Gli arazzi nascono dall'incontro dell'attività di un artista, il pittore che prepara i disegni detti "cartoni", e di abili artigiani che li sanno fedelmente riprodurre.
I soggetti raffigurati sono i più disparati: sacri, se destinati alle chiese; storico-celebrativi o piacevolmente naturalistici se destinati ai palazzi pubblici e privati.
I più antichi arazzi giunti a noi risalgono all'antico Egitto; ma ovunque nel mondo, dal Giappone all'America precolombiana, ne sono stati prodotti fin dai tempi più remoti.
Il "periodo d'oro" degli arazzi fu tuttavia quello tra il tardo Medioevo e il Rinascimento, quando sorsero centri specializzati di produzione specie in Francia e nelle Fiandre (Parigi, Tournai, Bruxelles, Beauvais e la manifattura reale dei Gobelins). Un esempio assai noto di arazzeria fiamminga è il ciclo di sei arazzi dedicato alla Dame à la licorne (XV secolo), conservato al Museo di Cluny, a Parigi.
Da allora fino ai giorni nostri (benché dopo il Settecento, con il passaggio alla produzione industriale e il crescere del costo della manodopera, la moda degli arazzi sia andata declinando) i più grandi pittori non hanno disdegnato di fornire cartoni: tra gli altri Raffaello, Pieter Paul Rubens, Francisco Goya, fino a Pablo Picasso.
Particolarmente noto è il ciclo di nove soggetti illustranti gli "Atti degli apostoli", commissionati a Raffaello da papa Leone X e tessuto nelle Fiandre in varie repliche.
I cartoni sono conservati a Londra (Victoria and Albert Museum); ne esiste una serie completa in Vaticano, un'altra a Mantova ed una, incompleta, ad Urbino.
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