserva e investe il resto in attività fruttifere. Il rendimento degli investimenti costituisce per la banca un ricavo che, unito ai ricavi per i servizi resi, serve a pagare i costi della banca e a remunerare i capitali ricevuti dalla clientela.

Le riserve obbligatorie


Le riserve che le banche detengono per far fronte agli obblighi nei confronti della clientela in Italia sono obbligatorie per legge. L’obbligo serve a tutelare i risparmiatori, evitando che le banche assumano rischi troppo elevati e si trovino senza la liquidità necessaria a garantire i pagamenti.

Le riserve bancarie coprono solo una frazione dei depositi dei clienti (si parla di riserve frazionali), così che nessuna banca può trasformare in contanti tutti i depositi dei clienti contemporaneamente. Se i clienti chiedessero tutti insieme la restituzione dei loro depositi, la banca sarebbe costretta a dichiarare bancarotta. Non avviene perché i clienti hanno fiducia nel fatto che ciò non accadrà e che se dovesse eventualmente accadere interverrebbero le autorità pubbliche, e tra queste la banca centrale che potrebbe stampare moneta per far fronte alle necessità di liquidità della banca. Inoltre i clienti sanno che forme di assicurazione dei depositi garantiscono loro la restituzione del denaro depositato, almeno per un certo ammontare.

Tuttavia la funzione principale delle riserve obbligatorie non è quella di rendere sicuri i depositi, ma di consentire alle autorità monetarie di controllare l’ammontare dei depositi a vista che le banche possono creare, limitando la crescita dei depositi bancari.

Come il sistema bancario crea moneta


In condizioni economiche normali l'afflusso di denaro verso una banca per i nuovi depositi supera il deflusso di denaro per i prelievi. La banca non deve pertanto mantenere i capitali ricevuti in attesa che il depositante li ritiri, ma può conservarne solo una parte, definita riserva, per far fronte alle esigenze di cassa. Accantonata una quota dei depositi a formare la riserva, il cui ammontare dipende in Italia dalle scelte della banca oltre che da norme di legge, la parte restante dei depositi viene investita in attività redditizie.

Una parte dei capitali dei depositanti vengono perciò versati ad altri soggetti economici. Quando, magari dopo successivi passaggi, tali capitali vengono depositati presso una o più banche (per semplicità supponiamo che sia una sola), tale banca ripete quanto ha fatto la banca precedente: trattiene una parte del denaro (la riserva) e investe il resto. Il processo si ripete con una terza banca e poi con una quarta e così via.

Alla fine del processo generato da un nuovo deposito presso una qualsiasi banca, l'intero sistema bancario avrà prodotto riserve per un ammontare pari al nuovo deposito, mentre la somma dei nuovi depositi esistenti sempre presso l'intero sistema bancario sarà pari a un multiplo del primo deposito. L'ammontare del multiplo dipende dalla percentuale di ciascun deposito che viene trasformato in riserva. Anche i nuovi prestiti e investimenti dell'intero sistema bancario risulteranno essere un multiplo del primo investimento.

Il meccanismo appena descritto ha valore se applicato all'intero sistema bancario. È invece errata, come sottolinea Samuelson (vedi la bibliografia), l'opinione diffusa che la singola banca può concedere prestiti per un ammontare multiplo dei depositi.

Una banca particolare: la Banca Centrale


Una banca con poteri particolari è la Banca centrale privata di uno stato. Tra i suoi compiti vi sono la regolamentazione dell'attività bancaria, l'emissione in stato di monopolio della moneta. L'operato della Banca centrale non è, in linea di principio, diverso da quello di qualsiasi altra banca. La principale differenza consiste nella possibilità di emettere(e ritirare) moneta, per regolarne la quantità in circolazione nell'economia, mentre,come abbiamo visto, la banca commerciale può espandere gli impieghi nella misura in cui crescono i depositi. La legge italiana impone alle banche di tenere riserve obbligatorie presso la Banca Centrale. Questa misura ha l'effetto di regolare l'effetto inflazionistico generato dall'emissione di moneta. Più alta è la percentuale di capitale da tenere immobilizzato presso la banca centrale, tanto minore è l'inflazione generata (e con tanta maggiore difficoltà le banche prestano denaro).

Bibliografia


Samuelson, Economia, Zanichelli, 1983

Voci correlate


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