Gli Arabi hanno guadagnato a partire dal VII secolo d. C. il centro della scena storica nel quadrante mediterraneo meridionale, nelle aree del Vicino ioriente e in quelle dell'Africa settentrionale, proseguendo fino ad includere nell'VIII secolo d. C. e nel XIX secolo d. C. rispettivamente, parte della Penisola iberica e la Sicilia.
L'impero da essi costituito può essere paragonato per grandiosità e complessità sia a quello greco-ellenistico sia a quello romano. Infatti fu grazie ad essi che gli Arabi, uscendo dalle relativamente limitata area peninsulare araba (oggi ospitante l'Arabia Saudita, lo Yemen, l'Oman, il Qatar, il Bahrain, il territorio degli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait), andò ad ampliarsi nei continenti asiatico, africano ed europeo, lasciando un segno indelebile nella storia e nella cultura dell'umanità .
Questo grandioso e rapido fenomeno dipese strettamente dal sorgere e dalla diffusione della religione dell'Islam. Tale religione - che è anche filosofia di vita - ha unificato in un'unica civiltà popolazioni di nazioni, origine, lingua e cultura diverse, fino a renderle così omogenee per cui è legittimo trattarne la storia in modo unitario ed organico.
Il termine "Arabi" risulterebbe utilizzato fin dal IX secolo a.C., ma non è chiaro chi e cosa identificasse. In origine pare che 'arab fosse sinonimo di "nomadi" (dalla radice <'-r-b>, che tuttora identifica qualcosa che si muove, e che sarebbe all'origine anche dell'etnonimo "Ebrei"). Che esso fosse utilizzato fin dall'età assira per identificare un'etnia è dimostrato dal fatto che le Cronache Assire parlavano di un "Jindib Arbaya" che non significava soltanto "Jindib il beduino" ma anche, nel contesto dell'informazione, "Jindib l'Arabo".
Le notizie scritte più antiche che si ricordino, relativamente alle popolazioni arabe, si ritrovano dunque nelle Cronache assire e nella stessa Bibbia, nel cosiddetto Libro dei popoli all'interno del Genesi. È in questo caso difficile dire quale sia la fonte più antica a causa delle insuperabili polemiche circa la cronologia antico-testamentaria. Per le epoche successive si trovano testimonianze anche in altre fonti quali gli scritti Persiani.
La storia dei popoli arabi può essere divisa in quattro grandi periodi:
Nel 570 circa a Mecca nasce Maometto, profeta dell'Islam e fondatore della terza religione monoteistica in ordine di tempo. Nel 620 Maometto comincia ad avere delle visioni e a predicare il proprio credo. Ma i politeisti della sua stessa città credono che ciò sia pericoloso per gli assetti sociali ed economici e quindi cercano d'isolarlo e di contrastarlo sempre più fino alla minaccia per la stessa incolumità fisica. Maometto manda i più indifesi dei suoi pochi seguaci dapprima in Etiopia (Piccola Egira) e poi decide di trasferirsi a Yathrib (poi Medina nel 622. Il suo allontanamento (egira) segnerà l'inizio dell'era islamica e nei paesi islamici è ancora usato questo conteggio di anni.
Maometto, con una serie di battaglie e di conversioni felicemente attuate, conquista dapprima ampie parti del Hijàz e quindi, nel 630 Mecca. Muore nel 632.
Gli arabi elaborano l'istituto califfale e si scelgono come primo Califfo Abu Bakr, che riuscirà a conquistare l'intera penisola araba e poi col secondo califfo 'Omar ibn al-Khattàb comincia l'età delle conquiste (Siria, Palestina, Egitto, Mesopotamia e Persia occidentale. Ai primi dell'VIII secolo prendono piede in Spagna e, dopo aver distrutto il regno dei Visigoti, creano l'emirato di al-Andalus, con capitale Cordova. La loro presenza durerà otto secoli. Un loro tentativo di avanzare in territorio franco s'infrangera contro l'insuperabile resistenza di Carlo Martello (vedi Battaglia di Poitiers) nel 732. Nell'827 sbarcano in Sicilia e la conquistano con lenta progressione. L'isola resterà islamica per due secoli e i musulmani rimarranno fino all'età di Federico II di Svevia. L'Islam si allargò in oriente fino al sub-continente indiano dove, dopo l'esperienza dei Ghaznavidi, costruiranno il sultanato Mughal che fu attivo fino al XIX secolo e alla I guerra d'indipendenza indiana. Anche l'Insulindia fu in grandissima parte islamizzata e anzi l'Indonesia è lo Stato islamico più numeroso per popolazione. La conquista ottomana dei Balcani e dell'Ungheria finì invece con la reazione degli Europei nel XVII e nel XVIII secolo, anche se Bosnia e Albania mantengono viva la tradizione islamica in una parte cospicua della loro popolazione.
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