Il nome Balti definisce un insieme di popolazioni indoeuropee che si insediarono e risiedono tutt'ora nell'area compresa tra la Polonia, la Russia, l'Estonia e la Finlandia.
Le lingue parlate sono di origine indoeuropea, ne fanno parte la lingua lituana e la lingua lettone così come alcune lingue estinte parlate da Pruzzi e dai Curi che hanno influenzato i dialetti della Prussia Orientale. La Curlandia e la Livonia erano in origine abitate da ceppi di Balti.
I romani chiamarono il Mar Baltico Mare Suebicum dalla popolazione degli Suebi, in seguito venne usato il nome Mare Balt(h)icum.
Non fanno parte dei Balti gli Estoni e la lingua estone non è una lingua baltica, appartiene infatti al ceppo ugro-finnico.
A partire dal XII secolo nell'area dei Balti si insediarono popolazioni di origine germanica che colonizzarono le aree della Curlandia, Livonia e Estonia amministrandole e comunicando in lingua tedesca. In seguito al patto Hitler-Stalin queste popolazioni furono progressivamente trasferite in Germania, nel 1945 i pochi rimasti furono sistematicamente espulsi e i loro possedimenti espropriati dall'Unione Sovietica.
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