L'anatomia comparata è una parte dell'anatomia che studia e compara la forma e la struttura di organismi diversi fra loro, appartiene alle Scienze naturali.
Raccoglie, ordina e interpreta i materiali descrittivi relativi a un gran numero di forme animali diverse ed opera mediante la "comparazione" fra le strutture anatomiche dei diversi gruppi di Vertebrati, ponendosi l'obiettivo di individuare ed analizzare le cause della loro forma, della loro organizzazione strutturale e dei loro adattamenti.
Basandosi sulla teoria secondo cui le strutture anatomiche degli animali oggi viventi derivino da animali precursori, l'Anatomia comparata cerca di ricostruire storicamente i processi evolutivi (la filogenesi), indagando i rapporti di parentela fra gruppi di vertebrati attuali e fra gruppi attuali e gruppi ancestrali.
Le ragioni della forma animale sono ricondotte sostanzialmente a due fattori:
Nel 1555 Pierre Belon pubblicò a Parigi il libro "Histoire de la nature des Oyseaux avec leur description et naif portraicts retirés au naturel" nel quale compariva uno dei primi esempi di confronto tra strutture anatomiche (nella fattispecie l'apparato scheletrico) di animali differenti, un uccello e l'uomo. L'autore tentava, inoltre, di stabilire delle "equivalenze" tra i singoli elementi della struttura, equiparando, ad esempio, le braccia e le mani dell'uomo con le ali dell'uccello.
L'anatomia comparata si sviluppò nei secoli XVII e XVIII, anche nella parte microscopica. Fra gli autori di questo periodo, oltre al già citato Belon, M. A. Severino (Zootomia democritea, 1645), T. Willis (che confrontò l'encefalo umano con quello di altri Mammiferi).
In epoca più recente G.-L. Buffon e J. W. Goethe compresero l'importanza dell'anatomia comparata e sentirono la necessita di farne una vasta sintesi. Buffon affrontò l'unità del piano di organizzazione del mondo animale e la mutabilità della specie. Goethe, a cui si deve il termine "morfologia", formulò e illustrò i principi della scienza moderna, gettando le basi della disciplina.
La consacrazione dell'Anatomia comparata come disciplina autonoma, comunque, si realizzò con Georges Cuvier (1769 – 1832) verso la fine del 1700, anche a seguito della nuova visione, maturata nel Rinascimento, dell'uomo come animale tra gli animali. Tale visione aveva portato nuova attenzione sulla scienza, e sulla Zoologia in particolare, provocando il fiorire di nuove discipline di ricerca.
Cuvier, considerato in modo unanime padre dell'Anatomia comparata, ipotizzò per primo le "estinzioni di massa" e sostenne il concetto di "invariabilità" delle specie.
Alla sua nascita l'Anatomia comparata prese in considerazione l'intero regno animale, con i suoi due grandi raggruppamenti: i Vertebrati (subphylum dei Cordati) e gli Invertebrati (letteralmente tutti i non Vertebrati).
Dopo Darwin, con il rapido affermarsi della teoria evolutiva, il metodo di studio rimase sostanzialmente invariato, ma i criteri informatori e le finalità della scienza mutarono radicalmente, grazia anche a K. Gegenbaur.
Il mondo animale non fu più concepito come statico, ma dinamico, risultato di un lungo processo di trasformazione.
I massimi motivi di studio di questo periodo sono l'origine della metameria in generale, le modificazioni degli arti nei vertebrati.
Molti studiosi italiani seguirono questi indirizzi, ad esempio G.B. Grassi, C. Emery, C. Cattaneo, L. Camerano e E. Giacomini.
In seguito a questi sviluppi, di fatto tale disciplina ha ristretto il proprio campo di indagine al solo mondo dei Vertebrati (Agnati, Pesci cartilaginei e ossei, Anfibi, Rettili, Uccelli e Mammiferi), ponendo maggiore attenzione al confronto tra animali attuali e fossili e lasciando alla Zoologia vera e propria lo studio e la descrizione sistematica dell'intero regno animale.
L'anatomia comparata attinge necessariamente da tutte le discipline biologiche particolari (anatomia descrittiva, istologia, embriologia, paleontologia, zoologia sistematica, fisiologia, genetica, ecc.).
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