L'Algeria è uno Stato del Nord Africa, il nome ufficiale in arabo è الجمهوريّة الجزائريّة الدّيمقراطيّة الشّعبيّة. Confina a nord col Mare Mediterraneo, a est con Tunisia e Libia, a sud con Niger, Mali e Mauritania, a ovest con Sahara Occidentale e Marocco.
Le notizie intorno alle civiltà degli antichi abitatori berberi (Numidi, Mauri e Getuli) vengono documentate nelle iscrizioni, per lo più funerarie, in parte di età romana. Tra le costruzioni indigene figurano le cosiddette tombe a ciuffo. I dolmen, i cromlech ed i menhir sono invece, in gran parte, di età romano-cristiana ed anche più tardi. Gli abitanti, in parte sedentari e in parte nomadi, vivevano in comunità patriarcali: la religione era essenzialmente animistica. Varie tribù si unirono in stati di tipo monarchico, come avvenne in Numidia e Mauritania.
Le popolazioni che abitavano l'odierna Algeria furono coinvolte, dal V secolo AC, in tutte le lotte dell'Africa nordoccidentale: in particolare i Numidi, malgrado i loro sforzi per serbare l'indipendenza, finirono con il cadere tra il 46 e il 44 a.C. sotto il diretto dominio di Roma, conquistati da Cesare. Gli arabi si affacciarono per la prima volta nell'attuale Algeria dopo il 660 e vi si insediarono completamente al principio del secolo VIII, portando con loro l'islam e la lingua araba. Per lungo tempo, la regione ebbe sorti comuni con la vicina Tunisia: dominio degli Aghlabiti (IX secolo) e dei Fatimidi (X), passati i quali in Egitto fiorì in Algeria la dinastia dei Banu Hammad.
Assorbita dalla metà del XI secolo a quella del XIII secolo negli imperi nordafricani degli Almoravidi e Almohadi, riebbe allo sfaldarsi di questi ultimi una dinastia locale con gli Abd-al-waditi di Tlemcen. Nel 1500 cominciò anche per l'Algeria il periodo degli stati barbareschi dell'impero ottomano. Lo stato barbaresco di Algeri, sotto l'alta sovranità della Porta, si mantenne fino al XIX secolo Fu durante questo periodo, che lo stato algerino moderno ha cominciato ad emergere come territorio distinto in mezzo Tunisia e Marocco.
Una nuova leadership musulmana emerse in Algeria ai tempi del prima guerra mondiale e maturò tra il 1920 e il 1930. Questo fatto non impedì tuttavia che si sviluppasse in Algeria un movimento organizzato per la liberazione nazionale. Già in precedenza (1945) erano scoppiati in Cabilia movimenti insurrezionali duramente repressi. Nel 1954 fu fondato il Comitato Rivoluzionario d'unione e d'azione (CRUA). Alcuni suoi membri (Aït Ahmed, Ben Bella, Khidder) insediatisi al Cairo provvidero alla fornitura di armi per i gruppi clandestini che si andavano organizzando. L'1 novembre 1954 si scatenò la lotta partigiana che dalla Cabilia dilagò in tutto il paese sotto la guida del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN), fu una lotta di guerriglia e da entrambe le parti si usarono tattiche terroristiche. Nel settembre 1955 la questione algerina fu portata all'ONU. Nell'estate del 1956, su iniziativa di Abane Ramdane, si tenne, nella valle della Soummam (Cabilia) un congresso che predispose i piani per la guerra e pose le basi di quello che avrebbe dovuto essere l'Algeria una volta indipendente, stabilendo in particolare la necessità della subordinazione dei militari nei confronti del potere politico. Inviso ai militari per questa sua visione democratica, Abane Ramdane, la mente politica del Congresso della Soummam, verrà ucciso nel 1958 dai suoi stessi compagni d'arme. Dopo l'arresto nel 1956 di alcuni capi del FLN (Ben Bella, Hocine Aït Ahmed, Khidder, Bitat, Boudiaf) i dirigenti algerini diedero vita ad un Comitato di Coordinazione e di Esecuzione (CCE) guidato da Belkacem Krim e Ben Khedda. Nel 1957 le forze francesi intrapresero azioni di polizia (battaglia di Algeri) al fine di privare i rivoltosi di una guida. Ma se la lotta languì nella capitale, continuò sulle montagne. Le inquietudini della popolazione europea portarono il 13 maggio 1958 a un putsch contro il governo metropolitano accusato di condurre una politica di abbandono. Crollò così la IV Repubblica e al potere giunse il generale Charles de Gaulle, il quale riconobbe agli algerini il diritto all'autodeterminazione provocando la violenta opposizione della popolazione europea che si manifestò con gravissimi disordini (giornate delle barricate, gennaio 1960). L'annuncio degli incontri franco-algerini di Evian (1961) provocò da parte degli ultras un movimento insurrezionale (putsch di Algeri sotto la guida dei generali Salan, Challe, Zeller e Jouhaud), che fallì. Il putsch portò alla formazione di un movimento clandestino, l'Organizzazione dell'Armata Segreta (OAS). Intanto il CCE si era trasformato nel Governo Provvisorio della Repubblica Algerina (GPRA) sotto la guida di Ferhat Abbas. Nonostante le azioni terroristiche dell'OAS la pace fu firmata il 19 marzo 1962 a Evian. Gli accordi di Evian, inoltre, hanno previsto i rapporti economici, finanziari, tecnici e culturali, con le disposizioni amministrative ad interim fino a che un referendum sull'autodeterminazione non potesse essere tenuto. L'1 luglio 1962 veniva indetto un referendum per l'autodeterminazione con esito positivo e la Francia dichiara l'Algeria indipendente il 3 luglio. I mesi che seguirono furono caratterizzati da una crisi dovuta ai contrasti tra il GPRA e i partigiani di Ahmed Ben Bella. Il 20 settembre 1962 si svolgono le elezioni per l'Assemblea Nazionale Costituente che segnano l'affermazione definitiva di Ben Bella con la designazione dello stesso a capo del primo governo algerino.
Nel 1971 l'industria petrolifera viene nazionalizzata, Boumedienne prosegue nella riforma agraria e nell'istituire un servizio di assistenza nazionale, la costituzione dà vita ad uno stato socialista (1976). Nel 1978 Boumedienne muore, gli succede Benjedidi Chadli che stabilisce un regime di tipo presidenziale con elezione quinquennale del presidente della repubblica. Ben Bella viene rilasciato dalla prigionia, viene firmato un accordo con la Francia per incentivare il ritorno in patria di 800.000 immigrati algerini. Nel 1984 viene riconfermato presidente, e ancora nel 1988 e in seguito ai moti del 1988, ha promosso un processo di democratizzazione e revisione costituzionale. Una nuova costituzione viene adottata nel 1989 che ha permesso la formazione di altre associazioni politiche oltre all'FLN.
Nel 1997 si sono tenute nuove elezioni e viene eletto a presidente Zeroual, nel 1999 gli succede Abdelaziz Bouteflika, grazie anche al ritiro degli avversari che boicottano le elezioni, con la possibilità di uno spiragli di speranza di pace per il paese.
Le regioni naturali sono tre:
La rete idrografica è assai povera, limitata praticamente al Maghreb, dove però, a causa della particolare configurazione morfologica, ha un andamento piuttosto complesso. I fiumi che si riversano nel Mediterraneo sono gli unici con corso perenne, ma di lunghezza assai modesta; i principali sono lo Cheliff, il Soummam, l'Oued el-Kebir]. Gran parte degli altopiani sono bacini chiusi endoreici (sebkha) nei quali si formano laghi salati (chott). Essi sono alimentati anche dai fiumi dell'Atlante sahariano, che sul versante meridionale danno vita, oltre che ad analoghi laghi salati, a numerose oasi pedemontane.
Il Maghreb appartiene all'area climatica mediterranea, ma solo nelle limitate zone costiere i caratteri sono decisamente tali; più all'interno la continentalità fa sentire i suoi effetti: così ad Algeri la media annua si aggira sui 18 C (media invernale 12 C, estiva 24 C) mentre nel bacino dell'alto Cheliff si possono verificare d'inverno condizioni di gelo mentre d'estate di registrano anche 47 C. Il regime delle precipitazioni è legato all'alterna azione delle masse d'aria umida di origine atlantica e di quelle continentali sahariane. Su rilievi meglio esposti del versante esterno dei Tell cadono annualmente fino a 1000 mm di pioggia, negli altopiani interni 300-400, oltre tali valori nuovamente sui pendii settentrionali dell'Atlante sahariano. Nell'Algeria sahariana il clima presenta estrema aridità; le escursioni termiche sono fortissime, anche quelle giornaliere, e il gelo notturno non infrequente. Le precipitazioni sono irregolari e in genere inferiori ai 10 mm annui (solo sull'Ahaggar superano i 200 mm); in talune zone si hanno unicamente sporadiche piogge che gonfiano repentinamente gli uidian.
Densità: 13 per km²
Città principali, oltre la capitale, sono: Orano, Costantina, Annaba, Sidi-bel-Abbès, Tlemcen, tutte superiori a 50.000 abitanti.
L'elemento berbero rappresenta il sostrato etnico dell'Algeria; esso ha però subito profonde trasformazioni in seguito alla penetrazione araba (VII secolo) che non solo ha modificato il tipo umano ma ha soprattutto "acculturato" in senso islamico il paese. Nel Sahara il popolamento più antico sembra rappresentato dall'elemento negro; in età preistorica vi erano però stanziate popolazioni bianche: tali erano i favolosi Garamanti, di cui si conserva traccia sin quasi all'inizio dell'epoca islamica. Al tempo della penetrazione romana si ebbe lo spostamento di altri elementi berberi dall'Atlante con occupazione delle oasi e passaggio al seminomadismo; in seguito anche gruppi nomadi arabi si insediarono nel Sahara.
La maggior parte della popolazione (oltre l'80%) vive oggi nel Tell, specie nella sezione orientale, dove si hanno 90 ab./km² negli altipiani e sull'Atlante sahariano si trova l'11% e nel Sahara il 9% del totale. La densità media che è di 9,6 ab./km², ha pertanto poco significato perché in realtà il paese è sovrappopolato. Infatti la popolazione supera ormai i 22 milioni. La maggior parte della popolazione vive nei villaggi; l'urbanesimo non ha d'altronde tradizioni antiche. I primi centri a svilupparsi sono stati i porti, dove si è andata potenziando l'attività commerciale fin dai tempi dell'invasione araba, e alcune località dell'interno del Tell per l'attrazione che esercitavano sulle aree agricole circostanti: è il caso di Mostaganem, di Orano, della stessa Algeri, di Bugia (Béjaia), di Annaba. Tutte queste città hanno avuto grande incremento sotto la dominazione francese, ma tra esse hanno prevalso Algeri, divenuta capitale e centro di controllo di tutto il paese, Orano, che svolge funzioni portuali, Annaba e Bejaia che hanno ricevuto impulso in quanto sbocchi del petrolio sahariano. Più all'interno sono città con funzioni commerciali (Tlemcen, Sidi-Bel-Abbès, Ech-Cheliff, Sétif), mentre Costantina è importante nodo di raccordo sulle vie che legano il Tell al resto dell'Algeria.
Religione: musulmana sunnita (99%); minoranze di cattolici ed ebrei (1%).
L'Algeria è suddivisa in 48 province (wilaya)
| Suddivisione amministrativa | ||||
|---|---|---|---|---|
| Suddivisione | Capoluogo | Area | Abitanti | Densità |
| Adrar | Adrar | 422.500 | 216.931 | 0,5 |
| Ain-Defla | Ain-Defla | 4.557 | 536.205 | 117 |
| Ain-Témouchent | Ain-Témouchent | 2.491 | 271.454 | 109 |
| Algeri | Algeri | 263 | 1.687.579 | 6.416 |
| Annaba | Annaba | 1.196 | 453.951 | 379 |
| Batna | Batna | 12.121 | 757.059 | 62 |
| Béchar | Béchar | 163.000 | 183.896 | 1,1 |
| Béjaia | Béjaia | 3.280 | 697.669 | 213 |
| Biskra | Biskra | 16.327 | 429.217 | 26 |
| Blida | Blida | 1.597 | 704.462 | 441 |
| Bordj Bou Arreridj | Bordj Bou Arreridj | 4.136 | 429.009 | 104 |
| Bouira | Bouira | 4.572 | 525.460 | 115 |
| Boumerdes | Boumerdes | 1.619 | 646.870 | 399 |
| Chlef | Chlef | 4.205 | 679.717 | 161 |
| Costantina | Costantine | 2.150 | 662.330 | 308 |
| Djelfa | El-Djelfa | 23.328 | 490.240 | 21 |
| El Bayadh | El Bayadh | 79.912 | 155.494 | 1,9 |
| El-Oued | El-Oued | 73.200 | 379.512 | 5,2 |
| El Tarf | El Tarf | 3.144 | 276.836 | 88 |
| Ghardaia | Ghardaia | 87.000 | 215.955 | 2,5 |
| Guelma | Guelma | 4.291 | 353.329 | 82 |
| Illizi | Illizi | 260.000 | 19.698 | 0,1 |
| Jijel | Jijel | 2.350 | 471.319 | 200 |
| Khenchela | Khenchela | 10.596 | 243.733 | 23 |
| Laghoaut | Laghoaut | 25.403 | 215.183 | 8,5 |
| Mascara | Mascara | 5.846 | 562.806 | 96 |
| Médéa | Médéa | 8.834 | 650.623 | 73 |
| Mila | Mila | 3.490 | 511.047 | 146 |
| Mostaganem | Mostaganem | 1.977 | 504.124 | 255 |
| M'Sila | M'Sila | 17.852 | 605.578 | 34 |
| Naama | Naama | 30.801 | 112.858 | 3,6 |
| Orano | Oran | 2.114 | 916.578 | 433 |
| Ouargla | Ouargla | 280.000 | 286.696 | 1 |
| Oul el Bouaghi | Oul el Bouaghi | 6.259 | 402.683 | 64 |
| Relizane | Relizane | 5.016 | 545.061 | 108 |
| Saide | Saide | 6.129 | 235.240 | 38 |
| Sétif | Sétif | 6.648 | 997.482 | 150 |
| Sidi Bel Abbès | Sidi Bel Abbès | 9.258 | 444.047 | 48 |
| Skikda | Skikda | 4.120 | 619.094 | 150 |
| Souk Arhas | Souk Arhas | 4.435 | 298.236 | 68 |
| Tamanghasset | Tamanghasset | 570.000 | 94.219 | 0,2 |
| Tébessa | Tébessa | 14.984 | 409.317 | 27 |
| Tiaret | Tiaret | 19.921 | 574.786 | 29 |
| Tindouf | Tindouf | 153.000 | 16.339 | 0,1 |
| Tipaza | Tipaza | 2.072 | 615.140 | 297 |
| Tissemsilt | Tissemsilt | 3.477 | 227.542 | 65 |
| Tizi-Ouzou | Tizi-Ouzou | 3.025 | 931.501 | 308 |
| Tlemcen | Tlemcen | 9.335 | 707.453 | 76 |
Bilancia dei pagamenti: 2,4 miliardi di $.
Inflazione: 3% (stima 2002)
Disoccupazione: 31% Dal punto di vista economico l'Algeria, entra nel novero dei paesi in via di sviluppo, presentandosi tra i più dinamici del continente africano; la sua situazione è resa tuttavia difficile dall'assai alta concentrazione di popolazione nelle poche aree adatte agli insediamenti e alle colture e dalla scarsità di quadri tecnici. La colonizzazione francese ha lasciato segni profondi, benché l'economia fosse stata impostata secondo le necessita e i vantaggi dei coloni, senza giungere ad una pur minima integrazione con la realtà interna, creando anzi quegli squilibri che proprio con l'indipendenza sono venuti prepotentemente alla luce.
In Algeria, il settore degli idrocarburi è la base dell'economia, conta approssimativamente il 52% delle entrate di bilancio, il 25% del P.I.L. e più del 95% delle voce esportazione.
Punti di forza: petrolio e gas naturale. Una recente collaborazione con le compagnie petrolifere occidentali dovrebbe incrementare la produttività. Il gas naturale è esportato in Europa.
Punti di debolezza: il prezzo del petrolio è crollato nel 1986 e non si è rialzato abbastanza con i rincari del 1996. A seguito dei disordini c'è stato un esodo degli europei e di altri lavoratori stranieri importanti per le attività economiche. Agricoltura poco estesa. Carenza di prodotti alimentari di base. Prospero mercato nero.
Produzione di energia elettrica: 6.000.000 kw.
Pesca: 106.246 tonnellate.
Petrolio: 822.000 b/g.
Allevamento: pecore 16,8 milioni, capre 3,1 milioni, bovini 1,2 milioni, asini 210.000.
Minerali: manganese, uranio, ferro, fosfati, piombo, zinco, rame, piriti, diamanti, argento.
L'agricoltura era stata ben sviluppata, ma sempre sulla base degli interessi francesi; oggi il governo di Algeri si sforza di realizzare la totale conversione del settore, mediante la progressiva riduzione delle colture coloniali e avviate all'esportazione (vino soprattutto) e il corrispondente incremento di quelle alimentari, come i cereali, destinati al consumo interno: tuttavia il paese deve ricorrere all'importazione di taluni prodotti alimentari.
Sono state costituite alcune migliaia di cooperative, localizzate nei villaggi sorti sulle terre espropriate ai coloni francesi; inoltre si è dato inizio ad una vasta opera di bonifica delle terre sottratte al deserto, mediante una fascia di vegetazione denominata "diga verde", profonda una ventina di chilometri, che dovrebbe attraversare l'intero territorio, dal confine marocchino a quello libico, raddoppiando la superficie coltivabile del paese. Con tutte le sue carenze e benché arativo e colture arborescenti occupino il 3,1% della superficie territoriale, l'agricoltura impegna il 24% della popolazione attiva e contribuisce in larga misura alla formazione del prodotto nazionale.
L'agricoltura commerciale è rappresentata in primo luogo dalla vite (3,6 milioni di q di uva, 1 milione di hl di vino), dall'ulivo, dagli agrumi, dalle primizie orticole e da diverse piante fruttifere mediterranee; l'agricoltura algerina tradizionale fornisce soprattutto frumento (7,5 milioni di q.), orzo e altri cereali, datteri (2,1 milioni di q.) nelle oasi e fichi nella Cabila. Ancora più esigua è l'area boschiva; principali essenze sono il pino d'Aleppo, la quercia da sughero, il cedro.; sugli altipiani si raccoglie l'alfa.
L'agricoltura nel Tell ha avuto un incremento notevole, per le accresciute possibilità di irrigazione. Gli altipiani danno in abbondanza l'alfa (usata nella fabbricazione della carta) e anche il crine vegetale ricavato dalla palma nana.
Sono stati valorizzati i giacimenti petroliferi e di gas naturale del Sahara, scoperti e sfruttati a partire dal 1950 ad opera di compagnie francesi e straniere; con l'indipendenza la gestione delle attività petrolifere è passata in mano algerina, in obbedienza alla politica di nazionalizzazione, che è stata ed è alla base delle scelte economiche del paese e che interessa tutte le sue molteplici risorse minerarie: idrocarburi, manganese, uranio, ferro, fosfati, piombo, zinco, rame, piriti, diamanti, argento, ecc.
L'industria ricevette un certo incentivo poco prima dell'indipendenza, sotto la pressione delle prime rivendicazioni algerine. Negli anni settanta le linee di politica economica si erano orientate verso una industrializzazione pesante e di rigida pianificazione, secondo una formula di accumulazione socialistica molto simile a quella sovietica degli anni venti. Ciò fu fatto nel tentativo di affrancarsi da ogni servitù dai vecchi partners coloniali, trascurando i rapporti politico-economici con i paesi limitrofi. Dalla notevole concentrazione di potere nelle mani di una cinquantina di enti che gestivano l'assoluta maggioranza dell'apparato economico algerino erano però derivati non pochi scompensi tra i vari settori dell'economia. Gli anni ottanta segnano un cambiamento profondo di tale situazione con il prevalere di una politica più pragmatica e liberista anche sul piano internazionale. Da rilevare che sono stati raggiunti importanti accordi per forniture di gas alla Francia e all'Italia e che si è deciso di incrementare gli investimenti in agricoltura per rivitalizzare il territorio rurale. I piani allestiti puntano a recuperare spazi e produttività, ma con molto realismo si prospetta per l'Algeria un ricorso massiccio all'approvvigionamento estero, per sfamare una popolazione che le proiezioni del 2000 voglio di 38 milioni di individui. Industrie tessili, chimiche, saponifici, cementifici, fabbriche di fiammiferi e conserve, manifatture di tabacchi. In rapido sviluppo è l'attività industriale connessa alle risorse metanifere. In rinascita è l'artigianato, con lavori di oreficeria, ceramiche e soprattutto tappeti.
Rete stradale: 93.800 km
Autostrade: 608 km
Ferrovie: 4.219 km
Porti: Algeri, Annaba, Arzew, Bejaia, Beni Saf, Dellys, Djendjene, Ghazaouet, Jijel, Mostaganem, Orano, Skikda, Tenes.
Ci sono 5 aeroporti internazionali.
635.000 turisti l'anno.
Provenienza: Marocco 22%, Tunisia 7%, Francia 5%, Libia 1%, altri 65%.
Il commercio dell'Algeria è principalmente marittimo; si effettua soprattutto attraverso i porti di Algeri, Orano, Bona. Italia (22,8%), USA (13,9%), Francia (14,6%), Spagna (13,9%), Olanda (6%).
L'importazione registra combustibili, tessili, macchine, veicoli, utensili vari, ecc.
Maggiori Paesi da cui vengono importate merci: Francia (37,7%), Italia (10%), USA (11,3%), Germania (7,6%), Spagna (7%), Brasile (5%).
Tasso di alfabetizzazione: 60%
Studenti universitari: 347.410.
Nel periodo coloniale, l'Algeria seguì la linea generale dell'educazione francese per le colonie. Il tasso di analfabetismo raggiungeva punte dell'80-85%. Negli ultimi anni del periodo coloniale la presenza nelle scuole di bambini arabi era molto ridotta; a partire dall'indipendenza, nel 1962, è stato attuato un intenso programma educativo: la presenza nella scuola primaria ha raggiunto l'80% alla fine degli anni settanta. La spesa totale per l'insegnamento, notevolmente incrementata nello stesso periodo, rappresentava nel 1979 il 28% del bilancio statale. L'istruzione è obbligatoria per 8 anni (dai 6 ai 14 anni di età), è riservata interamente allo stato dal 1976, anno in cui sono state abolite tutte le scuole private; dal 1973, inoltre, l'arabo è venuto a sostituire il francese sia come lingua d'insegnamento sia nei libri di testo, soprattutto nella scuola primaria. L'analfabetismo, tuttavia, è ancora tra i più alti nel mondo (50%). Responsabile di questo grave deficit nell'istruzione è anche la scelta ideologica di utilizzare nell'educazione la lingua classica, assai distante da quella parlata. A questa scelta è legata una politica di "arabizzazione", che con alti e bassi si è sviluppata fin dall'indipendenza e prosegue tuttora. Oltre all'Università di Algeri, costituita nel 1879, vi sono altre due università ad Orano (1965) e a Costantina (1969). Centri universitari di più recente costituzione a Tlemcen, Annaba, Tizi-Ouzou, Sétif, Batna, Tiaret, Béjaia.
Sistema sanitario pubblico. L'assistenza di base è arretrata al di fuori delle grandi città
La religione islamica ha fortemente influenzato l'arte nazionale. Moschee e minareti sono gli aspetti architettonici religiosi classici.
I piu noti attuali pittori algerini, tali Mohammed Khadda, M'hemed Issiakhem ed i laureati del premio Abd-el-Tif d'Algeri, tra i quali Maurice Boitel, hanno contribuito al prestigio artistico del Algeria.
Il 3% del territorio è protetto (0,1% parzialmente protetto).
Aderisce alle convenzioni e ai trattati di: Ramsar, CITES, CBD (biodiversità), Basilea (rifiuti tossici), protocollo di Montreal (emissioni di CFC).
La vegetazione del Tell è tipicamente mediterranea, con la macchia, con aree degradate dove crescono ulivi selvatici e lentischi, ed in alto il bosco d'alto fusto a latifoglie (lecci, querce, specie quelle da sughero) ed aghifoglie (cedri e pini d'Aleppo); nelle regioni basse è stata largamente modificata dall'uomo, che ha diffuso le colture proprie del Mediterraneo (olivo, vite, cereali, alberi da frutto). Gli altipiani hanno steppe ad artemisia, con predominio dell'alfa, dell'artemisia, dell'aristida e qua e là, boscaglie. Nell'Atlante sahariano solo le zone più elevate, innaffiate da piogge, conservano un rivestimento di boschi.
La vegetazione propria dell'Algeria sahariana è limitata ai palmeti delle oasi, nelle quali però le colture hanno introdotto alberi da frutta e ortaggi.
Il Parlamento nazionale è bicamerale, costituito da una camera bassa, l'Assemblea Popolare Nazionale (APN), con 380 membri e una camera alta, il Consiglio della Nazione, con 144 membri. L'APN è eletta ogni 5 anni. Due terzi del Consiglio della Nazione sono scelti dalle autorità regionali e comunali; il resto è nominato dal presidente. Il Consiglio della Nazione rimane in carica per sei anni. Il presidente o uno dei parlamentari può iniziare un iter legislativo. Le leggi devono essere approvate da entrambi i rami del Parlamento. Le sessioni del APN sono teletrasmesse. L'Algeria è divisa in 48 wilaya (province) dirette dai wali (governatori) che riportano al Ministro degli Interni. Ogni wilaya è suddivisa in comuni. Le wilaya ed i comuni sono retti da una assemblea eletta.
Algerië | አልጄሪያ | Alcheria | Algeria | الجزائر | Arxelia | Алжир | আলজেরিয়া | Alžir | Algèria | Alžírsko | Algeria | Algeriet | Algerien | Αλγερία | Algeria | Alĝerio | Argelia | Alžeeria | الجزایر | Algeria | Algérie | Alg·èrie | An Ailgéir | Alxeria - الجزائر | Aljeriya | ʻAlekelia | אלג'יריה | अल्जीरिया | Alžir | Aljeri | Algeria | Aljazair | Aljeria | Alsír | アルジェリア | 알제리 | Aljeri | Algerium | Arjelia | Algerien | Algerieë | Alžyras | Alžīrija | Алжир | Algeria | Algeria | Algerien | Algerije | Algerie | Algerie | Argeria | Алжир | Algieria | الجېريا | Argélia | Algeria | Algeria | Алжир | अल्जीरिया | Algirìa | Algeria | Alžírsko | Alžirija | Aljeeriya | Algjeria | Алжир | Algeriet | Алҷазоир | ประเทศแอลจีเรีย | Algeria | Cezayir | ئالجىرىيە | الجزائر | Algérie | Aldjereye | Aljeeri | אלזשיר | 阿尔及利亚 | Algeria