Un anticoagulante è un composto capace di rallentare o interrompere il processo di coagulazione del sangue.
L'impiego di sostanze anticoagulanti è indispensabile per l'esecuzione di tutte le analisi che devono essere effettuate su "sangue intero", come l'esame emocromocitometrico, la velocità di eritrosedimentazione (VES), l'allestimento di strisci ematici su vetrino per eseguire la formula eritrocitaria o l'esame morfologico di globuli rossi e globuli bianchi.
In commercio sono disponibili provette che contengono diversi tipi di anticoagulante, la cui scelta nella diagnostica di laboratorio è molto importante al fine di evitare interferenze nell'esecuzione degli esami richiesti o di conservare al meglio la morfologia degli elementi cellulari per le indagini ematologiche.
Anticoagulanti di uso comune
È considerato l'anticoagulante naturale per eccellenza, in quanto presente a bassi livelli nel sangue e nei tessuti. Agisce inibendo la trombina e altri fattori della coagulazione. Il campione che si ottiene impiegando questo anticoagulante è utilizzabile praticamente per ogni tipo di analisi biochimica, compresa la determinazione dei gas ematici. Causando però la formazione di aggregati leucocitari e soprattutto piastrinici non può essere utilizzato per l'esame emocromocitometrico.
L'acido etilendiamminotetracetico (EDTA) è, con il precedente, uno degli anticoagulanti più frequentemente usato ed è reperibile sottoforma di sali di sodio o di potassio.
Come altri anticoagulanti esplica la sua azione sequestrando lo ione calcio, indispensabile per il processo di coagulazione, e formando con esso composti insolubili. È l'anticoagulante di scelta per eseguire l'esame emocromocitometrico e solo in rari casi può essere utilizzato per indagini biochimiche.
Utilizzato soprattutto come sale sodico. Come l'EDTA, sequestra il
calcio e lo rende insolubile, impedendo la coagulazione. Non essendo tossico è utilizzato per rendere incoagulabile il sangue destinato alle trasfusioni. Inoltre è l'anticoagulante d'elezione impiegato per la misura della
VES, per lo studio dei fattori della coagulazione (fibrinogeno, PT, APTT, ecc..) e della funzionalità piastrinica.
Non può essere utilizzato per la determinazioni di parametri biochimici.
Il fluoruro di sodio oltre che impedire la coagulazione mediante
chelazione dello ione calcio, è una sostanza che, inibendo la
glicolisi, stabilizza la concentrazione del
glucosio ematico nel tempo: la glicolisi, infatti, consuma circa 6-7 mg/dl di glucosio ogni ora nei soggetti con ematocrito normale. È quindi l'anticoagulante da preferirsi per la raccolta dei campioni di sangue sui quali si debba determinare la
glicemia con metodo chimico e non enzimatico. Non trova praticamente altre applicazioni.
Sono i chelanti del calcio utilizzati più raramente. L'
ossalato di potassio, che è altamente tossico, viene utilizzato come anticoagulante per i campioni di sangue destinati alla determinazione del lattato.
Anticoagulante usato prevalentemente nell'
emocoltura.
Voci correlate
farmaci
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