L'Associazione Calcio Milan è una delle due maggiori squadre di calcio di Milano (l'altra è l'Inter).
È una delle più note squadre italiane. Secondo un'indagine commissionata da Istat e Abacus del 2005 il Milan è la seconda squadra per numero di tifosi in Italia (dietro alla Juventus) con 7,4 milioni di appassionati. Inoltre è tra le più gloriose e titolate compagini di tutto il mondo: insieme al Real Madrid, all'Independiente ed al Boca Juniors è la squadra ad aver vinto più titoli internazionali (15). Vanta inoltre 17 scudetti, 5 Coppe Italia, 5 Supercoppe Italiane, 2 Coppe Latine, 3 Medaglie del Re, 1 Mundialito per club e 1 Mitropa Cup.
Storia
I pionieri
Venne fondata nella fiaschetteria toscana di via Berchet (secondo altre fonti all'Hotel du Nord), a Milano, il
18 dicembre 1899 da
Herbert Kilpin, inglese con la passione per il
football importata direttamente dall'
Inghilterra. Insieme alla passione, Kilpin portò con sé una serie di
mute (i completi di gioco) della squadra di cui era, oltremanica, acceso sostenitore. Da allora il Milan vestirà la classica maglia a strisce di colore rosso-nero.
Nel
gennaio 1900 la squadra,sotto la direzione del primo presidente Alfred Edwards vince la
Medaglia del Re contro la Juventus per 2-0 (trofeo messo in palio dal re
Umberto I di Savoia), il suo primo trofeo, successo che sarà bissato anche l'anno successivo.
I rossoneri salgono presto alla ribalta delle cronache calcistiche italiane conquistando il primo titolo nazionale nel
1901, interrompendo la serie di vittorie consecutive del
Genoa, sconfitto in finale per 3-0. La squadra guidata dal leggendario capitano
Kilpin sarà sconfitta nella finale dell’anno dopo, ad opera dei genoani, e nel
1906 riuscirà a bissare il titolo. In quell’occasione ci fu uno dei primi “casi” del calcio italiano: dopo il girone finale Milan e
Juventus (campione d’Italia in carica) erano a pari punti, per cui fu necessaria una gara di finale. Si giocò a
Torino sul campo dei bianconeri, in virtù della loro migliore differenza reti, ma il confronto terminò in parità(0-0) dopo i tempi supplementari. A quei tempi non si tiravano i calci di rigore, si procedeva alla ripetizione della partita: la Federazione scelse il neutro dell’U.S. Milanese a
Milano, ma i bianconeri in segno di protesta rinunciarono a giocare. Il Milan poté tuttavia sancire la legittimità del suo successo ripetendo l’exploit l’anno dopo (
1907).
Nel
1908, a seguito dei dissidi interni riguardo alla necessità o meno di tesserare giocatori stranieri, un'ala per certi versi "
progressista" della dirigenza si separa dalla società fondandone,il 9-3-1908,una nuova denominata
Internazionale Football Club.
Nel
1916 vinse la Coppa Federale che in quell’anno andava a sostituire in qualche modo il campionato, sospeso a causa della
Prima Guerra Mondiale; non si tratta tuttavia di un trofeo ufficialmente riconosciuto dalla
FIGC come titolo italiano.
Nel
1919 muta la denominazione originale di
Milan Football and Cricket Club in
Milan Football Club
Gli anni bui
Dopo i primi tre titoli seguì un lungo periodo “buio”,sotto la presidenza Pirelli che fece costruire lo Stadio S.Siro, in cui i rossoneri rimasero sempre in massima serie (prima in Prima Divisione, poi in
Serie A dalla sua istituzione nel 1929-30), pur mantenendosi in zone di metà classifica e non andando mai oltre il terzo posto. Nel
1938 le autorità fasciste imposero l’italianizzazione del nome in
Associazione Calcio Milano, abbandonato subito dopo la
Seconda Guerra Mondiale per tornare alla vecchia denominazione, pur mantenendo la dizione A.C: nasce nel
1946 l’
Associazione Calcio Milan.
I favolosi anni '50
Gunnar Gren.jpg con la maglia del
Milan negli
anni '50]]
Nell'immediato dopoguerra è sempre fra le migliori tre squadre italiane, tranne che per il quarto posto del 1946-47, sfiorando più volte il titolo, che arriverà finalmente nel
1951 dopo 44 anni di attesa. Si tratta del grande Milan degli
anni '50, quello dei tre svedesi del
Gre-No-Li, di
Buffon e di
Annovazzi. Gli
anni ’50 sono anni d'oro per i rossoneri, che s’impongono vincendo due volte la prestigiosa Coppa Latina nel 1951 e nel 1956, vincendo altri 3 campionati (1954-55, 1956-57 e 1958-59) grazie ai gol di
Gunnar Nordahl, 5 volte capocannoniere, la guida tattica di
Nils Liedholm, prima a metà campo e poi come libero, la difesa arcigna guidata da
Cesare Maldini. Da sottolineare che nell’arco di un decennio, dal 1947-48 al 1956-57, il Milan ha sempre terminato il campionato fra i primi 3. Risale a questo periodo il memorabile 7-1 inflitto alla
Juventus sul suo campo, successo datato
5 febbraio 1950.
L'era Rocco
Dopo lo scudetto del 1958-59 sotto la guida di
Gipo Viani, il Milan torna a vincere nel 1961-62 con
Nereo Rocco in panchina e un giovane
Gianni Rivera in campo, grazie ai gol di
Josè Altafini che porteranno in Italia per la prima volta l’anno successivo la
Coppa dei Campioni, conquistata nel mitico stadio di
Wembley battendo il
Benfica per 2 a 1.
Nonostante il predominio in campionato e in Europa dell’
Inter di
Helenio Herrera, il Milan di Rocco si dimostra una delle migliori squadre del tempo, costituendo un esempio cristallino del gioco all’italiana. Nel 1967-68 torna a conquistare lo
scudetto, il primo a 16 squadre del dopoguerra, con
Pierino Prati capocannoniere, oltre alla
Coppa delle Coppe, conquistata a spese dell'
Amburgo grazie ad una doppietta di
Kurt Hamrin. L’anno successivo arriverà la seconda Coppa dei Campioni (a
Madrid 4-1 in finale all'
Ajax). Nella stagione 1969-70 il Milan conquista la sua prima
Intercontinentale, dopo quella persa nel
1963 col
Santos di
Pelè alla "bella", sconfiggendo in una drammatica doppia finale gli argentini dell'
Estudiantes (3-0; 1-2).
Lo scudetto della stella e la Serie B
Negli
anni ’70 raccoglie ancora numerosi trofei, come 3 Coppe Italia, la seconda Coppa delle Coppe, mentre in campionato insegue a lungo lo “scudetto della stella”, perdendo nel 1972-73 un campionato che sembrava già vinto con una umiliante sconfitta a
Verona.
Il tanto atteso decimo scudetto arriva nel 1978-79, l’ultima stagione da calciatore per Gianni Rivera che potrà ritirarsi con la stella e il tricolore sulla maglia. Tuttavia, nella stagione 1979-80, a seguito di uno scandalo per il calcio-scommesse, venne retrocesso in Serie B. Queste le sentenze della giustizia sportiva (C.A.F.): Club retrocesso in B (insieme alla
Lazio); il presidente,
Felice Colombo, fu inibito a vita; squalifiche ai calciatori
Enrico Albertosi,
Giorgio Morini e
Stefano Chiodi, rispettivamente di 4 anni, 1 anno e 6 mesi. Nel 1981, una volta risalito nella massima serie, sotto la presidenza Morazzoni,che poi cedette la squadra a Giussy Farina(in precedenza presidente del Vicenza), il Milan retrocesse in Serie B nuovamente a seguito, questa volta, di una stagione fallimentare, anche se all’ultima giornata la vittoria sul Cesena sembrava aver momentaneamente risparmiato la nuova onta. Questa seconda retrocessione in B, unica sul campo in tutta la storia del Milan, maturò in modo episodico e beffardo. In
Cagliari-
Fiorentina fu annullato un gol regolare ai viola, fatto che generò molte recriminazioni fiorentine, dato che i viola si stavano giocando lo scudetto (vinto poi dalla
Juventus con un solo punto di vantaggio sulla Fiorentina) e consentì ai sardi di salvarsi. In Napoli-Genoa, a cinque minuti dal termine, il portiere del Napoli, Luciano Castellini, commise un errore che regalò al Genoa il calcio d'angolo da cui nacque il gol del 2-2, sancendo, di fatto, la retrocessione del Milan. Da notare che, se ci fossero stati i 3 punti per la vittoria (introdotti 12 anni dopo), Milan e Genoa avrebbero concluso a pari punti, con conseguente retrocessione in B del Genoa, per la peggiore classifica avulsa.Anni dopo sotto la presidenza Farina rischiò di andare sull' orlo di un fallimento, evitato da
Silvio Berlusconi.
I primi anni dell'era Berlusconi e i successi di Sacchi
La rinascita del club rossonero, che deve superare anche difficoltà finanziarie, arriva nel marzo
1986 con l’acquisto della squadra da parte dell'
imprenditore italiano Silvio Berlusconi, che affida l'incarico di allenatore al promettente tecnico
Arrigo Sacchi. L’allenatore romagnolo impone un nuovo tipo di gioco impostato su una
difesa a zona, una perfetta tattica di fuorigioco, un centrocampo solido e un attacco che ha in
Ruud Gullit,
Pietro Paolo Virdis e
Marco van Basten (quest'ultimo tuttavia salterà quasi tutta la prima stagione) le sue stelle. Le fortune di quel Milan saranno legate infatti soprattutto ai tre
olandesi (il terzo è
Frankie Rijkaard), ma anche alla difesa guidata dal capitano
Franco Baresi.
Al primo anno di Milan Sacchi conquista il campionato del
1987-
1988 con un’incredibile rimonta sul
Napoli di
Maradona, campione d'Italia in carica. La svolta è in aprile, con lo scontro diretto del
San Paolo che premia i rossoneri.
La stagione successiva,
1988-
1989, vede il Milan protagonista in
Coppa dei Campioni, anche se le difficoltà non mancano. Nel ritorno del secondo turno contro la
Stella Rossa Belgrado (l'andata a Milano era finita 1-1) la nebbia scende implacabile nel secondo tempo e l'arbitro
tedesco Pauly salva il Milan, sospendendo a norma di regolamento la partita (dopo che, a visibilità già quasi nulla, gli slavi erano passati in vantaggio e Pietro Paolo Virdis era stato espulso). Bisogna notare, però, che il Milan poi reagisce alla grande, eliminando nell'ordine la Stella Rossa ai rigori nel recupero (dopo un gol rossonero non visto dalla terna nonostante la palla fosse entrata di almeno mezzo metro), il
Werder Brema (anche qui gol rossonero non visto, anche se molto meno evidente di quello con la Stella Rossa) e il
Real Madrid, sbaragliato con uno storico 5-0 a San Siro grazie ai gol di Ancelotti, Rijkaard, Gullit, Van Basten e Donadoni. Molti considerano quella la più bella partita mai giocata dal Milan. In finale il
Diavolo conquista la sua terza Coppa dei Campioni a spese della
Steaua Bucarest, battuta per 4-0 al
Camp Nou di
Barcellona. Quell'anno c'è anche spazio per la prima
Supercoppa Italiana. In campionato giunge terzo alle spalle di Inter e Napoli.
Nell'annata seguente il Milan è ancora campione d'Europa dopo aver sconfitto il
Benfica per 1-0 (gol di
Rijkaard) e vincitore della
Supercoppa Europea, grazie alla vittoria nel doppio confronto con il
Barcellona (1-1 e 1-0), e della
Coppa Intercontinentale, superando i
colombiani del
Nacional Medellín per 1-0 dopo i
tempi supplementari. In campionato giunge secondo a due punti dal Napoli. Alla trentatreesima giornata i rossoneri, che hanno gli stessi punti dei partenopei, vanno k.o. fuori casa in favore del
Verona, come nel
1973 (scudetto consegnato alla
Juventus). La seconda "fatal Verona" della storia milanista si concretizza all'89° minuto, quando il gol dei gialloblu decreta il sorpasso dei campani, che espugnano il campo del
Bologna e si laureano campioni d'Italia prendendosi la rivincita rispetto a due anni prima. La partita del
Bentegodi solleverà molte polemiche e sarà ricordata per le quattro espulsioni di Rijkaard, Van Basten e Costacurta e Sacchi. Tre giorni dopo, il Milan perderà, in casa, anche la Coppa Italia (0-1 contro la
Juventus), dopo lo 0-0 della finale di andata.
Nel
1990-
1991 arriva la terza Intercontinentale (3-0 ai
paraguaiani dell'
Olimpia Asunción) e la seconda Supercoppa Europea, questa volta a spese della
Sampdoria (1-1 e 2-0). In campionato il Milan si piazza secondo insieme all'Inter, a cinque punti dalla Sampdoria campione d'Italia. Tuttavia il club rossonero si rende protagonista di uno spiacevole episodio a
Marsiglia: a pochi minuti dalla fine, mentre il Milan sta perdendo, si spengono i riflettori dello stadio. L'amministratore delegato
Adriano Galliani fa uscire i giocatori dal campo in segno di protesta: la squadra è poi squalificata per un anno dalle coppe europee.
Gli Invincibili di Capello
L'anno successivo la squadra è guidata da
Fabio Capello, che sorprendentemente conquisterà lo scudetto con un campionato da record: 56 punti e nessuna sconfitta (un record quest'ultimo che verrà migliorato nel campionato successivo ottenendo un'incredibile striscia storica di 58 partite senza sconfitte). Van Basten è capocannoniere, ma, durante la stagione successiva, proprio quando è nuovamente lanciato verso la conquista di tale titolo, risente di un gravissimo infortunio alla cartilagine della caviglia, che ne interromperà anzitempo la pur eccezionale carriera.
Nel
1992-
1993 l’
Olympique Marsiglia strappa al Milan la Coppa dei Campioni, sconfiggendolo per 1-0 in finale e vanificando la striscia di imbattibilità stagionale in Champions stabilita dal Milan prima di quella partita. I rossoneri conquistano comunque lo scudetto per il secondo anno consecutivo.
Finita l'era degli olandesi, i nuovi campioni della stagione
1993-
1994 si chiamano
Savicevic,
Boban,
Papin e
Desailly. Il Milan riscatta la sconfitta contro l'
Olympique Marsiglia conquistando la sua quinta Champions League nella finale di
Atene (
18 maggio 1994). L'avversario è il
Barcellona, il cui allenatore,
Johann Cruyff, alla vigilia si era detto sicuro della vittoria. Malgrado l'ostentata sicurezza dell'olandese i rossoneri infliggono ai
catalani una severa lezione di calcio, un 4-0 senza appelli e che resta ancora oggi il maggiore scarto mai registrato in una finale di Coppa dei Campioni-Champions League. Unitamente al successo continentale, il Milan sale sulla vetta nazionale per la quattordicesima volta nella sua storia, ottenendo il terzo scudetto consecutivo. Il risultato è straordinario se si pensa che il Milan del
1993-
1994 e l'Inter del
1964-
1965 sono le uniche squadre italiane ad aver vinto lo scudetto e la Coppa dei Campioni-Champions League nella stessa stagione.
L'era Capello continua con prestazioni che portano il Milan ad essere considerato la più forte squadra del mondo del periodo. Nel
1994-
1995 la squadra si piazza quarta in campionato e raggiunge la finale di Champions League per la quinta volta in sette anni (terza consecutiva), dove però si arrende all'
Ajax per 1-0 (gol del futuro milanista
Patrick Kluivert). Nel
1995 arriva comunque la
Supercoppa Europea, vinta contro l'
Arsenal.
La stagione
1995-
1996, l'ultima del ciclo di Capello, si chiude con l'ennesimo trofeo, lo scudetto, il quarto in cinque anni. Il campionato è dominato, tant'è che alla fine saranno 8 i punti di vantaggio dalla
Juventus. In
Coppa UEFA l'avventura del Milan finisce ai quarti dopo l'eliminazione per mano del
Bordeaux di
Zinedine Zidane. A fine stagione l'allenatore goriziano lascia, mettendo fine ad una serie interminabile di successi.
Il biennio di crisi
Tra il
1996 e il
1998, dopo esser stato al vertice del calcio nazionale ed europeo per un intero decennio, il Milan conosce due anni molto difficili, conclusisi con pessimi piazzamenti in campionato (11° e 10° posto nelle stagioni
1996-
1997 e
1997-
1998) e una brusca eliminazione dalla
Champions League nella stagione
1996-
1997, quando il
Diavolo è estromesso nella fase a gruppi dopo la sconfitta interna contro il
Rosenborg per 2-1. Alla base del fallimento ci sono acquisti e scelte tecniche sbagliate, ma anche la dura realtà di un ciclo che ormai è volto al termine.
Nell'estate
1996 il Milan perde a
San Siro contro la
Fiorentina nella partita valevole per l'assegnazione della
Supercoppa Italiana: è il primo segnale di allarme. A dicembre, a seguito degli scarsi risultati della squadra, l'allenatore
uruguaiano Oscar Tabarez viene esonerato e sostituito da
Arrigo Sacchi, di nuovo al timone della squadra rossonera dopo i successi di alcuni anni prima. Sempre nello stesso mese è definita la cessione di
Edgar Davids (acquisto estivo) alla
Juventus, di cui il giocatore diventerà un elemento imprescindibile. L'avvento del nuovo allenatore non inverte la tendenza negativa, proseguita con la clamorosa sconfitta interna contro la
Juventus per 6-1 (
6 aprile 1997).
Anche nel
1997-
1998 il club di via Turati si affida ad un ex allenatore,
Capello, che nella stagione precedente aveva vinto la
Liga con il
Real Madrid e che è chiamato a risollevare una squadra a pezzi. Il Milan, però, continua a stentare e perde anche la finale di
Coppa Italia contro la
Lazio: dopo la vittoria per 1-0 a San Siro, i rossoneri sono sconfitti per 3-1 all'
Olimpico, con il futuro milanista
Alessandro Nesta a siglare il terzo gol.
Queste annate rivelano, come detto, la fine di un ciclo e sanciscono un cambiamento epocale, spingendo la dirigenza a progettare una rifondazione pressoché totale della squadra.
La rinascita con Zaccheroni
Nell'estate del
1998 la società affida la panchina ad
Alberto Zaccheroni, emergente tecnico reduce dalla positiva esperienza all'
Udinese, che ha incantato con il suo gioco offensivo e con lo spregiudicato modulo 3-4-3.
Zac pone le basi per un nuovo ciclo vincente con lo scudetto del
1998-
1999, con cui viene festeggiato il centenario della squadra: su tutti è
Zvonimir Boban a guidare la squadra ad una emozionante rimonta sulla
Lazio, avanti 7 punti a 7 gare dal termine del campionato. La vittoria assume un'importanza ancora maggiore se si pensa che la Lazio era quasi unanimemente considerata la migliore squadra di quel campionato sul piano dei valori tecnici dei calciatori. Il sorpasso si materializza alla penultima giornata (
Fiorentina-Lazio 1-1, Milan-
Empoli 4-0), mentre all'ultima il vantaggio è mantenuto grazie alla vittoria in trasferta per 2-1 contro il
Perugia.
Stagioni interlocutorie
L'anno successivo in via Turati arriva il giovane attaccante ucraino
Shevchenko, giocatore decisivo per le sorti della squadra per i successivi sette anni e che, nel dicembre
2004, conquisterà anche il
Pallone d'oro, sempre con la maglia rossonera. Il Milan esce dalla Champions League nel girone eliminatorio, che qualifica ai primi due posti
Galatasaray e
Chelsea, mentre finisce il campionato al terzo posto, a undici punti dalla
Lazio campione. Shevchenko, con 24 gol, vince la classifica marcatori al suo primo anno in
Italia, impresa prima riuscita solo a
Michel Platini.
La stagione
2000-
2001 si rivela insoddisfacente. La squadra non convince e nel marzo del
2001 viene estromessa dalla Champions League. L'eliminazione costa la panchina ad Alberto Zaccheroni, che viene sostituito da
Cesare Maldini, vecchia gloria rossonera e padre di
Paolo. Alla fine il Milan si classifica al 6° posto, qualificandosi per la
Coppa UEFA, ma l'immagine più bella della stagione è senza dubbio lo storico trionfo nel derby in trasferta contro l'
Inter, sconfitta per 6-0 l'
11 maggio 2001.
Il ciclo vincente di Ancelotti
Nell'estate
2001 Fatih Terim,
allenatore turco già della
Fiorentina, diventa il nuovo tecnico del Milan. A
novembre, però, è esonerato e sostituito da
Carlo Ancelotti. L'allenatore emiliano guida la squadra alla semifinale di
Coppa UEFA, dove il Milan è eliminato dal
Borussia Dortmund (seconda semifinale di sempre nella competizione) e al 4° posto in campionato, risultato che dà l'accesso ai preliminari di Champions League.
La stagione
2002-
2003 è quella della risurrezione. Il Milan torna a vincere la
Champions League dopo nove anni (sesta affermazione europea), sconfiggendo ai calci di rigore la Juventus, rivale storica. Tre giorni più tardi, a suggello di una stagione indimenticabile, arriva la vittoria della
Coppa Italia, la quinta per i rossoneri, la prima sotto la gestione
Berlusconi. In campionato, dopo un ottimo girone d'andata (campione d'inverno), la squadra rallenta il passo e giunge terza. Il
29 agosto 2003 conquista la sua quarta
Supercoppa Europea (terzo trofeo stagionale) battendo il
Porto per 1-0 a
Montecarlo.
Stadio_San_Siro.jpg
Il
2003-
2004 vede il ritorno del Milan al predominio nazionale. La squadra si laurea campione d'Italia per la diciassettesima volta con due turni d'anticipo sulla fine del torneo, distanziando notevolmente la
Roma e surclassando nettamente tutte le dirette concorrenti. L'incontro decisivo si tiene a
Milano il
2 maggio 2004: Milan-Roma termina 1-0 grazie a un gol di
Shevchenko, servito da
Kakà. Proprio il giovane
brasiliano si rivela l'uomo-chiave della stagione, l'asso nella manica della squadra. L'unica amarezza dell'annata è la sconfitta ai rigori patita nella finale della
Coppa Intercontinentale ad opera del
Boca Juniors.
Nel
2004-
2005, dopo una stagione giocata all'altezza della precedente, il Milan si imbatte in un finale a dir poco traumatizzante: l'
8 maggio 2005 viene sconfitto dalla Juventus a
San Siro nello scontro diretto per lo scudetto; il
25 maggio perde anche nella finale di Champions League. A
Istanbul i rossoneri si portano sul 3-0 (grazie ad una rete di
Paolo Maldini e alla doppietta di
Hernan Crespo) sul
Liverpool, ma sono raggiunti incredibilmente sul 3-3 nel secondo tempo, in soli 6 minuti. La gara procede ai supplementari e quindi ai rigori, dove la squadra
inglese vince la coppa. La delusione per i milanisti è tremenda, paragonabile a quella che gli interisti subirono il
5 maggio 2002 (quando persero lo scudetto per un soffio a vantaggio della Juventus) e a quella degli stessi tifosi juventini, che avevano perso la Champions League ai rigori proprio contro il Milan nel
2003. Per la seconda volta, dopo la sconfitta del
1995 contro l'
Ajax, il Milan ha perso la finale della Champions League vestendo la seconda maglia bianca, tradizionale portafortuna.
Nella
Serie A 2005-
2006, malgrado il dominio della
Juventus, il Milan è venuto fuori alla distanza: nel girone di ritorno ha ridotto da 14 a 3 i punti di svantaggio sui bianconeri, chiudendo il campionato a 88 punti, 3 in meno della capolista Juventus.
Nel
maggio 2006 anche il Milan (oltre a
Juventus,
Lazio, e
Fiorentina e altre squadre) è indagato nello scandalo di intercettazioni telefoniche che fanno presumere illeciti sportivi. Tre le gare sotto tiro: la sconfitta con il
Siena per 2-1, viziata dall'annullamento di un gol regolare a
Shevchenko, la vittoria pe 1-0 con il
Chievo, in cui furono annullate due reti regolari (una al Milan e una gli ospiti) e il pareggio interno per 1-1 con il
Brescia. Il dirigente coinvolto è Leonardo Meani, collaboratore addetto al rapporto con gli arbitri, che secondo l'inchiesta avrebbe richiesto guardalinee compiacenti. Le richieste dell'accusa, rese note il
4 luglio 2006, prevedono la retrocessione del Milan in
serie B con 3 punti di penalizzazione. Il
14 luglio 2006 la sentenza di primo grado della giustizia sportiva riserva al Milan un trattamento ferreo, ma comunque meno pesante di quello riservato a
Juventus,
Fiorentina e
Lazio. Il club rossonero è condannato ad una penalizzazione di 44 punti da scontare nel campionato
2005-
2006, con conseguente esclusione dalle coppe europee, e 15 punti di penalizzazione da scontare nel campionato
2006-
2007. Vengono inoltre puniti il vicepresidente
Adriano Galliani con l'inibizione per 1 anno e l'addetto agli arbitri
Leonardo Meani con l'inibizione per 3 anni e 6 mesi.
L'
8 marzo 2006 il Milan ha sconfitto il
Bayern Monaco per 4-1 nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League, eliminandolo dopo l'1-1 dell'
Allianz Arena. Il club rossonero, così, è diventata l'unica squadra europea ad aver partecipato ai quarti di finale della competizione in tutte le edizioni dal
2002-
2003 al
2005-
2006. Il club, quindi, si conferma come una delle potenze calcistiche continentali ed è considerato da molti la migliore squadra europea del periodo prima citato. Ai quarti di finale dell'ultima edizione della Champions League il Milan ha poi estromesso il
Lione, pareggiando per 0-0 in
Francia e battendo i transalpini per 3-1 a
San Siro: decisive le reti nei minuti finali di
Filippo Inzaghi e
Andriy Shevchenko. Grazie a quel gol Shevchenko è diventato il miglior marcatore di tutti i tempi della Champions League. Il sogno rossonero di vendicare la sconfitta contro il
Liverpool, però, si è spento in semifinale contro il
Barcellona. Nella partita di andata a San Siro hanno vinto i blaugrana per 1-0 (gol di
Giuly), nel ritorno al
Camp Nou la partita è finita 0-0. Nella circostanza, però, peserebbe un gol annullato dall'arbitro
Merk a Shevchenko, rete che i più hanno giudicato regolare. Si tratta della seconda eliminazione del Milan in semifinale di Coppa dei Campioni-Champions League, dopo quella del
1956 subita a vantaggio del
Real Madrid.
Malgrado l'eliminazione il Milan occupa il primo posto della
graduatoria continentale dell'
UEFA, stilata sulla base dei risultati ottenuti nelle coppe europee nell'ultimo quinquennio (in particolare 3 semifinali in 4 anni di Champions).
A
maggio 2006, archiviata la stagione 2005-2006, il Milan cede
Manuel Rui Costa (che rescinde consensualmente il contratto per trasferirsi al
Benfica) e
Andriy Shevchenko al
Chelsea, partenza, quest'ultima che ha generato grande disappunto tra i tifosi e la stessa dirigenza. Il
15 giugno 2006, mentre si susseguono le voci di mercato sul possibile sostituto dell'attaccante ucraino, l'assemblea dei soci elegge per acclamazione
Silvio Berlusconi presidente del Milan dopo un'assenza che durava dal
dicembre 2004.
Cronistoria
Piazzamenti recenti
MILAN: Piazzamenti ottenuti in Serie A dal 1992 al 2006
|
| | Stagione | Pos | G | V | N | P | GF | GS | Pt
|
| 1991-92 | 1° | 34 | 22 | 12 | 0 | 74 | 21 | 56*
|
| 1992-93 | 1° | 34 | 18 | 14 | 2 | 65 | 32 | 50*
|
| 1993-94 | 1° | 34 | 19 | 12 | 3 | 36 | 15 | 50*
|
| 1994-95 | 4° | 34 | 17 | 9 | 8 | 53 | 32 | 60
|
| 1995-96 | 1° | 34 | 21 | 10 | 3 | 60 | 24 | 73
|
| 1996-97 | 11° | 34 | 11 | 10 | 13 | 43 | 45 | 43
|
| 1997-98 | 10° | 34 | 11 | 11 | 12 | 37 | 43 | 44
|
| 1998-99 | 1° | 34 | 20 | 10 | 4 | 59 | 34 | 70
|
| 1999-00 | 3° | 34 | 16 | 13 | 5 | 65 | 40 | 61
|
| 2000-01 | 6° | 34 | 12 | 13 | 9 | 56 | 46 | 49
|
| 2001-02 | 4° | 34 | 14 | 13 | 7 | 47 | 33 | 55
|
| 2002-03 | 3° | 34 | 18 | 7 | 9 | 55 | 30 | 61
|
| 2003-04 | 1° | 34 | 25 | 7 | 2 | 65 | 24 | 82
|
| 2004-05 | 2° | 38 | 23 | 10 | 5 | 63 | 28 | 79
|
| 2005-06 | 2° | 38 | 28 | 4 | 6 | 85 | 31 | 88 (-44)**
|
Pos = Posizione di classifica; G = Partite giocate; V = Partite vinte; N = Partite pareggiate; P = Partite perse; GF = Gol fatti; GS = Gol subiti; Pt = Punti
- *La vittoria valeva 2 punti
- **Penalizzata di 44 punti dalla CAF per illecito
NB:
Rosa in continuo aggiornamento. Numeri di maglia non ancora assegnati.
Palmares
Goleador
(*) ancora in attività, i dati possono non essere aggiornati.
La prima formazione
Hood
Cignaghi Torretta
Lies Kilpin Valerio
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Giocatori celebri
Allenatori celebri
I presidenti
Curiosità
- Il tifoso tipico del Milan per lunghi decenni del XX Secolo apparteneva alla classe popolare e operaia, spesso immigrato dal Sud o dal Triveneto. I tifosi rivali dell'Inter li soprannominavano "Casciavìtt" che in milanese significa "cacciaviti" proprio per indicare l'origine proletaria ed operaia della larga parte dei tifosi rossoneri. A loro volta i tifosi milanisti chiamavano i cugini neroazzurri "bauscia", termine milanese che significa gradasso, per indicare uno degli stereotipi classici dei milanesi, essendo allora la tifoseria neroazzurra composta perlopiù dalle classi medie ed altolocate, di origine prettamente meneghina. Questo divario tra tipo di tifosi si andò spegnendosi già negli anni 60 del secolo passato, sino ad essere ormai totalmente inutilizzabile oggi.
- Il Milan e la Mitropa Cup (o Coppa Europa Centrale). Il club ha partecipato tre volte a questa manifestazione e, nel 1929, dopo due combattutissime partite con il Genoa, entrambe concluse in parità dopo i supplementari, fu beffato al sorteggio, perdendo il diritto ad essere il primo club italiano a partecipare ad una competizione europea. Le tre partecipazioni risalgono al 1938, 1966, e 1981-1982. Nel 1938 il trofeo equivaleva all'attuale UEFA Champions League ed il Milan fu eliminato negli ottavi dai romeni del Ripensia Timisoara (3-1; 0-3); nel 1966 equivaleva all'attuale Coppa Intertoto e fu eliminato negli ottavi dalla Dinamo Zagreb (0-0; 0-1); nel 1981-1982, quando il trofeo era riservato ai club vinictori del campionato di serie B e si disputava con un girone all'italiana, il Milan (retrocesso l'anno prima per il calcio-scommesse) lo vinse precedendo Vitkovice, Osijek e Haladas. Questi i risultati: Milan- Vitkovice 3-0, 1-2; Milan-Osijek 2-1, 1-1; Milan-Haladas 2-0,1-0.
- Il Milan non ha mai vinto la Coppa Uefa, competizione dove ha raggiunto due volte la semifinale: nel 1971-1972 contro il Tottenham Hotspur (1-1 ; 1-2), e nel 2001-2002 contro il Borussia Dortmund (0-4 ; 3-1). Da notare che nelle tre partecipazioni degli ultimi venti anni (1987-1988; 1995-1996; 2001-2002) il Milan è stato sempre eliminato dalla squadra finalista perdente: Espanyol (0-2; 0-0), Bordeaux (2-0; 0-3) e Borussia Dortmund.
- Il club detiene il record di imbattibilità in campionato, 58 partite, ed il record di vittorie della classifica marcatori del campionato, 16 volte: 5 con Nordahl, 3 con Boffi, 2 con Shevchenko e Van Basten, 1 con Altafini, Prati, Rivera, Virdis
- La squadra in campionato, oltre ai 17 scudetti, si è classificata 15 volte seconda e 15 volte terza. In oltre 100 anni di storia, la società è arrivata tra le prime tre posizioni nel 46% dei casi.
- Il Milan ha disputato 26 finali nelle principali competizioni internazionali, un record: 10 in Coppa dei Campioni-Champions League (6 vittorie), 3 in Coppa delle Coppe (2 vittorie), 6 in Supercoppa Europea (4 vittorie), 7 in Coppa Intercontinentale (3 vittorie).
- Sono 5 i giocatori che hanno vinto il Pallone d'Oro quando vestivano la maglia del Milan:Gianni Rivera (1969), Ruud Gullit (1987), Marco van Basten (1988, 1989 e 1992), George Weah (1995) e Andriy Shevchenko (2004), anche se nel 1987 Gullit giocò sia nel Psv Eindhoven che nel Milan, e nel 1995 Weah giocò sia nel Paris Saint-Germain che nel Milan. In totale i Palloni d'Oro finiti in via Turati sono 7. Solo la Juventus ha fatto meglio (8).
- Nei 72 campionati (sui 74 totali di serie A) disputati, il Milan ha preceduto l'Internazionale 35 volte ed altrettante volte ha finito il campionato dietro ai cugini. Inoltre, per due volte, i clubs hanno chiuso il campionato appaiati: nel 1957-1958 e nel 1990-1991, con il Milan avanti all'Inter, in entrambi i casi, per differenza-reti. Gli atri due sono i campionati di serie B. Da notare che anche nel 1945-1946 si verificò una situazione simile: l'Inter precedette il Milan nel campionato Alta Italia, mentre il Milan chiuse il girone finale davanti ai neroazzurri.
- Dopo la stagione 1997-98,al capitano di tante battaglie Franco Baresi è stata ritirata la mitica maglia numero 6. Stessa cosa che succederà per Paolo Maldini: nessuno indosserà più la sua numero 3.
- Gunnar Nordhal detiene il record di marcature nel Milan, ma questo record non sarebbe mai stato possibile se la Juventus non avesse soffiato ai rossoneri il danese Plogger, diretto al Milan per metter nero su bianco il contratto. Per risarcire i rivali, l'avvocato Agnelli mandò ai meneghini il poderoso svedese, già opzionato dai bianconeri.
Voci correlate
Bibliografia
- "Il libro del calcio italiano", allegato a Il Corriere dello Sport-Stadio - ottobre 2000
Collegamenti esterni
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